SLOVACCHIA

La luce nel tunnel

Una conferenza internazionale su educazione e famiglia

“L’educazione dei bambini nella famiglia” è stato il tema principale della XV conferenza internazionale “Scegli la Vita” che si è svolta il 22 e 23 marzo a Teplice Rajecké. L’evento è tradizionalmente organizzato dall’associazione civile Forum per la Vita e dall’organizzazione non-profit Sì alla Vita, e raccoglie esperti dalla Slovacchia e dall’estero che presentano le loro opinioni su vari argomenti riguardanti il tema principale oggetto del dibattito.

Cambiamenti nella percezione della famiglia. La situazione dei cambiamenti nella percezione della famiglia nella società slovacca dopo il 1989 è stata inquadrata da Martin Slosiarik dell’agenzia di marketing e ricerca Focus, di Bratislava, il quale ha detto fra l’altro che, nonostante i cupi stati d’animo nella società e la prognosi negativa dal punto di vista demografico, c’è una “luce nel tunnel”. Secondo i risultati di un sondaggio condotto su oltre un migliaio di partecipanti, la famiglia è ancora la priorità numero uno tra gli abitanti della Slovacchia e la sua importanza, anche statisticamente, è aumentata negli ultimi vent’anni dall’86,7% all’89,5%. Secondo l’inchiesta, la condizione essenziale per un matrimonio felice rimane la fedeltà. D’altra parte, il fattore “bambini” come condizione per un matrimonio felice è diminuito del 20% dal 1989, il che porta gradualmente alla crisi demografica di cui sopra. Agli intervistati è stata anche posta una domanda sulle priorità nell’educazione dei figli. Mentre nel 1991 il “pudore” dominava tra i risultati, l’attuale sondaggio a sorpresa ha sottolineato “la capacità di lavorare duro” vista come una priorità nel crescere i figli in Slovacchia. Slosiarik ha anche presentato i dati sul crescente tasso di divorzio, sull’aumento dell’età media della maternità e sul fatto che la Slovacchia ha sperimentato una rapida caduta del tasso di natalità, che ha portato il Paese all’ultima posizione nell’Unione europea.

L’educazione come deterioramento dei valori. La relazione principale è stata affidata alla famosa sociologa e pubblicista tedesca Gabriele Kuby, che ha parlato dell’educazione dei figli in Germania e in altri Paesi dell’Europa occidentale, mettendo in luce l’inappropriato insegnamento nel campo della sessualità che si traduce in una “deformazione dell’atteggiamento dei bambini e dei giovani verso il matrimonio, la famiglia, Dio e la società”. Secondo Kuby, ai bambini vengono date informazioni sull’esistenza di diversi tipi di famiglia, tra cui le cosiddette “unioni arcobaleno”; vengono incoraggiati a intraprendere giochi sessuali e, in età molto precoce, ricevono informazioni sulla pornografia, le pratiche sessuali e l’uso della contraccezione come un “modo responsabile” di evitare la gravidanza. La relatrice ha collegato questo tipo di educazione con il crescente numero degli abusi sessuali, soprattutto nella fascia 14-16 anni, e ha messo in guardia dalle conseguenze dell’atteggiamento di indifferenza dei genitori nei confronti di questa situazione. “Padri e madri dovrebbero andare a scuola e dire chiaramente ciò che vogliono e ciò che non vogliono”, esorta Kuby, invitando i genitori a collaborare nell’istruzione dei loro figli.

Educazione all’amore e alla genitorialità responsabile. Anche se nei Paesi dell’Europa centro-orientale, tra cui la Slovacchia, la situazione non è così grave, gli esperti in materia di educazione sono molto preoccupati per il futuro. Un manuale metodologico sull’educazione sessuale per la scuola dell’obbligo di secondo grado, pubblicato nel 2007, è stato utilizzato in molte scuole, nonostante le proteste della Chiesa cattolica contro la sua adozione. “La nostra Chiesa difende la dignità di una persona dal suo concepimento fino alla morte naturale. Se il testo non è basato su questi valori, non possiamo trovarci d’accordo”, spiega il portavoce della Conferenza episcopale, Jozef Kovacik, aggiungendo che il manuale presenta “un’educazione sessuale basata sull’ideologia del genere, ridotta ad un’alfabetizzazione sessuale e alla prevenzione dei rapporti sessuali non protetti, delle malattie sessualmente trasmissibili e delle gravidanze indesiderate”. Marek Michalcík, vice-presidente del Forum per la Vita, ha sottolineato che i genitori hanno scarsissime possibilità di influenzare questi sviluppi, che – soprattutto nelle famiglie cristiane – “contraddicono inevitabilmente i valori trasmessi ai bambini dal padre e dalla madre”. A questo proposito, Zuzana Lauková, direttrice del Centro del metodo Billings a Poprad, ha presentato il “Programma TeenSTAR”, uno strumento per l’educazione dei ragazzi all’amore e alla genitorialità nelle scuole. Ha detto, fra l’altro, che il Programma rappresenta una “alternativa” all’educazione sessuale aggressiva che è comune nelle scuole in Germania e in alcuni altri Paesi occidentali, e anche una “base solida per un periodo di preparazione a lungo termine al matrimonio basato sull’amore e sul rispetto reciproco”. Attualmente, il programma è in fase d’introduzione nei centri familiari e catechetici in tutto il Paese, ma Lauková ha espresso il desiderio di inserirlo nell’attuale struttura dell’istruzione religiosa e dei corsi di etica nelle scuole, e questo richiederà di condurre dei negoziati sia con le autorità statali che con la Chiesa. “Ci auguriamo che questo metodo di formazione dei bambini all’amore e alla genitorialità responsabile, che opera con successo in quasi 30 Paesi del mondo, trovi un sostegno più ampio all’interno della nostra società”, ha concluso Lauková.