CHIESE IN BREVE " "

Svizzera, Germania e Lussemburgo

Svizzera: chiese e Alleanza per la domenica
Lo scorso 3 aprile, secondo quanto riportato dall’agenzia Kipa, la sezione svizzera dell’"Alleanza per la domenica", ha deposto presso cancelleria federale elvetica le 67000 firme necessarie affinché la decisione del parlamento di introdurre l’apertura dei negozi 24 ore su 24 venga sottoposta a referendum popolare. Il movimento "Alleanza per la domenica", di dimensioni europee, ma con molteplici antenne nazionali, è costituito da sindacati, associazioni di lavoratori, partiti politici e associazioni ecclesiali che vogliono difendere il diritto al riposo, alla vita sociale, familiare, associativa e religiosa, minacciati dalle aperture festive degli esercizi commerciali. In questo processo di raccolta firme, anche la Comunità di lavoro delle Chiese cristiane in Svizzera (Ctec) ha deciso a larga maggioranza di aderire alla mobilitazione e l’"Alleanza", il 15 aprile ha ufficialmente accettato che l’associazione ecclesiale ne diventasse membro. La Ctec, presieduta dalla pastora Rita Famos-Pfander (Federazione delle chiese protestanti – Feps), con vicepresidente mons. Charles Morerod, vescovo di Losanna, Ginevra e Friburgo, è una piattaforma ecumenica a livello nazionale, fondata nel 1971 e che oggi raggruppa 11 chiese di varie tradizioni. Nella dichiarazione di adesione, la presidente del Ctec ha affermato che la firma della Charta oecumenica ha impegnato le Chiese ad assumersi le proprie responsabilità in ambito sociale e nella difesa dei valori fondamentali. Con l’adesione all’"Alleanza per la domenica", ora le Chiese mettono in pratica una parte degli impegni presi con quella firma. Secondo quanto riportato da Kipa, anche la Commissione svizzera "Justitia et pax", su mandato della Conferenza dei vescovi svizzeri, è divenuta membro dell’"Alleanza per la domenica".

Germania: Hans Küng lascia Weltethos
Hans Küng, il teologo svizzero, trapiantato a Tubinga, ha passato la guida della fondazione Weltethos a Eberhard Stilz, in una serata in onore dei suoi 85 anni, svoltasi il 22 aprile all’università di Tubinga. Nel discorso di ringraziamento, afferma l’agenzia Kipa, egli ha ripercorso la sua carriera di studente, giovane professore, esperto al Concilio, fino al 1979 quando gli era stata ritirata la licenza per l’insegnamento della teologia cattolica, evento che lo ha portato a dedicarsi in modo più sistematico al rapporto tra le chiese cristiane con le altre religioni del mondo. Nel 1993 ha lavorato alla creazione della fondazione Weltethos e poi per la nascita dell’Istituto Weltethos presso l’Università di Tubinga. Küng ha affermato che non è possibile "nessun serio dialogo delle religioni senza valori etici, norme e atteggiamenti condivisi". Su questo si basa l’idea di un’etica globale. Il primo principio etico non può che essere che "tutti gli esseri umani devono essere trattati umanamente", secondo la filosofia di Immanuel Kant e la regola d’oro del "non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te". Secondo il teologo svizzero è necessario che "fin dall’asilo si cominci a educare al dialogo con le religioni e le culture affinché maturi nelle persone la capacità al dialogo e si evitino pregiudizi e stereotipi". Per questo le famiglie devono essere aiutate e devono essere messi a loro disposizione strumenti e luoghi utili alla trasmissione dei valori.

Lussemburgo: una devozione di 350 anni
La Chiesa cattolica del Lussemburgo è impegnata dal 20 aprile scorso nel tradizionale ottavario della Madre di Dio, che quest’anno ha come titolo "Fede, speranza e carità". È una tradizione che risale al 20 febbraio 1678, quando gli Stati generali elessero Maria consolatrice degli afflitti patrona del ducato e i lussemburghesi andarono in pellegrinaggio alla cattedrale per pregare davanti alla statua del 1624 della Santa vergine. Da allora, ogni anno si svolge il pellegrinaggio che dura 15 giorni, dalla 4ª alla 6ª domenica dopo Pasqua. Le giornate sono scandite da celebrazioni, liturgie, preghiere devozionali e gruppi di pellegrini che si recano a turno alla cattedrale. Domenica scorsa è stata la volta dei giovani e dei malati. Poi ci sono i bambini, le diverse associazioni, gruppi e movimenti ecclesiali. Tutte le celebrazioni sono trasmesse in streaming sul sito dell’arcidiocesi (www.cathol.lu). Il predicatore scelto per tradizione dall’arcivescovo, quest’anno è Georges Hellinghausen, sacerdote dell’arcidiocesi, delegato per i media, la cultura e le relazioni internazionali. "Nell’anno della fede vogliamo condividere a approfondire insieme la nostra fede. La speranza ci indica il futuro, sfida che noi, come chiesa dobbiamo affrontare con coraggio. Solo attraverso la testimonianza dell’amore saremo cristiani credibili" ha spiegato monsignor Hellinghausen. Arricchiscono l’evento anche una rassegna cinematografica ("Volti d’Africa"), una fiera del libro sulla formazione degli adulti, una rassegna di letture per i più piccoli, eventi ecumenici, iniziative di pastorale coniugale e familiare. L’ottavario si concluderà il 5 maggio con una processione e una celebrazione solenne presieduta da monsignor Jean-Claude Hollerich, arcivescovo del Lussemburgo.