GERMANIA

Questioni di giustizia

Riflessioni e impegni al 34° Kirchentag della Chiesa evangelica

Dal 1° al 5 maggio ad Amburgo, si sono incontrati circa 120 mila membri della chiesa evangelica tedesca, che attraverso gli oltre 2500 eventi in programma si sono confrontati sui temi della giustizia e del giusto equilibrio tra denaro e felicità. “Quanto ti è necessario” (“Soviel du brauchst”) è stato il titolo di questo 34° appuntamento nazionale, a quasi 500 anni dalla nascita della Riforma. Il cielo e la città si sono colorati di blu per tutti i giorni dell’evento.

“Lasciamo che il Kirchtag continui a vivere, dopo il Kirchentag”. L’alto numero di partecipanti testimonia, ha affermato alla conclusione dei lavori Gerhard Robbers (Trier), presidente della manifestazione evangelica, che “grande è il desiderio di spiritualità e di affrontare criticamente le sfide del nostro tempo”. Una delle indicazioni centrali che arrivano dal Kirchentag è “la richiesta di salari e condizioni di lavoro eque: ciascuno deve poter vivere con il lavoro delle proprie mani. Per questo è importante che il dialogo tra le Chiese e i sindacati non si interrompa”. Il presidente del Consiglio della Chiesa evangelica tedesca (Ekd), Nikolaus Schneider, ha definito il Kirchentag come una “fonte di forza e allo stesso tempo un luogo creativo”, che trasmette “importanti impulsi spirituali, politici”.

Insieme per la giustizia. Per la prima volta nella sua storia, il Kirchentag è cominciato 1 maggio, festa del lavoro, e i temi sociali e politici hanno certamente dominato, senza tuttavia che il tema delle prossime elezioni condizionasse i lavori. La cancelliera tedesca Angela Merkel è intervenuta sul tema della giustizia globale: “Noi staremo bene in modo stabile, solo quando anche gli altri Paesi staranno bene”. In particolare, sono le sfide del clima e della crisi finanziaria che devono essere affrontate tutti insieme. I toni si sono accesi, invece, quando il dibattito ha toccato i temi della pace e delle forze armate, riferisce l’agenzia stampa dell’Ekd. Pesanti attacchi e denunce sono stati indirizzati al ministro della difesa Thomas de Maizière (Cdu) per aver offerto armi all’Arabia Saudita.

Il presidente della Repubblica sui temi dell’inclusione. Anche il presidente della repubblica, Joachim Gauck, è andato ad Amburgo ed è intervenuto alla tavola rotonda “Una società forte” sul tema delle possibilità di vita per le persone disabili e dell’inclusione: “Da come una società tratta le persone che vivono con una disabilità, si misura la sua umanità”. Accanto al presidente, sulla tribuna sedevano un pastore protestante, Rainer Schmidt, che non ha le braccia, e un giovane studente, Samuel Koch, seduto sulla sedia a rotelle per un grave incidente nel corso di una popolare trasmissione televisiva. Dopo aver ascoltato la testimonianza di queste due persone, il presidente Gauck ha affermato: “Se usiamo la nostra forza interiore, diventiamo più forti. E questo vale per tutte le persone”, ma si è anche rammaricato per il fatto che, a differenza del settore pubblico e scolastico in particolare, nel settore privato l’inclusione è una realtà ancora debole e da incoraggiare.

L’ecumenismo e Papa Francesco. Secondo gli organizzatori, nessun Kirchentag aveva avuto fino a ora un carattere ecumenico così forte come la riunione di Amburgo. L’8,7% dei partecipanti che hanno seguito tutti i lavori erano cattolici. Molto limitata la partecipazione ortodossa, per il coincidere dei giorni del Kirchentag con il triduo pasquale e la pasqua ortodossa. Le questioni teologiche controverse non hanno più giocato un ruolo importante. Significativo invece il fatto che l’ecumenismo sia stata una dimensione che, attraverso gli incontri e i dialoghi, si è integrata nel programma “generale”. Anche il presidente della Conferenza episcopale, l’arcivescovo Robert Zollitsch, è intervenuto a una tavola rotonda su “il nuovo papa Francesco: attese interreligiose ed ecumeniche”, insieme al segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese Olav Fykse Tveit e la docente di islamologia Katajun Amirpur. Fin dalle prime parole, dai primi segni e incontri, papa Francesco ha indicato il cammino comune dei cristiani, “un cammino di fratellanza, amore e fiducia reciproca”, ha affermato monignor Zollitsch. “Papa Francesco si pone in continuità con il suo predecessore, senza intraprendere nuove vie, ma percorre quelle antiche e consolidate, per svilupparle ulteriormente”. Papa Francesco “esprime con chiarezza attraverso i gesti e le parole che la Chiesa cattolica è impegnata in modo irreversibile nel dialogo con l’islam, l’ebraismo, e tutte le religioni mondiali e soprattutto con le comunità e le chiese cristiane”. Mons. Zollitsch ha invitato a non “sovraccaricare il Papa con le nostre attese spesso eurocentriche”, dopo così poco tempo dalla sua elezione. Il prossimo appuntamento è nel 2015 per il 35° Kirchentag, mentre il presidente del Comitato centrale dei cattolici tedeschi, Alois Glück, ha invitato i partecipanti al 99° Katholikentag “Costruire ponti con Cristo”, nel 2014 a Regensburg, città con una grande tradizione ecumenica.