EPISCOPATI EUROPEI

“Grazie, Papa Ratzinger”

Le parole più frequenti: rispetto, dispiacere, sorpresa e ammirazione

Le Chiese europee hanno accolto con rispetto e dispiacere, con sorpresa e ammirazione la notizia della rinuncia al soglio petrino di Benedetto XVI.

Comece e Ccee. “Profondo rispetto e allo stesso tempo profondo dispiacere” sono stati espressi dal cardinale tedesco Reinhard Marx, presidente della Comece, che ha ricordato come Benedetto XVI fosse “preoccupato in maniera particolare per il rischio che l’Europa corre di dimenticare le proprie radici cristiane e di perdere così la propria anima”. Un ringraziamento “per il servizio fedele e coraggioso con il quale ha guidato la Chiesa in questi anni” è venuto a Benedetto XVI dalla presidenza del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee). Il cardinale presidente Péter Erdő e i suoi due vice, il cardinale Angelo Bagnasco e monsignor Jòzef Michalik, rendono grazie “al Signore per il suo ricco magistero, per i suoi messaggi, la cura con cui ha sempre accompagnato i vescovi europei e la sua testimonianza personale di fede e fiducia nel Signore, nella quale ha espresso un così grande amore per tutta la Chiesa”.

Germania. Secondo monsignor Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk) e arcivescovo di Friburgo, “papa Benedetto dà a tutto il mondo un esempio luminoso di autentico senso di responsabilità e di amore vivo per la Chiesa”. Il Pontefice, ha aggiunto il presidente del Comitato centrale dei cattolici tedeschi (Zdk), Alois Glück, “ha servito per tutta la sua esistenza l’annuncio di Gesù Cristo e della Chiesa in modo straordinario”. Il vescovo di Essen, monsignor Franz-Josef Overbeck, ha manifestato rispetto e ammirazione verso Benedetto XVI, il quale nel corso del pontificato “si è impegnato molto per l’approfondimento della fede e della vita spirituale”, tenendo “vivo il messaggio del Concilio Vaticano II”. “È un segno di autentica grandezza che egli abbia preso autonomamente questa decisione”, ha sottolineato il vescovo ausiliare di Amburgo, monsignor Hans-Jochen Jaschke. Di “passo coraggioso” ha parlato monsignor Friedhelm Hofmann, vescovo di Würzburg, mentre per il teologo cattolico di Münster, Johann Baptist Metz, papa Ratzinger ha compiuto “un passo ponderato” e, perciò, le sue dimissioni “possono essere anche un segno della temporalità del pontificato”.

Polonia. La rinuncia del Papa, presa nell’Anno della fede, deve “orientare a una riflessione più profonda, a una maggiore responsabilità per la Chiesa e a una preghiera più intima”, ad avviso del presidente della Conferenza episcopale polacca (Kep), monsignor Jozef Michalik. Anche il cardinale Stanislaw Dziwisz, arcivescovo di Cracovia, ha espresso gratitudine a Benedetto XVI “per tutti gli sforzi volti a rinnovare la Chiesa nello spirito di fedeltà al Maestro di Nazareth”. Il primate di Polonia monsignor Jozef Kowalczyk, ha invece sottolineato il senso di responsabilità del Papa nei confronti della Chiesa, che lo ha portato alla rinuncia al suo ministero con una decisione “espressione di saggezza, di giudizio e di perspicacia”. Di “evento del tutto inaspettato” ha parlato monsignor Wojciech Polak, segretario generale della Kep, ricordando che il Pontefice “più di una volta aveva valutato, anche in funzione del proprio stato di salute, se fosse in grado di svolgere in maniera adeguata il ministero petrino”. Per l’arcivescovo di Varsavia, cardinale Kazimierz Nycz, Benedetto XVI “in maniera eccellente, dal punto di vista intellettuale e spirituale”, ha adempiuto “al compito di guidare la Chiesa”.

Spagna, Portogallo, Francia e Austria. La decisione del Papa ne pone “in rilievo la profonda spiritualità”, “la lucidità” e il “grande amore per la Chiesa”, ad avviso del cardinale Lluís Martínez Sistach, arcivescovo di Barcellona (Spagna). Lo ritiene “un precedente positivo” il patriarca di Lisbona, cardinale José Policarpo, “un atto straordinariamente coraggioso, destinato a introdurre nella Chiesa un nuovo ritmo”. Mentre il cardinale André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi e presidente dei vescovi di Francia, si è detto stupefatto e ammirato “davanti al coraggio di cui Benedetto XVI dà un bell’esempio”, al termine di un pontificato che “ha segnato la Chiesa cattolica”. “Massimo rispetto” e “massima ammirazione” giungono pure dal cardinale Christoph Schönborn, presidente della Conferenza episcopale austriaca e arcivescovo di Vienna.

Olanda, Inghilterra e Scozia. La Conferenza episcopale olandese riconosce Benedetto XVI come “uno dei maggiori teologi del mondo cattolico della seconda metà del XX e dell’inizio del XXI secolo”. Alla dichiarazione congiunta dei vescovi si aggiunge quella del vescovo ausiliare di Haarlem-Amsterdam, monsignor Jan Hendriks, che dichiara gratitudine al Pontefice per il suo servizio portato avanti “con semplicità, conciliazione e amore”. Per il presidente della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, monsignor Vincent Nichols, si tratta di “una decisione di grande coraggio e frutto di chiarezza di mente e di azione”. E il cardinale Keith O’Brien, presidente della Conferenza episcopale scozzese, si dice consapevole “che la sua decisione sarà stata considerata attentamente e presa dopo aver molto pregato e riflettuto”.