CHIESE IN BREVE" "
Ccee: a Malta per parlare di migrazioni Andranno a Malta per visitare i centri per richiedenti asilo e discutere di “Pastorale per i migranti e i rifugiati tra integrazione e inclusione”: i vescovi e i direttori delle Conferenze episcopali nazionali d’Europa incaricati per le migrazioni parteciperanno all’incontro organizzato dal Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ceee) dal 2 al 4 dicembre a La Valletta. I partecipanti entreranno in due centri per richiedenti asilo per verificare con i propri occhi la situazione. Nella sessione di apertura del 3 dicembre interverranno, tra gli altri, mons. Charles Scicluna, vescovo ausiliare di Malta, il card. Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, il card. Josip Bozanic, arcivescovo di Zagabria e coordinatore della sezione migrazioni della Commissione “Caritas in veritate” del Ccee. Alla tavola rotonda prenderanno la parola mons. Alfred Vella, direttore della Commissione “Malta emigrants”, mons. Giancarlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes e Cecilia Taylor-Camara, della Conferenza episcopale inglese. In serata presiederà la messa mons. Aldo Cavalli, nunzio apostolico a Malta e in Libia. Nella giornata conclusiva vi sarà una sessione sulle politiche migratorie nel mondo attuale (José Angel Oropeza Rojas, direttore ufficio Iom per il Mediterraneo) e sui “paradossi irrisolti della vicenda europea” (Laura Zanfrini, Università Cattolica del Sacro Cuore). Comece: sicurezza e pace nel progetto UeAl tema della “Sicurezza in Europa” sarà dedicata la terza conferenza del ciclo “Europa, politica e oltre” che, su iniziativa del segretariato della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece), si terrà a Bruxelles il 3 dicembre. A intervenire sarà l’arcivescovo di Vilnius Gintaras Grusas (Lituania), già ordinario militare della repubblica baltica. Al relatore è stato affidato il compito di “esplorare la dimensione pacifica del progetto europeo”, spiegano gli organizzatori. “La fine della Guerra fredda e la minaccia del terrorismo hanno cambiato radicalmente il pensiero europeo sul tema della difesa e della sicurezza. Mentre l’integrazione europea progredisce e gli equilibri internazionali del potere cambiano, una nuova riflessione si rende forse necessaria sulle questioni legate alla sicurezza”. Questo ciclo di conferenze della Comece intende affrontare alcune tematiche rilevanti nell’attualità politica dell’Unione in vista delle elezioni dell’Europarlamento, che si svolgeranno nel maggio 2014. Le prime due conferenze erano state dedicate ai temi del bene comune e delle migrazioni. L’appuntamento successivo è stabilito il 7 gennaio e verterà sulla famiglia nel XXI secolo. Per informazioni: www.comece.org. Portogallo: coinvolgimento “attivo” degli zigani I responsabili cattolici del Segretariato diocesano per la Pastorale degli zigani di Lisbona hanno rivolto un pubblico appello al fine di un maggiore coinvolgimento di questa parte della popolazione portoghese nella “costruzione della cittadinanza”. Nel corso del 40º Incontro nazionale, svoltosi nello scorso fine settimana in Afragides, nei sobborghi della capitale lusitana, da parte di tutti i partecipanti ai lavori è stato rilevato lo sforzo compiuto dalla Chiesa per il conseguimento di tale risultato: “La partecipazione degli zigani nelle strutture, nelle iniziative e nei programmi d’inclusione sociale è assolutamente indispensabile, così come il loro coinvolgimento concreto e visibile nella costruzione della cittadinanza”, si legge nel documento finale. I rappresentanti dell’Opera nazionale della pastorale zigana affermano che mancano però ulteriori proposte di atti liturgici che includano le persone di tale etnia, e che si adattino alla loro cultura: “L’amicizia con loro, e il lungo e arduo cammino percorso in mezzo ad essi è una competenza considerevole poco divulgata dai mezzi di comunicazione sociale, e ancora troppo poco attuata dalle organizzazioni pastorali a livello locale”. In conclusione del testo programmatico, i partecipanti all’Incontro nazionale chiedono dunque alle diocesi che non hanno in atto alcuna attività con gli zigani di “riflettere sulla necessità di promuovere una pastorale specifica per queste comunità che, nella loro grande maggioranza, vivono nella periferia della società e della Chiesa”.