GERMANIA
Un simposio sulla presenza della Chiesa nella società
“La presenza della Chiesa nella società e nello Stato”. È il titolo del simposio organizzato congiuntamente dalla Conferenza episcopale tedesca (Dbk) e dal Comitato centrale dei cattolici tedeschi (Zdk) a Berlino tra il 18 e il 19 aprile presso la Katholische Akademie. Tema del convegno era il rapporto tra Stato e Chiesa, con particolare attenzione alle questioni relative ai cambiamenti avvenuti nell’opinione pubblica sul significato della religione e delle attività della Chiesa nella società moderna, a livello di accettazione sociale delle diverse forme di cooperazione tra Stato e Chiesa e le relative ripercussioni in ambito politico. All’ordine del giorno, oltre all’analisi della situazione attuale, vi era la discussione sulle forme in cui vescovi e laici possono reagire in modo adeguato alle nuove sfide emergenti. La Conferenza congiunta di Dbk e Zdk ha infatti deciso di consultarsi su questo punto anche nell’ambito del processo di dialogo della Chiesa cattolica, attualmente in corso. Presentiamo alcuni spunti salienti emersi dal simposio.
Una Chiesa per la società. Monsignor Robert Zollitsch, presidente della Dbk, ha sottolineato che proprio la questione della presenza della Chiesa nella società e nello Stato è un “tema fondamentale” su cui “i vescovi e i laici devono accordarsi in modo sempre più stretto. La Germania sta vivendo una situazione di diminuzione drammatica dell’accettazione delle norme che regolavano finora il rapporto tra Stato e Chiesa”, ha osservato. È perciò “necessario sviluppare prospettive per il futuro”, poiché “attualmente l’opinione pubblica è caratterizzata sempre più da un concetto superficiale di libertà religiosa che tenta di circoscrivere la religiosità della persona alla sfera privata. Siamo tutti invece convinti che la religione venga intesa correttamente solo se le si concede un’efficacia pubblica, se la si accoglie con riconoscenza come importante contributo alla società. Pern questo è importante sottolineare costantemente che per noi non si tratta di privilegi ecclesiastici”, ha puntualizzato. “Al centro dell’attività sociale vi è la persona e pertanto, l’opera pubblica della Chiesa non è fine a se stessa ma rappresenta un contributo al bene comune”, ha concluso monsignor Zollitsch.
Reagire ai cambiamenti. Alois Glück, presidente dello Zdk, ha esortato i presenti ad affrontare il tema in modo energico: “Chi si ritira in una posizione difensiva perde la possibilità di contribuire al dibattito e alle decisioni politiche”, ha messo in guardia. “Dobbiamo sfruttare la nuova attenzione e sensibilità sulle questioni della fede in modo da far sì che la gente comprenda il ruolo della Chiesa nella nostra società e nel nostro Stato”. Al contempo, ha affermato, “occorre comprendere che anche per via dell’andamento demografico, la percentuale dei cristiani sta diminuendo in modo significativo”. Perciò “dobbiamo reagire in modo attivo a questi cambiamenti, per poter continuare ad influire a livello culturale”.
Far di più per l’Europa. Intervenuto sull’integrazione europea e la presenza della Chiesa nella società e nello Stato, il cardinal Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga, ha auspicato uno sforzo maggiore a essere presente in Europa come Chiesa: “Affinché i meriti dei cristiani in Europa non restino solo una reminiscenza storica, la Chiesa è chiamata anche oggi a contribuire ancora ad un’Europa unita”, ha detto il cardinal Marx. Il contributo della Chiesa deve essere fornito in quanto partner di un dialogo con le istituzioni a tutti i livelli: “Abbiamo ora la possibilità di far ascoltare le nostre richieste, poiché molti leader politici nell’Ue sono aperti al contributo della Chiesa. Questa situazione favorevole non va sprecata”, ha avvertito il cardinale, sottolineando che “come cristiani dobbiamo dare il nostro contributo alla costruzione dell’Europa, sia come vescovi che come laici”. A conclusione del simposio, monsignor Zollitsch e Glück hanno evidenziato che “occorre parlare insieme sul futuro del cattolicismo politico” e hanno esortato a concentrare maggiormente l’attività della Chiesa a livello europeo.