CHIESE IN BREVE

Italia, Portogallo, Germania, Ccee-Comece

Italia: card. Bagnasco su scuole paritarie
“In tutti i Paesi europei, eccetto che in Italia, c’è da parte dello Stato, di qualunque Stato, anche dei Paesi post comunisti, il riconoscimento, in un modo o nell’altro, del servizio pubblico delle scuole cattoliche o delle scuole private in genere che rispondono ai parametri dello Stato per l’istruzione e la formazione. Tutti i Paesi in Europa hanno questo riconoscimento, solamente l’Italia non ce l’ha”. Così l’arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco, a margine della messa celebrata il 6 maggio nella Chiesa di San Filippo Neri per gli studenti universitari. “Non so se si possa dire che la scuola parificata, tra cui quella cattolica, sia sotto attacco – ha detto ancora il porporato – ma certamente è un dato di fatto che il diritto dei genitori a educare i figli secondo la propria visione e i propri valori” in Italia “è riconosciuto a livello di principio ma non è applicato”. Tale principio, ha spiegato ancora il card. Bagnasco, “non è praticabile, in concreto, perché i genitori che vogliono educare i figli secondo una visione cristiana e cattolica o in una scuola non statale devono in sostanza pagarsi tutto quanto, quindi in un certo senso pagare le tasse due volte” e “questo va contro a quello che è un diritto fondamentale dei genitori”.

Portogallo: la Chiesa nei media  
La Chiesa portoghese ha promosso l’ 8 maggio a Lisbona un incontro di presentazione della Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali 2013, che sarà celebrato domenica 12 maggio, intorno al tema deciso da Benedetto XVI: “Reti sociali: portali di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione”. Secondo il direttore del Segretariato nazionale delle Comunicazioni sociali (Sncs), la Chiesa cattolica deve fare “un serio esame di coscienza”, in relazione alla sua azione nel campo dei media: “Temo che si possa scoprire quanto la nostra effettiva pratica personale ed ecclesiale si trovi ancora ben lontana da quelle idee, mezzi, conseguenze e potenzialità evangelizzatrici dei media che ben andiamo teorizzando”, ha affermato il canonico João Aguiar, riprendendo il suo editoriale pubblicato sul settimanale dell’Agenzia Ecclesia. Il responsabile de Sncs ha ammesso che “un certo cammino è stato fatto nella formazione professionale e nel progresso tecnologico”, ma ha sostenuto che “continua a mancare soprattutto una vera e propria pastorale della comunicazione”. Il vescovo ausiliare di Porto, monsignor Pio Alves, ha voluto invece riprendere e sottolineare il contenuto della tematica indicata dal Papa, evidenziando che “la vera comunicazione, il vero dialogo, non assomiglia per nulla a due vie parallele dove le persone vanno in direzioni opposte”.

Germania: contro gli estremismi
Contrastare qualsiasi tipo di estremismo: è l’esortazione di monsignor Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), in occasione del cinquantenario della consacrazione della Chiesa Maria Regina Martyrum di Berlino, dedicata ai martiri della fede e della libertà di coscienza, festeggiato nei giorni scorsi. Insieme con l’arcivescovo di Berlino, il cardinale Rainer Maria Woelki, mons. Zollitsch ha celebrato una Messa, invitando a “tenere desto il ricordo del passato e al contempo stare attenti al presente”. Mons. Zollitsch ha reso omaggio ai “tanti sconosciuti che hanno tenuto nascosti Ebrei in fuga all’estero, dando così un segno pratico dell’amore”, ai “sacerdoti che nelle loro omelie hanno sensibilizzato i fedeli sull’ingiustizia della dittatura nazista”. “La chiave di questa resistenza era l’amore e la fedeltà a Dio e agli uomini”, ha sottolineato l’arcivescovo. Soffermandosi sulla situazione attuale, mons. Zollitsch ha detto che “oggi è nuovamente necessario impegnarsi per la dignità umana, donata da Dio”. È una cosa “che richiede coraggio e anche la disponibilità ad esporsi chiaramente e a subirne le conseguenze nella molteplicità dei pareri e delle ideologie del nostro tempo. Noi esseri umani siamo sempre a rischio di far emergere in noi l’estremismo. Ciononostante mi sorprende e mi delude che anche oggi, nel nostro Paese, rivivano delle cose che ci hanno portato così tante disgrazie”.

Ccee-Comece: la Festa d’Europa
Un invito a “non perdere la speranza”, a costruire una società solidale e “aperta all’Assoluto”, a realizzare un’Europa “comunità di destino”, come aveva indicato il 9 maggio 1950 Robert Schuman nella sua “Dichiarazione” che aveva dato il via all’integrazione comunitaria. La presidenza del Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa) invia un messaggio in occasione della Festa d’Europa che si è celebrata il 9 maggio. Nel testo si legge: “A tutte le persone che sono oggi nel continente europeo e che si trovano in difficoltà per l’attuale crisi economica, che si sentono sole, che hanno perso o sono in cerca di un lavoro e che, a causa della grave crisi di senso e di fede, fanno fatica a guardare al futuro, ai giovani in particolare, vogliamo dire che la Chiesa in Europa è vicina e li invita a non perdere la speranza”.
Anche padre Patrick H. Daly, segretario generale della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea), ha sollecitato la “apertura di una strada per la pace e la riconciliazione” che hanno reso “le nazioni europee più vicine”. Il “sì” del cancelliere tedesco “alla mano tesa dal ministro degli Esteri francese Robert Schuman – prosegue Daly – ha segnato il primo passo dell’ampia trasformazione del nostro continente in una comunità di nazioni che, il 1° luglio di quest’anno, accoglierà il suo 28° membro, la Croazia”. Per il segretario Comece, “pace e solidarietà, obiettivi chiave del 9 maggio 1950, sono ancora più essenziali oggi, giacché la crisi economica in corso sta colpendo duramente la società europea e causando profonda sofferenza”.