REPUBBLICA CECA

L’identità cristiana in Europa

A Praga il simposio dei teologi pastoralisti europei

Circa 70 teologi pastoralisti provenienti da 14 Paesi europei (Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Paesi Bassi, Italia, Ungheria, Germania, Polonia, Austria, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svizzera e Ucraina) hanno partecipato al simposio internazionale tenutosi a Praga il 19-22 marzo con il titolo “L’identità cristiana in Europa”. L’evento – il primo nel suo genere – è stato organizzato dalla Conferenza dei teologi pastoralisti di lingua tedesca e dall’Associazione dei teologi pastoralisti dell’Europa centrale e orientale.

Senza barriere. Lo scopo principale degli organizzatori era di consentire un incontro personale fra colleghi provenienti dai Paesi di lingua tedesca e da quelli dell’Europa centrale, orientale e meridionale, per offrire un’opportunità di dialogo accademico su uno stesso argomento visto da vari aspetti. “I partecipanti germanofoni sono rimasti sorpresi e hanno molto apprezzato che sia stato possibile tenere il simposio in lingua tedesca, e che colleghi non di lingua madre parlassero sufficientemente il tedesco per scambiarsi esperienze e punti di vista a livello accademico”, afferma uno degli organizzatori, Petr Slouk, sottolineando che questa componente e il fatto di aver preparato insieme l’evento ha contribuito a creare il “bel clima” che ha caratterizzato l’intero simposio.

Volontà di superare le differenze. La Conferenza diventa lo spazio in cui i teologi pastoralisti riflettono sulle differenze di opinioni concernenti la situazione della Chiesa e la sua pastorale, così come gli elementi che li uniscono. Così, il dibattito accademico ha trasceso i confini tra i Paesi, le culture nazionali e i diversi atteggiamenti verso i problemi pastorali, spiegano gli organizzatori, aggiungendo che “la pluralità dell’Europa si riflette nelle varie realtà sociali legate agli approcci teologico-pastorali. Possiamo incontrare delle tensioni, ma abbiamo le migliori intenzioni di gestirle con rispetto reciproco e buona volontà”. La prima parte del simposio è stata dedicata a presentazioni sull’identità cristiana offerte da teologi provenienti da diversi Paesi. Josip Baloban della Croazia e Maria Widl della Germania si sono concentrati sui criteri teologici dell’identità cristiana. Successivamente, gli esperti hanno discusso il significato e l’importanza degli elementi costitutivi della Chiesa dal punto di vista delle comunità ecclesiali/leadership della Chiesa e i loro aspetti pratici. Tra gli altri argomenti: la diaconia/solidarietà culturale, la liturgia, i sacramenti, la spiritualità, così come “il patrimonio cristiano e il suo messaggio in pieno ambiente urbano”. Tomás Halik dell’Università Carlo di Praga si è chiesto: “L’Europa è senz’anima?” e la sua relazione è stata seguita da una discussione sulle sfide comuni in tal senso. “Ci auguriamo che il nostro simposio congiunto rafforzi i contatti internazionali e contribuisca a un’apertura reciproca tra i teologi pastoralisti”, ha commentato Richard Hartmann, presidente della Conferenza dei teologi pastoralisti di lingua tedesca, sui risultati della manifestazione.

Dialogo tra teoria e pratica. “Una grande importanza nella teologia pastorale viene attribuita alla prassi e al contesto in cui la Chiesa è attiva e in cui le persone vivono. Un dialogo tra teoria e pratica”, spiega Slouk, sottolineando che questo atteggiamento ha dato vita a due sessioni pomeridiane durante le quali i partecipanti hanno avuto l’opportunità di incontrare la vita reale attraverso alcuni interessanti progetti del Centro comunitario di Madre Teresa, della parrocchia annessa alla Chiesa del Santissimo Redentore e dell’Accademia ecumenica di Praga. Due gruppi hanno optato per delle “visite turistiche alternative”. Una guida turistica che ha esperienza di animazione per strada ha offerto la propria assistenza per un tour insolito dei luoghi culturali e dei siti storici di Praga. “Queste visite guidate sono molto intense e spontanee, perché le guide non si concentrano sulla teoria ma sulle loro esperienze personali, che includono uno sguardo analitico su vite spesso dure vissute in condizioni difficili”, spiega Slouk.

Progetti per domani. In futuro, entrambe le parti cercheranno di migliorare la comunicazione reciproca e il flusso di informazioni attraverso inviti a conferenze accademiche e contributi alla newsletter della Conferenza dei teologi pastoralisti di lingua tedesca. “C’è un interesse reciproco per proseguire i contatti, come l’evento di Praga, inclusa la discussione di concrete possibilità di cooperazione su progetti professionali”, osservano gli organizzatori. Il Consiglio della Conferenza dei teologi pastoralisti di lingua tedesca, che ha tenuto la sua sessione al termine del simposio, ha dimostrato il proprio interesse per organizzare un evento simile nel giro di 3-4 anni. La scelta del tema per il prossimo simposio sarà affidata all’Associazione dei teologi pastoralisti dell’Europa centrale e orientale. Il convegno è stato finanziato dalla Fondazione Renovabis e ospitato dal Centro pastorale dell’Arcivescovado di Praga, con la collaborazione della Facoltà cattolica di teologia dell’Università Carlo.