UNIONE EUROPEA" "

Dal basso verso l’alto” “

Primo bilancio dell’Anno dei cittadini. Persone e territori al centro della “casa comune”

“Un’Europa più umana”. Questa la visione per il futuro auspicata dal Mediatore europeo, Emily O’Reilly, alla conferenza di chiusura dell’Anno europeo dei cittadini 2013, svoltasi a Vilnius (Lituania) il 12 e 13 dicembre. Un’occasione per riflettere su quanto è stato realizzato nei mesi trascorsi per avvicinare i cittadini alle istituzioni comuni, sui valori fondanti la “casa comune” come la solidarietà e la sussidiarietà, ma anche per rendersi conto dei problemi legati all’identità e all’efficacia dell’Unione, soprattutto in vista delle elezioni dell’Europarlamento del maggio prossimo. Diritti, doveri, cittadinanza. Circa 350 partecipanti provenienti dai 28 Paesi aderenti, rappresentanti delle autorità nazionali, delle associazioni giovanili, delle ong europee e quelle del partenariato orientale, si sono confrontati su temi come “Il ruolo e il futuro delle organizzazioni della società civile nella costruzione del futuro dell’Europa” oppure “Un progetto per l’Europa dal basso verso l’alto: promuovere i diritti dei cittadini”. In questi dodici mesi si sono, inoltre, susseguiti nei Paesi dell’Ue numerosi seminari, manifestazioni, iniziative e concorsi per le scuole, sia a livello comunitario sia in ambito nazionale, regionale e municipale, per informare e formare i cittadini europei sui diritti e i doveri legati alla cittadinanza europea, anche attraverso i portali web multilingue come “Europe Direct”, “La tua Europa” e “Solvit”. Quaranta i “dialoghi con i cittadini” fin qui svolti, per coinvolgere le comunità locali, ai quali è stato sempre presente un commissario europeo, e ora che l’anno giunge al termine, le iniziative a supporto di tale causa non intendono fermarsi. Sono, infatti, già in programma più di cinquanta riunioni affinché i cittadini possano arrivare alle elezioni del 2014 preparati e consapevoli (i prossimi appuntamenti sono elencati in http://ec.europa.eu/debate-future-europe/index_it.htm). Identità e legittimità. “La mancanza d’informazioni è il nostro più grande nemico”, ha dichiarato Viviane Reding, commissaria europea per la giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza, nel corso del suo intervento alla conferenza di Vilnius, ed è anche per questo che oggi “il sentimento di cittadinanza dell’Unione europea è in crisi”, ha incalzato il Mediatore, Emily O’Reilly. “Dobbiamo tenere a mente quei valori e quei principi sui quali l’Unione europea è stata fondata, non solo quelli economici – ha continuato l’esperta – ma anche, e soprattutto, il rispetto dei diritti fondamentali, la nozione di libertà, la solidarietà, la tutela delle minoranze e il rispetto per la diversità culturale e linguistica”. Sia i responsabili politici sia la società civile, dovranno focalizzare l’attenzione “non solo sulla situazione economica, ma anche sull’identità dell’Unione e sulla crisi di legittimità” che tocca le istituzioni comuni. “Più trasparenza e responsabilità” da parte delle istituzioni dell’Ue, è un altro aspetto imprescindibile legato al futuro della “casa comune”, secondo O’Reilly, la quale vede, infine, nelle elezioni del Parlamento europeo del 2014 “una vera e propria opportunità per i cittadini di fare sentire la loro voce a livello europeo”. Valori democratici. “Sono sicuro che l’Europa resterà unita, solida e competitiva e saprà anche prendere in considerazione le esigenze e gli interessi dei suoi cittadini”, ha proseguito Algirdas Butkevicius, primo ministro della Lituania, intervenuto alla conferenza di Vilnius che è stata anche l’ultimo evento di alto livello della presidenza semestrale lituana del Consiglio dell’Unione europea. “Sono contento che i nostri sforzi per una Europa credibile, in crescita e più accogliente sono stati finalizzati al miglioramento del benessere di tutti gli europei – ha rilevato il premier – e con questo intendo non solo i cittadini dell’Ue, poiché una delle priorità della presidenza è stato il programma di partenariato orientale, che ha rappresentato un’apertura globale e una diffusione dei valori democratici”. Una nuova opportunità. Cosa aspettarsi dal 2014? Il Parlamento europeo ha proposto di dedicarlo “alla conciliazione tra vita lavorativa e familiare”, in concomitanza con il ventesimo anniversario dell’Anno internazionale della famiglia celebrato dalle Nazioni Unite. Tale iniziativa intende lanciare un messaggio positivo a tutti i cittadini europei e cioè che “l’Ue non si occupa solo di competenze e posti di lavoro, ma si sforza anche di migliorare la vita e il benessere dei suoi cittadini”, come si legge in una nota della Confederazione delle organizzazioni familiari dell’Unione europea (Coface). L’Anno europeo 2014 rappresenterebbe anche un’ottima opportunità “per dare continuità ai precedenti anni europei, per affrontare i problemi che stanno a cuore ai cittadini e che fanno parte della loro vita quotidiana”, conclude la nota.