L’Ue in breve

Regione Danubio: primi risultati, si può fare di più
"La strategia per la Regione danubiana dimostra finora che, operando di concerto, possiamo ottenere un impatto molto maggiore che se tentassimo di affrontare i problemi in modo isolato. Dobbiamo però fare un salto di qualità. Per i 14 Paesi interessati la cooperazione non può limitarsi a pie intenzioni o a belle parole". Johannes Hahn, commissario europeo per lo sviluppo regionale, nel presentare il 9 aprile la prima relazione sui progressi realizzati nell’ambito della strategia per la Regione danubiana a due anni dal suo avvio, ritiene che i risultati non manchino, ma che è possibile ottenerne di ben più positivi e favorevoli ai cittadini dei 14 Stati che vi aderiscono, 8 dei quali membri Ue: si tratta precisamente di Germania, Austria, Ungheria, Repubblica ceca, Slovacchia, Slovenia, Bulgaria, Romania, Croazia, Serbia, Bosnia e Erzegovina, Montenegro, Ucraina e Moldova. Risultati interessanti sono stati realizzati, secondo il documento, "per la soluzione di problemi legati alla carenza di collegamenti dei trasporti, alla mancanza di competitività, all’inquinamento e alla criminalità". La relazione sollecita però i governi a rafforzare la cooperazione e ad attribuire alla strategia "un carattere prioritario in tutti i pertinenti ambiti politici". Per fare alcuni esempi, la strategia ha consentito di stipulare un accordo sulla navigabilità del fiume tra Romania e Bulgaria e ha accelerato il completamento del ponte Calafat-Vidin che collega i due Paesi, mentre sta facendo passi avanti il progetto per l’interconnessione della rete del gas Bulgaria-Serbia. Nel campo della protezione della popolazione e del territorio, 8 Stati hanno avviato una collaborazione contro i rischi d’inondazione; sono state poi assunte misure per la tutela dello storione che vive nelle acque del fiume. Altre iniziative hanno riguardato, per citare altre esperienze, una più stretta collaborazione tra le piccole e medie imprese, le università e i centri di ricerca o, ancora, il contrasto alla criminalità che opera oltre le frontiere nazionali.

” “Schengen: Sis II, nuovo sistema di sicurezza
"Stiamo collaborando strettamente con la Commissione e gli Stati membri per garantire una transizione graduale nella gestione del sistema, fornire un servizio 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 agli Stati membri e contribuire a rendere l’Europa più sicura": Krum Garkov, direttore esecutivo dell’Agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi It, commenta l’entrata in funzione, a partire dal 9 aprile, del Sistema d’informazione Schengen di seconda generazione (Sis II), "che contribuirà ad aumentare la sicurezza e a facilitare la libera circolazione nello spazio Schengen". Il Sis II "permette alle autorità nazionali doganali, di polizia e di controllo delle frontiere – spiega la Commissione Ue – di scambiarsi agevolmente informazioni sulle persone che potrebbero essere coinvolte in reati gravi. Contiene inoltre segnalazioni sulle persone scomparse, soprattutto minori, e informazioni su determinati beni, quali banconote, automobili, furgoni, armi da fuoco e documenti di identità che potrebbero essere stati rubati, sottratti o smarriti". Il Sis II ha il doppio compito di facilitare la libera circolazione delle persone tra gli Stati che aderiscono a Schengen, garantendo al contempo il controllo delle frontiere e il contrasto al crimine organizzato. Il primo Sis risaliva al 1995; il nuovo sistema è "dotato di funzioni avanzate, come la possibilità di inserire dati biometrici, nuovi tipi di segnalazioni (aeromobili, natanti, container e mezzi di pagamento rubati)". Conterrà inoltre copie dei mandati d’arresto europei.

” “Consumo responsabile: un sito per le scuole
"L’educazione al consumo si occupa di insegnare alle persone le competenze, le attitudini e le conoscenze per vivere in una società dei consumi. È una componente fondamentale della cultura generale, che dovrebbe sostenere i consumatori nei loro tentativi di organizzare la vita quotidiana in modo sostenibile". A partire da questa indicazione, la Commissione Ue ha deciso di sostenere la realizzazione di un sito internet (www.consumerclassroom.eu), già attivo e tradotto in 21 lingue, volto a favorire la diffusione dell’educazione al consumo consapevole, soprattutto attraverso la scuola. "Molte persone – spiega il sito – non sono consapevoli del loro comportamento in quanto consumatori, e non capiscono in quale misura possono influenzare l’economia, l’ambiente e la società attraverso il loro comportamento di consumatore individuale". Così è nato il sito Consumer Classroom, che si propone fra l’altro "di favorire l’insegnamento dell’educazione al consumo nelle scuole secondarie europee". Si tratta di uno strumento adatto per gli insegnanti di tutte le materie e di studenti di età compresa tra i 12-18 anni, con distinzioni concettuali e metodologiche per età (12-14 e 15-18 anni). Consumer Classroom fornisce "risorse didattiche pronte da utilizzare su una vasta gamma di temi dal consumo responsabile fino all’alfabetizzazione finanziaria".