CIPRO

La grande fatica

Correggere gli errori, costruire il futuro, restare nell’Ue

Accordo “doloroso, ma il migliore”. Queste, come risaputo, le parole pronunciate dal presidente cipriota, Nicos Anastasiades, in un messaggio televisivo alla nazione, a margine dell’accordo raggiunto con l’Eurogruppo. Grazie a questa decisione, le restrizioni per evitare fughe di denaro alla riapertura delle banche saranno solo temporanee. “Cipro è stata a un passo dal crollo finanziario, le nostre scelte non sono state facili, il clima non era ideale – ha spiegato il presidente cipriota – ma, attraverso trattative difficili, con perseveranza e senso di responsabilità, abbiamo raggiunto un risultato che garantisce il futuro di questo Paese”. Cosa pensano al riguardo i cittadini ciprioti? Nike Giurlani, per Sir Europa, lo ha chiesto ad Antonis Hajji Yannaki, membro del Consiglio economico dell’Eparchia Maronita di Cipro.

Come si è arrivati a questa situazione?
“Cipro ha compiuto molti errori in passato, ecco perché ci troviamo in questo pasticcio. Per decenni, abbiamo mantenuto un grande, costoso e inefficiente settore pubblico piuttosto che favorire la crescita economica. Il settore bancario si è inoltre ampliato rapidamente e senza un controllo adeguato. Purtroppo gli interessi di determinati gruppi di persone sono stati più incisivi di quelli per l’interesse pubblico”.

Che cosa pensa dell’accordo raggiunto tra Cipro e l’Eurogruppo?
“Credo che per Cipro si sia trattato di un compromesso molto difficile da accettare. L’accordo ha già causato enormi problemi per il sistema bancario e per l’economia del Paese. Tuttavia, Cipro ha così evitato il fallimento e ha ottenuto la possibilità di accedere al finanziamento da parte del meccanismo europeo di stabilità”.

Quali sono le prospettive economiche e sociali per l’Isola?
“L’ambiente socio-economico nei prossimi anni passerà attraverso drammatici cambiamenti. Le percezioni riguardo al futuro da parte dei ciprioti stanno cambiando rapidamente. C’è molta insicurezza, mai prima d’ora la disoccupazione è stata così alta e il peggio non è ancora arrivato. Dovremo attraversare una fase ancora più dura prima di poter migliorare la situazione. Esclusione sociale, disoccupazione e povertà saranno le caratteristiche principali della società cipriota nei prossimi anni”.

Quali le priorità nel cammino della ripresa?
“Il nostro Paese deve guardare avanti. Sappiamo che il settore finanziario si ridurrà e l’economia entrerà in una profonda recessione. Abbiamo bisogno di identificare altri settori dell’economia su cui Cipro ha già un vantaggio comparato. Sto parlando, per esempio, dell’energia e del gas naturale, delle fonti di energia rinnovabili, della salute e dell’istruzione. Il settore finanziario continuerà ad essere un settore importante dell’economia dell’Isola, ma abbiamo dalla nostra importanti punti di forza, offerti dalle risorse umane e dalle nostre conoscenze”.

Come giudica la posizione dell’Unione europea?
“L’Unione europea raggruppa un insieme di Paesi che condividono interessi e un sogno comune. Cipro dovrebbe continuare a mantenere un buon rapporto con l’Unione europea e deve rendersi conto che l’Ue e la zona euro hanno delle regole precise che vanno rispettate. L’opinione pubblica in questo momento è scettica nei confronti della Ue, ma ciò dipende dalla crisi economica in atto, sono sicuro che questo sentimento cambierà molto presto”.

Qual è la situazione per i giovani, che cosa si aspettano dal governo e dall’Ue?
“La disoccupazione giovanile a Cipro è molto alta, circa il 27% ed è in aumento ogni mese. La maggior parte dei giovani sono laureati, ma non riescono ad inserirsi nel mercato del lavoro e tale situazione si verificava già prima della crisi. Ora le cose sono molto più difficili. Il governo di Cipro ha bisogno di sovvenzionare i programmi nazionali per l’occupazione che finanziati dall’Unione europea. Il governo dovrebbe procedere con le privatizzazioni e cercare di aprire i mercati al settore privato, cercando anche di trovare nuove aeree di lavoro per dare la possibilità ai ciprioti laureati di trovare un’occupazione”.