CHIESE IN BREVE

Polonia

“Tweet spirituali” dedicati alla Madonna
All’inizio di quest’anno cinque sacerdoti polacchi, ispirandosi ad un’iniziativa nata in Spagna, hanno creato su Twitter un profilo di carattere spirituale e religioso: @duchowni. Così, nel periodo della Quaresima hanno potuto condurre per la prima volta degli esercizi spirituali di 140 caratteri. Ora, in concomitanza con il mese mariano di maggio, ogni giorno invitano alla riflessione su una delle invocazioni delle Litanie lauretane.
L’iniziativa ha trovato immediato appoggio da monsignor Jozef Michalik, arcivescovo di Przemysl e presidente della Conferenza episcopale polacca, che con un tweet ha ribadito come “Maria è la migliore, la più bella e la più sicura via che porti a Cristo”. Il presule da oltre un anno pubblica regolarmente sul suo profilo @AbpJMichalik dei “tweet spirituali” e ha raggiunto i 2.500 follower.
“È stato difficile scegliere le 31 invocazioni, una per ogni giorno del mese di maggio, ma alla fine ci siamo messi d’accordo: il 1° maggio abbiamo twittato a ‘Maria Santissima’, il 2 maggio alla ‘Santa Madre di Dio’, mentre il 3 maggio a ‘Maria Regina della Polonia’”, ha dichiarato uno dei promotori dell’iniziativa, Piotr Studnicki, aggiungendo che il loro intento è “presentare il significato profondo delle singole invocazioni delle Litanie lauretane”. In questo mese, inoltre, i moderatori del profilo rilanceranno i tweet più interessanti di tutti coloro che vorranno partecipare alla riflessione.
In Polonia, dove la devozione mariana è molto sentita, al termine delle invocazioni delle Litanie lauretane approvate da Sisto V, ne è stata aggiunta un’altra, quella alla Regina della Polonia. Questo titolo di Maria è stato ufficialmente riconosciuto dalla Santa Sede nel 1923, dopo che la Polonia ha riacquisito la sua sovranità con il Trattato di Versailles al termine della Grande Guerra. Nel 1980 la Santa Sede ha approvato l’invocazione a Maria Madre della Chiesa, e nel 1995 con espressa volontà di Giovanni Paolo II quella alla Regina della famiglia.
Gli esercizi spirituali su Twitter promossi sul profilo @duchowni dal 18 al 24 marzo erano invece dedicati alle “Sette porte di Gerusalemme”. I moderatori invitavano ogni giorno a riflettere su uno dei momenti d’incontro dell’uomo con Dio. I primi tweet sono stati dedicati al sacramento della confessione. In seguito, la riflessione è stata centrata sulla sofferenza. Nei giorni successivi i temi sono stati la preghiera, la comunità e il sesso. Il sesto giorno di riflessione è stato dedicato al silenzio mentre il settimo all’Eucaristia.
L’idea degli esercizi spirituali tramite un microblog è nata nel corso di una discussione su Skype di alcuni sacerdoti (due dei quali appartenenti alla Compagnia di Gesù), i quali rapidamente hanno coinvolto nell’iniziativa una quindicina di altri presuli. “Vogliamo portare Cristo al maggior numero possibile di persone”, spiegava uno di loro paragonando l’iniziativa al “Cortile dei gentili”. L’interesse per l’uso pastorale dei microblog in Polonia è cresciuto notevolmente con l’inaugurazione del profilo di Benedetto XVI, e ottiene sempre maggiori consensi. Attualmente sono oltre 200 i sacerdoti attivi su Twitter mentre il profilo @duchowni, con oltre 1.500 tweet inviati, è seguito da più di 1.000 follower.

I legami con la Chiesa lituana
“Possiamo e dobbiamo essere testimoni di speranza per tutti coloro che cercano il senso della vita e affrontano delle sfide difficili”. Lo ha detto domenica 5 maggio a Kaunas, in Lituania, il cardinale Stanislaw Dziwisz, confermato da Papa Francesco come legato pontificio per le celebrazioni dei 600 anni dell’arcicattedrale intitolata ai santi apostoli Pietro e Paolo. Il Pontefice, nella lettera al card. Dziwisz, ha ricordato come l’arcicattedrale di Kaunas ai tempi delle ostilità del regime comunista verso la Chiesa è stata simbolo della necessità di preservare il cristianesimo e la fedeltà alla Santa Sede sul territorio allora facente parte dell’Unione sovietica. Il card. Dziwisz, attualmente arcivescovo di Cracovia, già segretario particolare di Giovanni Paolo II, nell’omelia ha ricordato il pellegrinaggio di Wojtyla in Lituania nel settembre del 1993 e ha sottolineato l’importanza dei legami tra la Chiesa polacca e quella lituana. Ha rilevato inoltre che, nell’Anno della fede, “tutti siamo chiamati ad approfondire e ravvivare la nostra fede per condividerla con il prossimo”. “Non possiamo quindi – ha proseguito il presule – essere indifferenti alla situazione di tante persone che contagiate da idee laiciste vivono come se Dio non ci fosse, come se non avesse nulla da dirci e come se potessimo da soli svolgere l’opera salvifica”. La Lituania è stata l’ultimo Paese europeo a essersi convertito al Cristianesimo nel 1387. Ufficialmente si dichiarano cattolici il 79% dei lituani, atei e agnostici il 15%, ortodossi il 4%, protestanti il 2%.