CIPRO

Uniti e solidali più che mai

Maroniti e ortodossi con la gente: incontro con l’arcivescovo Soueif

La notizia scioccante per i ciprioti era arrivata solo pochi giorni fa, quando l’Eurogruppo aveva annunciato di voler tassare i depositi bancari sull’isola per far fronte all’emergenza economico-finanziaria di Cipro. Il Parlamento di Nicosia si era subito dichiarato contrario e proprio ieri mattina il numero due del partito democratico al governo, Averof Neophytou, ha dichiarato che i leader dei partiti ciprioti hanno deciso all’unanimità di creare un “fondo di solidarietà”, con il quale impegnare i beni dello Stato come base per un prestito d’emergenza. L’annuncio è stato dato dall’ufficio del presidente Nikos Anastasiades e giunge sull’onda delle tensioni provocate dalla decisione della Bce di “mantenere fino a lunedì 25 marzo l’attuale livello di liquidità d’emergenza (Ela)” richiesto dalla banca centrale di Cipro. Non si hanno i dettagli sulle condizioni del fondo di solidarietà e non sembra ancora del tutto esclusa la possibilità di un ritorno al prelievo forzoso sui depositi bancari, che doveva arrivare fino al 9,9% per quelli con più di 100 mila euro. Il clima a Cipro resta comunque molto teso e la preoccupazione continua ad aleggiare tra i cittadini dell’isola, come dichiara a Nike Giurlani, per Sir Europa, l’arcivescovo della Chiesa maronita di Cipro, Youssef Soueif.

Qual è il sentimento che in questo momento di grave difficoltà economica pervade la comunità maronita di Cipro e più in generale l’intera popolazione?
“Il sentimento che caratterizza tutta la popolazione cipriota è una grande amarezza, non solo per la delicata situazione economica, ma anche per le decisioni che in questi giorni sono state prese riguardo all’emergenza economica. È vero che la natura del Fondo europeo è la solidarietà, ma è importante tenere conto che certe decisioni hanno un’eco sull’economia globale, e in modo particolare coinvolgono la gente semplice. La popolazione cipriota non può pagare un prezzo così alto per questa crisi. Va tenuto presente che molte famiglie non hanno una disponibilità elevata di soldi e che un prelievo sui loro fondi causerebbe delle gravi conseguenze nella gestione della loro vita quotidiana. È importante che vengano riviste quanto prima le modalità d’intervento da parte dell’Europa”.

Che cosa la Chiesa può fare in questo momento?
“Di fronte a questa crisi è importante che la comunità resti unita. La Chiesa ortodossa, che è la più grande dell’isola, ha dichiarato di essere pronta a mettere a disposizione del governo cipriota tutti i suoi beni per far fronte all’emergenza economica. Vedo qui una posizione profetica, evangelica e umana molto importante. Noi come Chiesa cattolica maronita, che rappresentiamo una comunità minoritaria nell’isola, procediamo in questa stessa direzione e stiamo cercando tramite le nostre reti ecclesiali e sociali, in particolare tramite l’organizzazione Caritas, di rendere più visibile la solidarietà nella nostra società che soffre. Oggi più che mai è importante essere solidali gli uni con gli altri. Ci attendono tempi duri, ma non è la prima volta che Cipro affronta delle difficoltà. Probabilmente la crisi attuale è la più grave degli ultimi decenni, ma nello spirito di solidarietà, sia a livello interno sia a livello europeo, insieme a una gestione chiara e trasparente della crisi, riusciremo a uscire da questa delicata situazione economica”.

Che cosa prevede per il futuro?
“Questa crisi è una occasione per tutti, a livello sia individuale sia sociale, per un cambiamento, un ripensamento e per rivedere le priorità. Bisogna rifuggire le logiche consumistiche e abbracciare una nuova visione della vita basata sull’essenziale. Il superamento della crisi dovrà quindi passare inevitabilmente attraverso un cambiamento radicale dei nostri stili di vita. Bisogna puntare a una vita più semplice, più umana, più spirituale e più profonda, fondata sui valori della solidarietà e della fraternità”.