UNIVERSITÀ CATTOLICA

Etica e globalizzazione

In Ucraina promosso un Istituto internazionale di ricerca

Un simposio internazionale sul tema "L’etica in un mondo globalizzato e la virtù civica" si è tenuto la settimana scorsa a Lviv, presso l’Università Cattolica Ucraina (Ucu), con la partecipazione di relatori e ospiti provenienti da Francia, Ucraina, Canada, Stati Uniti, Germania e Libano. Il programma includeva conferenze, discussioni e un punto speciale: l’annuncio ufficiale della fondazione dell’Istituto internazionale per l’Etica e le Questioni contemporanee dell’Ucu.

Fondazioni per lo sviluppo. L’evento ha visto la partecipazione di circa 100 studiosi provenienti da tutto il mondo. Uno dei relatori principali era un membro permanente ed ex vice-presidente dell’Istituto Internazionale di Filosofia, nonché vice-presidente del Comitato di Orientamento scientifico e strategico del Collège de France, Peter McCormick. Secondo il Dipartimento Informazioni dell’Ucu, la sua biblioteca di opere filosofiche, che contiene oltre seimila volumi ed è stata offerta all’Ucu, è diventata una solida base per lo sviluppo dell’Istituto internazionale di Etica e Questioni contemporanee, e rappresenta anche un’opportunità per i giovani studiosi nella ricerca sui problemi filosofici ed etici. La relazione di Peter McCormick consisteva in una riflessione sui temi della bioetica legati allo sviluppo della centrale nucleare di Fukushima e la responsabilità a riguardo delle persone per le loro azioni rispetto alle generazioni future.

Principi e preferenze personali. Docente di filosofia e religione all’Università nazionale di Kiev "Accademia Mohyla", Victor Malakhov si è concentrato sui problemi della perdita di umanità e della virtù civica, che procede di pari passo con la diffusione della globalizzazione nel mondo, e il suo impatto sulle relazioni umane. A suo parere, i nostri contemporanei debbono impostare i loro principi etici di comportamento. "L’umanità dovrebbe seguire una procedura di necessaria ‘epoché’ morale, l’astinenza. Questo consiste nel non permettere a noi stessi di partecipare alle attività e ai principi morali che ci risultano poco chiari", ha detto Malakhov.

Promozione dell’unità e dell’amore. José Kasanova, docente di sociologia alla Georgetown University (Usa), ha tentato un collegamento fra il cattolicesimo, l’umanità e la globalizzazione nella sua relazione dal titolo "La virtù civica, la dignità umana e l’emergere di una società civile globale pluralista". Per Kasanova, "il fatto fondamentale del nostro mondo globale moderno è lo stato irreparabile del realismo religioso, etico, culturale. Nel secondo appello del Concilio Vaticano II circa l’atteggiamento della Chiesa verso le religioni non cristiane, alcuni rappresentanti della Chiesa hanno esordito con l’affermazione che le relazioni interpersonali attuali stanno diventando sempre più forti, di conseguenza la Chiesa deve affrontare seriamente il rapporto con le altre religioni, al fine di promuovere l’unità e l’amore tra i popoli e gli Stati". Secondo Kasanova, la situazione attuale richiede una particolare attenzione da parte sia della Chiesa che dello Stato per quanto concerne la formazione ai valori umani e la loro trasmissione alle generazioni future. Ciascuna relazione ha suscitato un vivace dibattito. I partecipanti hanno reagito in modo particolarmente critico alla tesi sulla necessità di riconoscere i peccati del passato, come ha fatto la società tedesca, secondo il suggerimento di Alois Buch, docente di teologia morale al Seminario interdiocesano di S. Lamberto in Germania, e di Edward Alam, docente della facoltà di lettere dell’Università di Notre Dame (Libano). I partecipanti hanno convenuto che il dialogo, in questa fase, deve essere "costruito sui punti di contatto comuni, piuttosto che soffermarsi su ciò che ci distingue".

Al servizio della comunità mondiale. Tra i punti principali del programma, l’aggiornamento sulla nuova costituzione dell’Istituto internazionale per l’Etica e le Questioni contemporanee dell’Ucu. Il direttore Volodymyr Turchynovskyy, che è anche vice-rettore dell’Università, ne ha illustrato le origini: negli ultimi anni, "il Dipartimento di Filosofia ha lavorato proficuamente nel campo dell’etica, come risulta evidente non solo dalle pubblicazioni e dai seminari di ricerca, ma anche dai temi dei programmi di certificazione, delle scuole estive e delle conferenze che si sono svolti dal 2008. Di conseguenza, e in risposta alle esigenze della società ucraina, è stato creato l’Istituto internazionale di Etica". Commentando la creazione dell’Istituto, il rettore dell’Ucu, monsignor Borys Gudziak, ha detto: "Penso che questo Istituto offra un’alternativa in termini di programmi, stili, gestione, e che rappresenti una novità nella nostra città e nel Paese. Ma le nostre ambizioni non finiscono qui. Fin dall’inizio dello sviluppo dell’Università, abbiamo lavorato con la convinzione che dobbiamo servire la comunità mondiale. Quindi, abbiamo una grande responsabilità nel cercare le risposte ai problemi del mondo, e sono convinto che daremo un contributo a questa causa", secondo quanto riportato dal Dipartimento Informazioni dell’Università.