CONSIGLIO EUROPEO

Fare tutto il possibile

Il summit dei Paesi Ue del 14-15 marzo si concentra su riforme e lavoro

"La prima preoccupazione riguarda il peso insopportabile che questa crisi ha gettato sui lavoratori", con livelli di disoccupazione ingestibili, con "un numero impressionante di giovani che non trova un impiego", con le famiglie "in grave difficoltà" sul versante del reddito e delle "incerte prospettive future". "Abbiamo fatto molto per contrastare" la recessione, "ma non basta. Occorre proseguire sulla strada delle riforme, predisponendo anche misure a breve per rilanciare" il sistema economico e l’occupazione. José Manuel Barroso parla a ruota libera dei problemi che sono stati posti all’ordine del giorno del Consiglio europeo del 14 e 15 marzo.

Servono azioni responsabili. Il summit di primavera è tradizionalmente dedicato ai temi economici e sociali e, giunto a Strasburgo il 13 marzo per discuterne con gli eurodeputati, il presidente della Commissione non si è fatto pregare per esprimere il suo punto di vista e tutte le sue preoccupazioni. "Solo un anno fa molti analisti si attendevano l’implosione dell’euro, ma le previsioni si sono dimostrate errate". Barroso ha ricordato che, pur in una condizione di stasi economica, i deficit nazionali "si stanno progressivamente riducendo, e probabilmente entro l’anno saranno sotto il 3%", come prevedono le regole dell’Eurozona. Il problema dei debiti statali eccessivi permane, benché diversi Stati hanno avviato "riforme responsabili"; "cresce progressivamente la fiducia degli operatori e dei consumatori". Per queste ragioni Barroso si è detto deciso a chiedere ai 28 capi di Stato e di governo riuniti per il summit (i 27 degli Stati membri, più il premier della Croazia che aderirà a luglio), "decisioni concrete volte a far ripartire le economie, azioni per la crescita e per dare lavoro ai giovani", sottolineando la "dimensione sociale" dello sviluppo.

Basta perdere tempo. "Bisogna fare tutto il possibile per uscire dalla crisi": il capo dell’Esecutivo è stato uno degli elementi decisivi nell’Ue per predisporre iniziative utili per risalire la china, anche se non sono mancate da parte della stessa Commissione mosse false, ritardi, incongruenze. Barroso riconosce fra l’altro che "la ripresa è lenta" e che "quest’anno sarà ancora vicina allo zero". Per questo i capi di Stato e di governo sono chiamati a mettere in atto le decisioni assunte, fra cui l’"iniziativa per i giovani" (6 miliardi di stanziamenti per creare opportunità di impiego e di formazione per gli under 25), al quale la Commissione il 12 marzo ha dedicato un documento con norme "applicative"; il politico portoghese punta inoltre l’indice verso il Patto per la crescita (120 miliardi di investimenti, fra fondi nazionali e comunitari), deciso dagli stessi leader nazionali nel giugno scorso e rimasto sulla carta. "Alcune iniziative vanno a rilento e non è più tempo di tergiversare". Barroso ha però citato quanto realizzato di recente: il fiscal compact, il "semestre europeo", il "two pack", il fondo salva-Stati e altro ancora. "L’Ue ha mostrato la sua capacità di agire, placando i mercati. Ora è il momento di ripartire" sul piano della competitività, degli investimenti, dell’innovazione, "valorizzando la solidarietà" su scala europea "e la dimensione sociale del nostro sviluppo".

Priorità a occupazione giovanile. Si tratta degli stessi temi sui quali si è intrattenuto Herman Van Rompuy nell’organizzare il summit. "Dobbiamo continuare i nostri sforzi per la stabilità – ha scritto nella lettera di invito ai 28 – e per tradurre le decisioni assunte al fine di promuovere crescita e competitività in misure concrete, conferendo priorità assoluta all’occupazione giovanile". La partita dello sviluppo e degli investimenti non è semplice, perché cade in un momento in cui i bilanci statali sono ridotti all’osso e i fondi per far ripartire i sistemi economici sono in molti casi modestissimi. Nell’agenda del Consiglio europeo Van Rompuy ha inscritto la verifica dei programmi di riforma nazionali, gli impegni per rinsaldare i conti pubblici e far ripartire l’occupazione… Nel calendario dei lavori del 14-15 marzo sono stati previsti l’incontro con le parti sociali (organizzazioni sindacali e rappresentanze delle imprese), il discorso di apertura dello stesso Van Rompuy seguito da quello del presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, un confronto tra i leader per verificare i prossimi passi dell’unione economica e monetaria e dell’unione bancaria. A margine del Consiglio, si svolge un summit dell’Eurozona.

Orientamenti strategici. Nella riunione al palazzo Justus Lipsius, ha ricapitolato Van Rompuy, i leader dei Paesi Ue devono concludere "la prima fase del semestre europeo 2013", il quale "implica il coordinamento delle politiche economiche, di bilancio e di occupazione degli Stati membri per un periodo di sei mesi all’anno". Il Consiglio valuta poi "i progressi compiuti dagli Stati nell’attuazione delle raccomandazioni per Paese del 2012 e adotta raccomandazioni e orientamenti strategici" per il futuro. Ci si sofferma, ancora, sui programmi di stabilità e convergenza del 2013 e sull’attuazione delle iniziative prioritarie della strategia Europa 2020.