REPUBBLICA CECA" "
Progetto della Caritas Olomouc per orfani e bambini bisognosi ucraini
Durante i cinque anni della sua esistenza, il progetto dei regali di Natale per gli orfani e i bambini bisognosi ucraini, gestito da Caritas Repubblica Ceca, è stato fra i progetti di beneficenza più amati del Paese. Quest’anno, l’interesse delle persone è calato, a causa del nuovo regime doganale alla frontiera ucraina. I più bisognosi. La situazione degli orfani e dei bambini in difficoltà è struggente in qualsiasi Paese, anche in quelli più sviluppati. Tuttavia, la situazione in Ucraina è particolare per diversi versi. Prima di tutto, perché il loro numero è molto più alto che in qualsiasi altro Stato europeo, e il sistema di assistenza pubblica non ha la capacità di farvi fronte. “I destini di questi ragazzi sono spesso tragici. Abbiamo incontrato un bambino la cui madre era alcolista grave e lui era scappato di casa perché non riusciva a gestire la cosa. Prima di essere individuato dalle autorità, ha vissuto per lunghi mesi per strada, tra i rifiuti, affamato, malvestito, diffidando di tutto e di tutti”, racconta p. Rostislav Strojvus, coordinatore del progetto di sviluppo della Caritas Olomouc in Ucraina, sottolineando che la storia di quel bambino è solo una delle tante in questa società. Questo è stato il motivo per cui, cinque anni fa, la Caritas Repubblica Ceca ha deciso di aiutare questi bambini attraverso il progetto “Doni per l’Ucraina”, che coinvolge le persone di buona volontà facendo appello al loro senso di solidarietà. Doni colmi di emozioni. Durante l’Avvento, la sede locale della Caritas Repubblica Ceca di Olomouc tradizionalmente raccoglie informazioni pratiche sui bambini dell’Ucraina – la taglia dei vestiti e delle scarpe, i loro nomi, una breve descrizione della loro situazione – e pubblica tutto sul suo sito web. Le persone possono scegliere il “loro bambino”, acquistare tutti gli articoli necessari, aggiungendo qualcosa di propria scelta come sorpresa di Natale, scrivere un breve messaggio ricco di calore umano, impacchettare il regalo e portarlo nei locali della Caritas con tenera impazienza, chiedendosi se al bambino piacerà e se scriverà loro una letterina. Sembra che occorrano un immenso lavoro e un sacco di tempo per fare tutto ciò, invece questo “investimento” emotivo è proprio quello che attira l’interesse dei donatori. Il prezzo medio di un dono è 1.000 Czk (40 Euro), ma il suo valore reale non riguarda il denaro. Consiste piuttosto nell’essere generosi con qualcuno per cui questo potrebbe essere il primo vero regalo della vita. Di solito, ci vogliono soltanto un paio di giorni dal momento dell’annuncio fino a quando tutti i bambini vengono “prenotati” da coloro che hanno deciso di partecipare a questo progetto di solidarietà. Quest’anno, però, la situazione è diversa. A causa dei cambiamenti nel regime doganale alla frontiera ucraina, non è possibile trasportare merci imballate, nemmeno per attività di beneficenza riconosciute. “Non vogliamo rischiare che i doni finiscano bloccati alla frontiera per settimane e così i bambini rimangano delusi. Ecco perché abbiamo deciso di cambiare la procedura”, spiega p. Strojvus. Invece di acquistare e confezionare i propri doni per i bambini orfani e bisognosi, i donatori sono invitati a contribuire finanziariamente con una somma equivalente al valore del dono; gli articoli saranno acquistati e confezionati in Ucraina, per evitare complicazioni. Calo d’interesse. Non ci sorprende che il cambiamento nel sistema abbia causato un calo d’interesse. Sui 260 bambini ucraini della lista della Caritas, circa 80 sono ancora in attesa di qualcuno che decida di sponsorizzare il loro regalo di Natale. “Ci dispiace per questa situazione. Comprendiamo che l’elemento emozionale, che era così importante in questo progetto, è venuto a mancare; dare dei soldi non offre la stessa soddisfazione che si prova donando qualcosa di noi stessi attraverso il coinvolgimento personale, ma nutriamo ancora la speranza che nessun bambino bisognoso rimarrà senza il suo regalo. Ecco perché abbiamo prolungato i termini del progetto: le persone interessate possono dare il proprio contributo fino alla fine di quest’anno”, dichiara p. Strojvus, esprimendo la convinzione che, nonostante gli sgradevoli cambiamenti, la gioia dei bambini sarà immensa e la loro autostima crescerà, grazie al fatto che ci sono persone che se ne prendono cura. Una scintilla di speranza di miglioramento. La situazione causata dai cambiamenti nel regime doganale al confine ucraino non soltanto ha avuto un impatto negativo sul progetto di solidarietà della Caritas, ma ha generato difficoltà e complicazioni anche ad altre organizzazioni umanitarie internazionali che operano in Ucraina. Ciononostante, c’è una luce in fondo al tunnel, poiché le autorità competenti hanno recentemente formulato la promessa che l’anno prossimo le regole saranno sottoposte a revisione e tutti i progetti avranno la possibilità di continuare nella loro forma originale consolidata. Per ora, i coordinatori sperano che il senso di solidarietà prevalga, nonostante gli ostacoli. L’elenco degli orfani e dei bambini bisognosi è disponibile sul sito www.darky.jsemvidet.eu.