CHIESE IN BREVE

Belgio, Bulgaria, Spagna

Belgio: è morto il cardinale Julien Ries  
Il cardinale Julien Ries si è spento il 23 febbraio all’età di 93 anni. Nato nel 1920 in Lussemburgo, sacerdote dal 1945, aveva vissuto, studiato, insegnato per tutta la sua vita, e per questo era stato creato cardinale da Benedetto XVI nel concistoro del 18 febbraio 2012. Eminente storico delle religioni, ha insegnato per oltre un ventennio all’Università cattolica di Lovanio, ed era considerato il massimo esperto di antropologia religiosa. Insignito due volte dall’Académie française, ha oltre 680 titoli nella sua bibliografia sulla storia delle religioni, pubblicazioni che in diversi Paesi sono in corso di edizione (come in Italia) o ri-edizione (in Belgio). Nel 2010 ha ricevuto dalla facoltà di Scienze della formazione dell’Università Cattolica di Milano la laurea honoris causa in Filosofia della persona e bioetica per gli eccezionali meriti acquisiti in campo scientifico. Racconta il cardinale in un’intervista d’archivio pubblicata sul sito catho.be: “Ho iniziato ad occuparmi del tema della morte e dell’immortalità nelle religioni perché l’allora cardinale Ratzinger mi aveva inviato un suo libro sull’aldilà per la fede cristiana. Ho pensato che sarebbe stato importante compiere uno studio simile su altre grandi religioni. E così ho portato avanti le mie ricerche e sono giunto a una sintesi sul problema dell’uomo religioso e dell’antropologia religiosa”. Nel 2009 tutti i suoi libri, i manoscritti e la corrispondenza è stata donata all’Università Cattolica di Milano poiché, aveva spiegato in quell’occasione, “l’homo religiosus, l’antropologia religiosa, la storia delle religioni, il dialogo interreligioso e interculturale, tutto ciò rappresenta per il nostro mondo oggi un immenso sforzo da compiere. E per questo ci vuole un’équipe universitaria che porti avanti lo studio e l’approfondimento”.

Bulgaria: eletto patriarca ortodosso
“È un’ottima scelta per la Chiesa ortodossa che avrà un patriarca degno e un vero padre spirituale”. Commenta così a Sir Europa monsignor Hristo Proykov, presidente della Conferenza episcopale cattolica bulgara, l’elezione del nuovo patriarca della Chiesa ortodossa bulgara, il metropolita di Russe, Neofit, eletto il 24 febbraio al secondo scrutinio, con 90 voti, in ballottaggio con il metropolita di Lovech, Gavril, che ha ricevuto 47 voti. Alla prima votazione nella quale partecipava anche il metropolita di Stara Zagora, Galaktion, nessuno dei candidati nominati dal Santo Sinodo aveva raggiunto i due terzi dei 138 delegati all’apposito Concilio religioso-popolare. L’elezione è così avvenuta al secondo scrutinio. Il presidente dei vescovi cattolici bulgari ricorda: “Da metropolita di Russe con lui abbiamo avuto degli ottimi rapporti e spero che essi continueranno. Siamo molto contenti perché il patriarca Neofit è un uomo di fede e poi è stato ospite in diverse occasioni importanti della vita della comunità cattolica in Bulgaria. Lo conosco da ragazzo e mi ha impressionato l’umiltà con la quale ha accettato il ministero affidatogli”. Nel suo primo saluto, il nuovo patriarca ha detto che “il primo scopo della Chiesa è lavorare insieme per il bene del popolo bulgaro” ed ha aggiunto che “la croce affidatagli dalla Chiesa è molto grande” ma lui confida “nella grazia del Signore che si manifesta nella debolezza”.

Spagna: 6 milioni di euro a Caritas diocesane
La Conferenza episcopale spagnola ha reso effettiva la consegna alle Caritas diocesane del contributo economico di 6 milioni di euro, che ha approvato l’Assemblea plenaria nella sua riunione del mese di novembre, con i bilanci del 2013. Per il quinto anno consecutivo, i vescovi spagnoli hanno deciso di mantenere questo contributo straordinario e, in questa occasione, di aumentare la cifra del 20% rispetto all’anno scorso. Questo è un fatto particolarmente rilevante in un anno in cui tutte le altre voci di bilancio sono restate congelate. In totale, nel corso degli ultimi cinque anni, la Conferenza episcopale spagnola ha dato alle Caritas quasi 20 milioni di euro. I presuli spagnoli, nell’Assemblea plenaria del novembre 2008, stabilirono di donare alle diverse Caritas diocesane l’1% del totale del Fondo comune interdiocesano, che in quel primo anno si tradusse in un contributo economico di 1,9 milioni di euro. La quantità del Fondo utilizzata a favore delle Caritas diocesane si è incrementato sempre di più: nel 2009 sono stati consegnati 2,9 milioni di euro; 4 milioni nel 2010, 5 milioni nel 2011 e 6 milioni nel 2012. Si tratta di un piccolo gesto, con il quale la Chiesa vuole incoraggiare tutti a contribuire generosamente alla Caritas, in particolare in questo periodo di crisi.