Fondi alla ricerca sulle malattie rare
"La maggior parte delle malattie rare colpisce i bambini e comporta patologie genetiche devastanti, causando un grave deterioramento della qualità della vita e la morte prematura. Ci auguriamo che nuovi progetti di ricerca possano avvicinare i pazienti, le loro famiglie e gli operatori sanitari a una cura e sostenerli nella battaglia quotidiana con la malattia". Máire Geoghegan-Quinn, commissaria Ue per la ricerca, in occasione della recente Giornata delle malattie rare, ha presentato una iniziativa dell’Esecutivo, che finanzierà, con 144 milioni di euro, 26 nuovi progetti di ricerca. Si tratta di progetti che potrebbero "migliorare le condizioni di vita di 30 milioni di cittadini europei colpiti" da una delle circa seimila malattie rare finora conosciute. I progetti selezionati coinvolgono oltre 300 partecipanti provenienti da 29 Paesi europei ed extraeuropei: gruppi di ricerca di istituti universitari, piccole e medie imprese, istituti di cura, gruppi di pazienti. Fra le patologie sulle quali si svolgeranno le ricerche figurano quelle cardiache, vascolari, del metabolismo, epatiche, immunitarie, renali.
Eurostat: 500 kg l’anno di rifiuti pro capite
Ogni cittadino europeo produce mezza tonnellata di rifiuti domestici l’anno: di questi, la percentuale più elevata finisce in discarica (37%), un quarto vengono riciclati (vetro, carta, alluminio…), il 23% inceneriti e il 15% sottoposti a trattamento di compostaggio. Sono i dati diffusi il 4 marzo da Eurostat, che ha svolto uno studio basandosi su dati 2011. La stessa ricerca mette però in luce come gli Stati membri si siano progressivamente attrezzati per diminuire la parte di spazzatura cittadina conferita in discarica, la cui percentuale è scesa dal 56% nel 2001 al 37% di dieci anni dopo. Scostamenti significativi si rilevano, per lo stesso arco temporale, anche per l’incenerimento (-6%), il compostaggio (+ 5%) e il riciclaggio (+8%). L’istituto statistico rileva che la quantità di rifiuti municipali varia in maniera significativa da un Paese Ue all’altro: ogni cittadino della Danimarca produce, mediamente, 718 chilogrammi di rifiuti domestici l’anno; seguono a breve distanza Lussemburgo, Cipro e Irlanda (fra 600 e 700 kg), quindi Germania, Paesi Bassi, Italia, Spagna, Francia, Regno Unito, con volumi tra i 500 e i 600 kg. In fondo a questa classifica si collocano Estonia (298 kg), Polonia (315), Repubblica ceca (320). Anche i metodi di trattamento dei rifiuti variano da Stato a Stato: Romania, Bulgaria, Lettonia e Lituania utilizzano ancora per la quasi totalità il conferimento in discarica; l’incenerimento vede in testa Danimarca (54% del totale). Il Paese più virtuoso nel campo del riciclaggio è la Germania (45% dei rifiuti complessivi). Il compostaggio ha invece in pole position l’Austria (34%).
Tutela dei prodotti agricoli e alimentari
La Commissione ha pubblicato il 4 marzo uno studio sul valore del "sistema di tutela delle denominazioni di prodotti agricoli e alimentari" (le cosiddette "indicazioni geografiche" o Ig). Il 60% dei prodotti Ig europei – si legge nella relazione – è stato venduto nel Paese di produzione, il 20% in altri Paesi Ue e il restante 20% è stato esportato fuori dai 27. "Le esportazioni extraUe, per un valore di circa 11,5 miliardi di euro, erano dirette principalmente negli Stati Uniti (30%), in Svizzera e Singapore (7% ciascuno), in Canada, Cina, Giappone e Hong Kong (6% ciascuno). "I nostri Ig valgono 54 miliardi di euro in tutto il mondo", ha spiegato Dacian Ciolos, commissario all’agricoltura. La valorizzazione delle tipicità, sia sul piano agricolo che ambientale e industriale, "è fondamentale per generare valore aggiunto e occupazione". Tra i prodotti tutelati il 56% sono vini, per un valore di oltre 30 miliardi l’anno.
Integrazione Ue: il ruolo delle città capitali
Una giornata di confronto svoltasi il 28 febbraio a Bruxelles tra la Commissione Ue e i sindaci delle principali metropoli continentali, ha posto in luce il "ruolo cruciale" che le grandi aree metropolitane giocano in Europa e il loro potenziale in relazione allo sviluppo economico e al miglioramento degli standard di vita dei cittadini. L’incontro, promosso dal commissario alle politiche regionali Johannes Hahn, si è concluso con la sottoscrizione di una dichiarazione congiunta tra istituzioni Ue e 28 sindaci che pone in rilievo il fatto che "le capitali europee non sono soltanto un elemento di rilievo dell’immagine europea all’estero" (attirando ad esempio milioni di turisti extraUe), "della sua identità culturale", ma "sono anche possenti volani della competitività, dell’occupazione e dell’innovazione". Il documento riconosce però che "esse presentano in forma concentrata tutti i problemi dell’Europa con le sue crescenti disparità sociali ed economiche". Nel documento si invita la Commissione a proseguire il dialogo, che potrebbe riguardare infrastrutture, mobilità delle persone, interventi intesi a contrastare la povertà e l’esclusione sociale, difesa ambientale, ricerca.