CHIESE IN BREVE
Belgio: l’unità nella diversità della Chiesa
“Per me personalmente non ha alcuna importanza da quale continente verrà. Bisogna scegliere il migliore e il migliore lo andremo a cercare in qualsiasi posto si trova”. Lo ha detto il cardinale belga Godfried Danneels, incontrando il 27 febbraio a Bruxelles i giornalisti prima della sua partenza per Roma in una conferenza stampa che è stata rilanciata dalla Conferenza episcopale belga. “Quali sono i bisogni della Chiesa in questo momento?”, ha domandato il cardinale: “Perché è a questo che bisogna pensare quando si va all’elezione di un Papa. Il grande problema della Chiesa è mantenere l’unità nella diversità in un mondo sempre più complesso” e “la funzione di Pietro” sarà proprio quella di essere ponte tra le diversità. A questo proposito, il cardinale belga ritiene necessario elaborare un nuovo statuto del Sinodo, per “dare al Sinodo un voto più deliberativo e non solamente consultivo”. Ma per farlo è necessario anche diffondere una maggiore “cultura del dibattito”. Il nuovo Papa inoltre dovrà essere “un uomo di empatia per le differenti mentalità e sensibilità dei diversi Paesi del mondo” e un uomo capace di indicare “chi è l’uomo e la natura dell’uomo” di fronte agli emergenti problemi di natura etica. Ma la scelta di un Papa oggi è un’impresa impossibile? “Se pensiamo che la Chiesa sia un’istituzione umana direi che è estremamente difficile se non impossibile. Ma la Chiesa è una realtà di Cristo e dello Spirito. La Chiesa sarebbe morta da tempo se non fosse così”.
Scozia: mons. Tartaglia a St. Andrews e Edimburgo
Con un messaggio commosso e addolorato ai fedeli di St. Andrews e Edimburgo che “hanno perso il loro Cardinale in circostanze difficilissime”, l’arcivescovo di Glasgow Philip Tartaglia ha accettato da Benedetto XVI l’incarico di amministratore apostolico della arcidiocesi che era fino a qualche giorno fa responsabilità del cardinale Keith O’Brien. L’arcivescovo Tartaglia si occuperà delle 27 parrocchie della capitale scozzese fino a quando verrà nominato un nuovo arcivescovo e sarà assistito dal vescovo ausiliario Stephen Robson per la gestione giornaliera dell’arcidiocesi. “In queste ore dolorose e difficili per l’arcidiocesi anch’io mi sento addolorato e preoccupato. Con la Grazia di Dio farò del mio meglio fino alla nomina di un nuovo arcivescovo. Vi chiedo le vostre preghiere”, ha detto nel suo messaggio l’arcivescovo Tartaglia. “Voi fedeli dell’arcidiocesi – ha aggiunto – dovete affrontare l’impatto di questi tristi eventi mentre vivete i vostri impegni quotidiani in comunità e al lavoro. Dovete fare i conti con articoli e notizie disturbanti provenienti dai media e dovete rispondere alle domande, alle critiche, ai commenti poco gentili e agli scherzi. Voglio che sappiate che il vescovo Robson, i sacerdoti della arcidiocesi e io stesso condividiamo fino in fondo queste vostre sfortunate circostanze e vi ringraziamo per la vostra fedeltà e l’amore della Chiesa. In questo momento più che mai dobbiamo tenere i nostri occhi fissi su Gesù Cristo che solo è il nostro Salvatore, il nostro Buon Pastore e il Consolatore”. Il direttore dell’ufficio stampa della Conferenza episcopale scozzese ha smentito la notizia secondo la quale mons. Tartaglia è coinvolto nelle investigazioni del Vaticano circa le accuse contro il card. O’Brien ed aggiunge che il card. O’Brien come arcivescovo emerito di Edimburgo non “ha alcun ruolo di governo nella diocesi”. Il 28 febbraio l’arcivescovo Tartaglia ha celebrato una messa nella Cattedrale St. Mary di Edimburgo.
Austria: card. Schönborn ai rifugiati nella chiesa
Prima di lasciare Vienna per recarsi a Roma, il 26 febbraio il cardinale Christoph Schönborn ha scritto una lettera ai 40 rifugiati che da metà dicembre occupano la Votivkirche a Vienna e rivendicano maggiori diritti per i rifugiati politici. “Il cardinale ha ripetuto la sua richiesta accorata affinché i rifugiati si trasferiscano in un alloggio più consono, e perché si rendano più disponibili alla collaborazione con le autorità” spiega l’agenzia austriaca Kathpress, che ha diffuso la notizia stamane. “Per favore, siate ragionevoli, e non distruggete nella Votivkirche le vostre reali possibilità, a motivo di una illusione”: queste le parole del cardinale che invita i rifugiati – che rischiano di perdere le possibilità di soggiornare in Austria – a seguire le procedure imposte dalla giurisprudenza austriaca. Secondo quanto riportato sul sito dei rifugiati, uno di loro è stato arrestato venerdì scorso dalla polizia austriaca, mentre si trovava fuori dalla chiesa. Infatti, come spiega la Caritas Vienna, “non ci può essere una soluzione collettiva”: ogni singolo rifugiato deve chiarire la propria posizione. Ma la Caritas denuncia anche le disparità tra Germania ed Austria, ad esempio, per le quote di accoglienza dei pakistani (18% contro 1% nel 2012).