GERMANIA

Visibilità alle donne

Anche questioni etiche e congresso eucaristico all’assemblea dei vescovi

Quattro intense giornate di lavoro. Sono quelle che emergono dalla sintesi che monsignor Robert Zollitsch, arcivescovo di Friburgo e presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), ha fatto durante la conferenza stampa (21 febbraio) al termine dei lavori dell’assemblea plenaria di primavera che si è aperta a Treviri il 18 febbraio (il testo dell’intervento di fronte ai giornalisti e alcuni documenti assembleari sono disponibili sul sito www.dbk.de).

La collaborazione di uomini e donne nella Chiesa. Arriva dalla Dbk un documento di tre pagine, frutto di una giornata di riflessione – avviata da una relazione del cardinale Walter Kasper ed elaborata in 6 gruppi di lavoro – che fornisce indicazioni concrete affinché “il lavoro delle donne nella Chiesa diventi più visibile e perché aumenti significativamente il loro numero nei ruoli di responsabilità che non richiedono il sacerdozio”. Si legge nel documento: “Il lavoro nella Chiesa sarà più ricco se ci sarà il contributo di teologhe, responsabili, direttrici di Caritas e di amministrazioni ecclesiali, donne giudici nei tribunali ecclesiastici, nelle curie, direttrici di scuole, ma anche responsabili spirituali nelle associazioni e presidenti dei consigli pastorali”. La percentuale di donne coinvolte negli ordinariati “è del 19%, ma non è sufficiente”: “Cercheremo di rafforzare il numero di donne nelle posizioni di responsabilità. Tra cinque anni verificheremo gli sviluppi”. Si continuerà però anche ad “approfondire teologicamente la relazione tra guida in forza dell’ordine sacerdotale e le molte diverse forme di guida da parte dei laici”.

Soluzione dei casi di abusi sessuali su minori in ambito ecclesiale. I vescovi tedeschi sono tornati a confrontarsi sulle misure messe in campo tre anni fa e “che hanno dato risultati positivi”. “L’abuso sessuale è e resta un grave reato. Per questo riteniamo indispensabile far presente che la Chiesa cattolica continua ad occuparsi dei casi di abusi in ambito ecclesiale e non recede dal proprio impegno”. Monsignor Zollitsch ha però precisato che questo “è un problema di tutta la società. Non ci si può limitare al fatto che in questo ambito sia solo la Chiesa cattolica l’unica ad offrire aiuto e soluzione”.

La pillola del giorno dopo. “L’assemblea plenaria ha ribadito che, negli ospedali cattolici, le donne vittime di stupri continuano a ricevere aiuto a livello umano, medico, psicologico e spirituale. È da comprendersi in questa chiave anche la eventuale somministrazione di una ‘pillola del giorno dopo’, nella misura in cui questa sia preventiva del concepimento e non abortiva”. Senza per altro recedere dalla posizione per cui ciò che “causa la morte di un embrione non può essere utilizzato”. Sarà comunque necessario che, dopo le prime prese di posizione sulla “pillola del giorno dopo”, si approfondiscano “anche in contatto con i responsabili di Roma – le ulteriori implicazioni della questione e che vengano fatti i necessari distinguo. All’origine della discussione della Dbk e della dichiarazione c’è il caso di una donna, vittima di violenza, che ha denunciato due cliniche cattoliche di Colonia che avevano rifiutato di accoglierla perché le era già stato prescritto l’uso della pillola del giorno dopo e i medici delle cliniche in questione non l’avrebbero potuta assistere per motivi etici.

Congresso eucaristico a Colonia. “Signore da chi andremo” è il titolo delle giornate che la Chiesa tedesca vivrà dal 5 al 9 giugno per ritornare “alla sorgente e al punto centrale della nostra vita cristiana”. Il programma, che si inserisce nell’Anno della fede, è una nuova tappa del “processo di dialogo” avviato dai vescovi, “è una preziosa possibilità, in un tempo di agitazione e di qualche irrequietezza nella Chiesa, di ritornare ad avere una possibilità di riflettere”. Non è un modo per “dimenticare i problemi” o addirittura “allontanarci dalla realtà”, ma per “ritrovare una nuova forza interiore”.

Il saluto dei vescovi tedeschi a Benedetto XVI. Sarà l’arcivescovo Zollitsch a rappresentare la Dbk a Roma, all’ultima udienza del mercoledì di Benedetto XVI, dopo la quale celebrerà una messa nella Città eterna. Per essere uniti “ancora una volta in preghiera con il Papa nell’ora in cui si conclude il pontificato e per pregare un’ultima volta le parole della preghiera eucaristica ‘per il nostro Papa Benedetto XVI’, a Berlino si svolgerà una celebrazione nazionale alle 18 del 28 febbraio”. Scrive monsignor Zollitsch, a nome dei membri della Dbk: “Da Treviri noi diciamo ancora una volta dal cuore: grazie! Grazie per le indicazioni e la teologia. Grazie per la dedizione per la persona umana e per la scelta dei poveri. Grazie per l’impegno politico in tutto il mondo: da Cuba a Israele. Grazie per l’incoraggiamento a porre sempre Dio al centro del nostro agire”.