PAPA FRANCESCO/1
Le reazioni delle Chiese in Europa (1)
Grande gioia e preghiere per Papa Francesco. Così le Chiese europee si esprimono a poche ore dall’annuncio.
Italia. "La gioia e la riconoscenza dell’episcopato e, quindi, dell’intera Chiesa italiana" sono state espresse, in una nota, dal segretario generale della Conferenza episcopale italiana, monsignor Mariano Crociata. "Nell’emozione di questo momento, sperimentiamo una volta di più – secondo Crociata – la profondità delle parole di congedo di Benedetto XVI, quando con Guardini ricordava che la Chiesa ‘non è un’istituzione escogitata e costruita a tavolino, ma una realtà vivente’". "Un particolare legame – ricorda il segretario generale della Cei – unisce la nostra Conferenza al successore di Pietro, vescovo di Roma e nostro primate, e ci fa sentire testimoni privilegiati della missione del Pontefice, nonché destinatari di una sua premura assidua e di un magistero particolarmente sollecito nei nostri confronti".
Inghilterra e Galles, Scozia. Grande gioia e la promessa che "la comunità cattolica d’Inghilterra e Galles pregherà per lui" sono pure le parole con le quali l’arcivescovo Vincent Nichols, presidente della Conferenza episcopale d’Inghilterra e Galles, ha accolto la notizia che il cardinale Jorge Mario Bergoglio è stato scelto come papa Francesco. "Mentre comincia il suo nuovo ministero apostolico come vescovo di Roma e pastore della Chiesa universale, assicuriamo a papa Francesco le preghiere e il sostegno della comunità cattolica d’Inghilterra e Galles", ha detto ancora l’arcivescovo Nichols. E dalla Scozia, assieme all’immancabile gioia, viene un sentimento di sicurezza perché "Pietro è di nuovo tra noi". "Ci è mancato un Papa", ha detto l’arcivescovo di Glasgow Philip Tartaglia, presidente della Conferenza episcopale scozzese e amministratore apostolico della arcidiocesi di st. Andrews e Edimburgo, dopo le dimissioni del cardinale Keith O’Brien, aggiungendo che "i cattolici sentono il bisogno di Pietro. Adesso lo riabbiamo tra noi e ci darà gioia e sicurezza". "Mi ha colpito che il conclave sia stato così veloce", ha osservato mons. Tartaglia. "Considerata la situazione precedente il conclave e l’assenza di un’unica, dominante figura, riesco a vedere questo risultato soltanto come l’opera di Dio".
Germania. Per i vescovi cattolici tedeschi, l’elezione di papa Bergoglio è un segno di continuità: "Con papa Francesco I, alla Chiesa è stato donato un capo che riprenderà gli impulsi spirituali di papa Benedetto XVI e di papa Giovanni Paolo II", ha dichiarato ieri a Friburgo monsignor Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), come riferisce il portale cattolico tedesco "katholisch.de". "Allo stesso tempo", ha proseguito, "il nuovo Papa darà spunti personali", sarà "caratterizzato da un atteggiamento umile e dalle prediche piene di forza. È conosciuto per le visite agli ospedali e ai detenuti nelle importanti festività. Bergoglio è inoltre impegnato nella riconciliazione tra tutti i gruppi sociali dell’Argentina dopo i crimini della dittatura". Mentre il presidente del Comitato centrale dei cattolici tedeschi (Zdk), Alois Glück, vede nell’elezione di papa Francesco "un grande segno di speranza". All’agenzia di stampa Dpa, Glück ha affermato che "si tratta di un segnale programmatico per una Chiesa vicina ai poveri", segnale peraltro confermato dalla scelta del nome. Inoltre, secondo il presidente dello Zdk, la scelta di un candidato a sorpresa indica "che molti cardinali vedono la necessità di cambiare. Non è un candidato del centralismo", ha aggiunto affermando che "la scelta di un non europeo è espressione del fatto che l’Europa non è più al centro e che le condizioni di vita in altri continenti vengono in primo piano".
Svizzera. La Conferenza dei vescovi svizzeri (Cvs) ha accolto l’elezione di papa Francesco "con viva gioia", si legge in un comunicato a firma di monsignor Markus Büchel, presidente della Cvs. Büchel ha affermato che già durante le "intense e franche discussioni del preconclave" sono emersi la "situazione complessa in cui si trova la Chiesa cattolica e i compiti che le si prospettano. La Chiesa si trova confrontata a grandi sfide. Il nuovo vescovo di Roma dovrà assumere un ministero estremamente arduo. Gli occorrerà il dono della percezione e lettura dei segni dei tempi, un’acuta sensibilità per le legittime diversità delle Chiese locali per farle crescere, con carisma, nella comunione della Chiesa universale". I vescovi svizzeri augurano "saggezza e forza" al nuovo Pontefice e assicurano le loro preghiere e "di fare il nostro meglio per offrirgli la nostra corresponsabilità per la Chiesa locale e universale, in unione con i vescovi del mondo intero", ribadendo l’impegno "a consolidare la fede in seno alla Chiesa che è in Svizzera".