ANGLICANI

Radici che uniscono

Il nuovo primate Justin Welby sul ruolo del cristianesimo nella società

Si è parlato spesso di una intesa particolare tra l’ex Primate anglicano Rowan Williams e il Papa emerito Benedetto XVI, tutti e due teologi di altissimo livello. Anche Papa Francesco ha rivolto parole fraterne al nuovo Primate anglicano Justin Welby che lo ha citato, nella sua predica durante la cerimonia di intronizzazione che si è tenuta il 21 marzo. Un saluto e un augurio sono arrivati anche dal cardinale Peter Erdö, presidente del Consiglio delle conferenze episcopali europee (Ccee).
Justin Welby, 57 anni, ex manager petrolifero, di formazione evangelica, è ora vescovo di Canterbury, capo teologico della “Chiesa di Inghilterra”, guidata dalla Regina, e Primate anglicano di 77 milioni di fedeli in tutto il mondo.

La citazione di Papa Francesco. L’arcivescovo di Canterbury ha ricordato l’omelia tenuta il 19 marzo da Papa Francesco, che gli aveva inviato un messaggio di auguri nel quale diceva di sperare di poterlo incontrare presto. “In umiltà e semplicità Papa Francesco ci ha chiesto martedì di essere custodi gli uni degli altri, del mondo naturale, dei poveri e dei vulnerabili”, ha detto il Primate anglicano.

Il coraggio dei cristiani. Commentando il brano del Vangelo di Matteo nel quale Gesù invita Pietro a camminare sull’acqua, l’arcivescovo Welby ha detto che “il coraggio viene liberato in una società che è sotto l’autorità di Dio così che possiamo diventare la comunità pienamente umana che tutti sogniamo. Ascoltiamo oggi Cristo che ci chiama e ci dice ‘Abbiate coraggio, non paura’”.

Contro la secolarizzazione. Il sermone del nuovo leader anglicano è stato dedicato alla difesa del cristianesimo nella società forse più secolarizzata del mondo. Parlando alle élite inglesi – sedevano davanti a Welby il principe Carlo con la moglie Camilla, il primo ministro David Cameron, insieme ad altri 2mila ospiti – ha ricordato che le conquiste più importanti del Regno Unito, dall’abolizione della schiavitù, ai diritti dei lavoratori, al servizio sanitario nazionale, “sono state costruite attraverso il coraggio che Cristo è riuscito a liberare”.

Le sfide del presente. Prendendo posizione, in quello scontro che vede oggi l’agenda dei diritti umani emarginare i valori cristiani, il Primate anglicano ha ricordato, nella sua predica, che “per più di un migliaio di anni questo Paese ha cercato, in un modo o nell’altro, di riconoscere che Gesù è il figlio di Dio, nell’ordinamento della sua società, nelle sue leggi, nel suo senso di comunità. Le sfide del presente – ambiente ed economia, sviluppo umano e povertà globale – possono essere affrontate soltanto con un coraggio straordinario”, ha detto Welby.

Una società sana obbedisce a Dio. Il nuovo leader della comunione anglicana, unendo la sua voce a quella del Primate cattolico Vincent Nichols, ha più volte condannato l’intenzione di David Cameron di legalizzare i matrimoni gay e criticato di recente i tagli ai sussidi per i più poveri. E ha così ricordato che “una società sana obbedisce a Dio”.

Responsabilità pubbliche e private. “Oggi possiamo giustamente avere opinioni diverse sui livelli di responsabilità pubbliche e private in una società sana”, ha detto ancora l’arcivescovo Welby, “ma se tagliamo le nostre radici in Cristo abbandoniamo la stabilità che ci consente di prendere buone decisioni. Non ci può essere giustizia, sicurezza, amore o speranza nella nostra società se non è radicata in Cristo”.

Intronizzato da una donna. Per la prima volta nella storia della Chiesa di Inghilterra l’arcivescovo è stato installato sul suo trono diocesano da una donna, l’arcidiacono di Canterbury Sheila Watson. Un segno della determinazione di questa Chiesa e del suo nuovo leader a dare il via, nel prossimo sinodo generale di luglio, alle donne vescovo. Lo stesso Welby ha spiegato, nelle interviste rilasciate nei giorni scorsi, che la Chiesa ha preparato una procedura che consentirà sia di avere le donne con la mitra sia di fare spazio a chi non è d’accordo.

Il Papa rappresentato dal cardinale Koch. Alla cerimonia Papa Francesco, che ha scritto nel suo messaggio augurale a Welby di voler continuare “i rapporti caldi e fraterni dei nostri predecessori”, era rappresentato dal cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani. Oltre alla delegazione della Santa Sede erano presenti a Canterbury il Primate cattolico Vincent Nichols, il cardinale Cormac Murphy-O’Connor e il nunzio apostolico in Gran Bretagna arcivescovo Antonio Mennini.