SPAGNA " "
L’Assemblea della Conferenza episcopale ha riflettuto su fede, economia e famiglia
Si è tenuta a Madrid, dal 18 al 22 novembre, la riunione dell’Assemblea plenaria della Conferenza episcopale spagnola (Cee), durante la quale è stato eletto il sacerdote José María Gil Tamayo come nuovo segretario generale e portavoce della Cee per il quinquennio 2013-2018. Durante la plenaria è stato approvato il bilancio della Cee per il 2013. I vescovi hanno anche riflettuto su due eventi di grande rilievo per la Chiesa: la beatificazione dei 522 martiri del XX secolo in Spagna, celebrata a ottobre a Tarragona, e la prossima pubblicazione del catechismo “Testimoni del Signore”. Unità a rischio. Nel comunicato finale dell’Assemblea si ripercorrono i punti salienti della prolusione del cardinal Antonio Maria Rouco Varela, arcivescovo di Madrid e presidente della Conferenza episcopale spagnola, il quale ha offerto innanzitutto un bilancio dell’Anno della fede: “L’Anno della fede raggiungerà i suoi obiettivi se ci ha aiutato a risvegliare la nostra coscienza sulla grande sfida suscitata dalla crisi della fede in tante persone; una crisi che colpisce anche noi – pastori, consacrati e laici – quando viviamo immersi nella ‘mondanità spirituale’, come denuncia di frequente il Papa, per ribadire la necessità di una conversione pastorale”. Ma, ha avvertito il porporato, un bilancio dell’anno non è possibile senza uno sguardo alla situazione del Paese. Dopo aver richiamato ancora una volta l’attenzione sulla crisi economica in Spagna, Rouco Varela ha manifestato la preoccupazione che “l’unità tra tutti i cittadini delle diverse comunità e territori della Spagna, con molti secoli di storia comune, possa arrivare a rompersi”. Ma “l’unità della nazione spagnola è una parte principale del bene comune della nostra società che deve essere trattata con responsabilità morale. A questa responsabilità appartiene necessariamente il rispetto delle norme basilari della convivenza, come la Costituzione spagnola”. Il cardinale ha espresso anche preoccupazione che “le ferite provocate dal terrorismo a tante vittime e alla società non si curino in ragione della strada del perdono e della misericordia cercata, accettata e concessa di cuore”. Matrimonio e famiglia. Il porporato ha insistito sulla preoccupazione dei vescovi “per il presente e il futuro del matrimonio e della famiglia”, al cui peggioramento contribuiscono “leggi ingiuste”. “Ribadiamo ancora una volta – ha sostenuto l’arcivescovo di Madrid – la necessità di leggi che riconoscano e proteggano il matrimonio e la famiglia. L’attuale legislazione, che neppure riconosce la realtà umana del matrimonio nella sua specificità con una istituzione o figura giuridica adeguata, deve essere corretta e migliorata perché compromette seriamente il bene comune”. Ma, ha dichiarato il presidente Cee, “l’egoismo, che trionfa nella vita matrimoniale e familiare in Spagna talvolta come in nessun altro campo delle relazioni sociali, deve essere combattuto anche nell’ambito dell’educazione in generale e, certamente, della formazione cattolica e della cura pastorale matrimoniale e familiare”. Allo stesso tempo, ha annunciato che la Chiesa solleciterà “con inesauribile insistenza” i governanti per “una svolta positiva della legislazione e della politica sul matrimonio e sulla famiglia”, che includerà “la problematica della bioetica e il diritto alla vita”. Il bene della vita. Durante la conferenza stampa, a conclusione dell’Assemblea plenaria, il segretario generale e portavoce della Cee, Gil Tamayo, a proposito della questione dell’appoggio istituzionale della Chiesa alle diverse manifestazioni cittadine contrarie alla legge sull’aborto, ha spiegato che “la Chiesa sceglie la vita ed è contro tutto quello che costituisce un attentato contro la vita umana per una verità evangelica. L’aborto non è una questione religiosa, è una questione di diritto fondamentale della vita. Sono i cattolici, insieme con le persone di buona volontà, cattolici o di altre confessioni che difendono la vita, per le loro convinzioni che devono impegnarsi a favore della vita”.