POLONIA
La Chiesa di Giovanni Paolo II in preghiera per Benedetto XVI e il futuro Papa
Dopo la notizia della rinuncia di Benedetto XVI, in tutte le diocesi polacche i fedeli pregano per il Pontefice e per il buon esito del prossimo conclave. Quotidianamente, in tutte le chiese e le cappelle della diocesi di Varsavia Praga (sulla riva est del fiume Vistola) hanno luogo, alla luce di quanto indica la costituzione “Universi Dominici Gregis”, delle speciali preghiere. Il vescovo monsignor Henryk Hoser ha sottolineato l’importanza della preghiera per l’elezione del nuovo Pontefice, perché “in tal modo la scelta del nuovo Papa coinvolgerà l’intero popolo di Dio e non soltanto il Collegio degli elettori”.
Il Consiglio per gli affari sociali della diocesi di Plock, istituito su iniziativa di monsignor Piotr Libera, dopo l’annuncio della rinuncia del Pontefice ha pubblicato una dichiarazione solenne intitolata “Saggezza e forza della debolezza” nella quale viene tracciata una “prospettiva profetica, spirituale e mistica” della decisione di Benedetto XVI. Ringraziando il Papa per “l’insegnamento paziente dell’interpretazione corretta del Concilio Vaticano II”, il documento rileva l’importanza “dell’essenza del cattolicesimo” che non è affatto “un miscuglio di varie tradizioni religiose ma è dotato di specificità propria e di contenuti concreti”. “Grazie al magistero di Benedetto XVI – prosegue la dichiarazione – oggi tutti noi con più facilità possiamo rimanere fedeli agli insegnamenti di Gesù Cristo cercando tutto quello che è veramente cattolico nel mondo “.
“Benedetto XVI è stato il Pontefice che ha richiamato la presenza di Dio nella vita contemporanea e ha sensibilizzato l’uomo sul rischio di un relativismo etico dilagante”, ha affermato domenica 24 febbraio monsignor Ignacy Dec, pronunciando l’omelia durante una speciale celebrazione per Benedetto XVI nella diocesi di Swidnica.
Il 28 febbraio, ultimo giorno del pontificato di Benedetto XVI, gli abitanti della città di Lodz, partecipando ad una liturgia solenne, hanno ringraziato per il dono di questo Papa così come hanno fatto i fedeli di tutta la diocesi di Przemysl il cui pastore, monsignor Jozef Michalik, è anche il presidente della Conferenza episcopale polacca.
In un comunicato speciale, i vescovi polacchi hanno assicurato le preghiere per l’attuale e il futuro Pontefice, invitando tutti i fedeli a partecipare alla liturgia che si svolgerà nella cattedrale di Varsavia il 5 marzo, al termine della prossima sessione plenaria dell’episcopato. La messa sarà presieduta dal nunzio apostolico a Varsavia, monsignor Celestino Migliore, mentre l’omelia sarà tenuta dal presidente della Conferenza episcopale.
Anna Kowalewska, per Sir Europa, ha incontrato il cardinale Stanislaw Dziwisz, già segretario particolare di Giovanni Paolo II e attualmente arcivescovo di Cracovia.
Eminenza, quali “parallelismi” si possono individuare nei pontificati di Benedetto XVI e del suo predecessore Giovanni Paolo II?
“Questi due pontificati sono complementari. Non si sono identificati l’uno nell’altro, ma mostrano una grande continuità della Chiesa. Ognuno dei Pontefici ha avuto il proprio carisma e, in un certo qual modo, questi carismi hanno arricchito la Chiesa. Giovanni Paolo II ha resistito fino alla fine nella grande sofferenza. Egli diceva sempre che la sofferenza ha un senso e questa è stata la sua evangelizzazione. Nell’attuale momento della vita della Chiesa, invece, con la nuova evangelizzazione bisognava far vedere al mondo la grande sofferenza della rinuncia. Perché sicuramente questo momento è per Papa Benedetto XVI la causa di una grande sofferenza”.
Si può dire che Benedetto XVI ha completato il pontificato di Giovanni Paolo II e ha concluso ciò che il Papa polacco non aveva potuto terminare?
“Nella Chiesa c’è una continuità, alla quale ogni Pontefice porta il proprio contributo. Ogni Pontefice è adeguato ai tempi per i quali è stato chiamato dallo Spirito Santo. Giovanni Paolo II ha avuto il carisma di andare nel mondo. Benedetto XVI ha approfondito gli aspetti spirituali, la spiritualità del mondo moderno. La Chiesa è come un fantastico mosaico”.
E il prossimo Papa?
“Prima del conclave ci sono le congregazioni generali. Ed è proprio durante quelle sessioni che bisogna guardare al futuro. Per scorgere i segni dei tempi e per vedere quale Papa sarà necessario per la Chiesa di oggi”.