FRANCIA

Il dovere della responsabilità

Media e questioni etiche: il parere di Bernard Lecomte, scrittore e opinionista

Il dibattito francese di questi mesi mette in evidenza una società affaticata e tormentata per una parte dalle questioni economiche e sociali, per un’altra parte dalle tematiche etiche. L’informazione e la comunicazione hanno in queste circostanze una parte dirimente nel guidare l’opinione pubblica. Sarah Numico, per Sir Europa, ha intervistato Bernard Lecomte, scrittore e giornalista.

Quale pensa possa essere il ruolo dei media nel trasmettere i valori di cui si sta discutendo in questi mesi, riguardo la relazione uomo-donna?
“I media hanno due difficoltà nell’affrontare questi temi: per un verso sono molto ‘formattati’, cioè hanno regole e protocolli precisi e riduttivi, per cui rinunciano agli argomenti che sono troppo vasti, complicati. Inoltre, i media hanno bisogno di attualità. Oggi l’attualità francese è la legge del governo sui matrimoni omosessuali. Purtroppo, per il loro approccio spesso riduttivo, anche questo tema è ‘formattato’ e proposto nello schema dei ‘pro e contro’: anziché fare dell’informazione, si fa della polemica e dello spettacolo. Sono temi complessi, che richiederebbero sfumature, spiegazioni, confronti anziché il ping-pong delle posizioni. Le persone invece sono molto contente quando possono ascoltare voci articolate. Sul tema d’attualità dei matrimoni omosessuali si è creato uno squilibrio: il 95% della stampa si è espressa a favore, mentre in realtà l’opinione pubblica è molto più divisa. E i media non sanno ospitare un vero dibattito. Ne deriva, evidentemente, una frustrazione nell’opinione pubblica che non è ben informata su questi temi”.

Come giudica la competenza di chi lavora nei media? È adeguata alla complessità?
“È chiaro che anche i giornalisti hanno bisogno di tempo per approfondire e conoscere un argomento. Ma oggi la maggioranza dei giornalisti tratta il tema politicamente e superficialmente. Tornando al caso della legge sui matrimoni omosessuali, si ha l’impressione che i giornalisti solo ora si rendano conto che la riforma di Hollande avrà come conseguenza centinaia di cambiamenti del Codice civile, cosa che richiederà un enorme lavoro e una grande concertazione. O ancora, il caso della procreazione assistita per le coppie omosessuali: su questo tema esiste una legge del 2011 che esclude la possibilità che ciò avvenga, a meno di una modifica legislativa. E pare che l’opinione pubblica, la stampa, tutti abbiano dimenticato la legge sulla bioetica. Ecco la superficialità con cui la maggioranza degli operatori dell’informazione tratta le cose, senza sforzo di approfondire, ascoltare, cercare”.

Anche l’opinione pubblica ha comunque la sua parte di responsabilità…
“In realtà, in molte zone della Francia, nelle comunità, nelle parrocchie sempre più gente si interessa e si coinvolge in un dibattito, in un confronto, in una presa di coscienza. Di questo grande dibattito in tutti i settori della società civile non se ne sa nulla. C’è una Francia che non appare in televisione, ma che è attiva nel proprio ambito, e fa la differenza”.

Come la comunicazione della Chiesa è capace di trasmettere il suo pensiero, con un linguaggio universale, che non difende interessi propri ma dell’umanità?
“Mi sembra che ci sia stato un miglioramento negli ultimi 2 o 3 anni, sia a livello delle diocesi sia a quello più generale del Vaticano: si conoscono e si sanno maneggiare meglio gli strumenti della comunicazione. C’è più apertura. Per esempio, ancora nella vicenda dei matrimoni omosessuali, abbiamo visto un progresso: i responsabili della Chiesa di Francia non si sono precipitati a reagire, né hanno battuto i pugni sul tavolo. Hanno detto tutto quello che era necessario mettendosi con chiarezza su un piano antropologico. Intervenendo nel dibattito pubblico, non hanno parlato tanto in nome della fede quanto in nome del buon senso e dell’antropologia. E il prossimo grande ambito di riflessione sarà, presto o tardi, l’eutanasia. E anche su questo i vescovi si stanno preparando, studiando e coinvolgendo gli specialisti”.