STORIA EUROPEA
Lavori in corso a Bruxelles per lo spazio espositivo rivolto ai cittadini
Prosegue il cammino della “Casa della storia europea”, iniziativa sostenuta dal Parlamento Ue per creare a Bruxelles uno spazio espositivo e culturale rivolto ai cittadini dell’Unione. L’intento è di far conoscere la storia del vecchio continente, di mostrare le tappe del processo di integrazione, ma anche di realizzare un ambiente che possa promuovere ricerca, dibattiti e una “riflessione critica” sul cammino comunitario.
“Non museo, ma ambiente aperto”. L’idea originaria della Casa della storia europea si deve all’allora presidente del Parlamento Ue, il tedesco Hans-Gert Pöttering, che, nel febbraio 2007, nel suo discorso di insediamento, annuncia: “Vorrei promuovere un luogo della memoria e del futuro in cui l’idea d’Europa possa crescere ulteriormente. Vorrei proporre la costituzione di una Casa della storia europea, che non dovrebbe diventare un museo noioso e asettico, ma un luogo che alimenti il nostro ricordo della storia europea e dell’opera di unificazione”. Un ambiente “aperto all’ulteriore formazione dell’identità dell’Europa”. Per Pöttering – che nel corso del tempo ha precisato il suo “sogno” – si dovrebbe trattare anche di una opportunità “per dare nuovo impulso alla dimensione spirituale dell’Unione, focalizzandosi in particolare sul processo di integrazione comunitaria degli ultimi cinquant’anni”. La Casa “potrebbe costituire un’importante fonte di unità e coesione, invitando i cittadini a guardare oltre le frontiere nazionali e ad accrescere la conoscenza e la condivisione della loro cultura, dei valori e i risultati concreti ottenuti”.
Lavori in corso a Parc Léopold. Nell’ottobre 2008 viene elaborato un progetto operativo e i stabiliti i “principi” cui dovrà rispondere la Casa, da una commissione guidata dal professor Hans-Walter Hütter. Segue, nei mesi successivi, la nomina di un consiglio direttivo, presieduto dallo stesso Pöttering (oggi ex presidente dell’Europarlamento ed eurodeputato) e di un comitato accademico guidato dallo storico polacco Wlodzimierz Borodziej. Nel frattempo si decide di destinare a sede dell’istituto l’edificio che ospitava la clinica odontoiatrica Eastman al Parc Léopold, a pochi passi dalla sede del Parlamento, da quella del Consiglio e della Commissione, nel cuore del quartiere europeo di Bruxelles. Il concorso architettonico indetto per la ristrutturazione e ampliamento della vecchia costruzione viene vinto da Ateliers Chaix & Morel, Jswd Architekten e Tpf, con una collaborazione fra studi di architettura di Francia, Germania e Belgio. I lavori sono dunque in corso: passando per la trafficatissima rue Belliard è possibile scorgere il cantiere che procede: la Casa della storia dovrà infatti essere inaugurata nel 2014 e verrà a costare – secondo le stime – 31 milioni di euro per il rinnovo e l’ampliamento dell’edificio Eastman, 21 milioni per l’esposizione permanente e le prime mostre temporanee (arredi, allestimento, strumenti multimediali, multilinguismo) e circa 4 milioni di euro per costituire la collezione iniziale, comprendente documenti, testi e immagini, video, testimonianze di vario genere, bibliografia…
Visione transnazionale. “L’esposizione permanente – si legge in una nota esplicativa dell’Europarlamento – sarà incentrata sulla storia europea del XX secolo e sulla storia dell’integrazione, viste in un’ampia prospettiva e raccogliendo le esperienze contrastanti vissute dagli europei nel corso della storia”. La Casa “punta a trasmettere una visione transnazionale” delle vicende del continente nel corso dei secoli, “tenendo conto del suo carattere diversificato e delle molteplici interpretazioni e percezioni che essa suscita”. La Casa si propone inoltre di “contribuire alla comprensione della storia europea, incluso il più ampio contesto globale, e di facilitare la discussione sul processo d’integrazione”.
Multiliguismo, interattività. La Casa dunque non si arresta, nonostante i costi non indifferenti e qualche polemica interna all’emiciclo (c’è chi parla di progetto faraonico e comunque riservato per lo più ai cittadini che abitano a Bruxelles o a quelli che potranno raggiungere la capitale del Belgio). “Il nucleo centrale della Casa – chiarisce il sito www.europarl.europa.eu – sarà costituito da un’esposizione permanente incentrata principalmente sul XX secolo, con visioni retrospettive su processi ed eventi dei secoli precedenti”. La “trama narrativa sarà accompagnata da una collezione di oggetti appositamente creata e si avvarrà di tecnologie multimediali e interattive”. Naturalmente i materiali proposti saranno disponibili nelle 24 lingue ufficiali dell’Ue (le 23 attuali più il croato) e terranno particolarmente conto della “prospettiva educativa” rivolta alle scuole e ai più giovani. Ma la Casa dovrà anche promuovere nuove ricerche a carattere storico (con influssi multidisciplinari: politica, economia, sociologia, geografia, letteratura), dibattiti, sostegno ai giovani studiosi, “esportando” inoltre taluni eventi nei diversi Paesi dell’Unione.