EDITORIALE" "

Un pensiero creativo ” “

Nel tempo della crisi il messaggio delle Settimane Sociali di Francia ai cristiani d’Europa

“Reiventare il lavoro” è uno degli imperativi che, spinti da una turbolenza che va oltre una crisi, stanno attraversando molti Paesi d’Europa. È una sfida alla quale, dopo il tempo del disorientamento, qualcuno incomincia a dare le prime risposte.Sul campo sono soprattutto la società civile, i centri di ricerca e innovazione, gli ambienti più socialmente sensibili dell’imprenditoria e dell’economia.La politica è presente con opportune misure d’emergenza, ma per quanto riguarda una strategia complessiva appare ancora in affanno, impegnata com’è a recuperare terreno rispetto allo straripamento dell’economia e della finanza.”Reinventare il lavoro”, tema della 88ª edizione delle Settimane Sociali di Francia appena conclusa, è dunque la grande avventura che si apre per l’Europa ma occorre dare fondamenta solide a una nuova cultura del lavoro per evitare illusioni e delusioni. E qui i cristiani hanno qualcosa da dire, da proporre, da testimoniare con i fatti.La posta in gioco, richiamata più volte da Papa Francesco, è infatti molto alta: la dignità della persona viene messa sempre più a rischio dalla mancanza di lavoro e dalle molteplici difficoltà che l’imprenditoria incontra per mantenere in vita la propria attività.Il quadro è cupo e non consente velleitarismo ma questo è un luogo e un tempo in cui il cristiano è chiamato a dare ragione alla speranza che è in lui e anche a dire come concretizzare la sua speranza.C’è un cantiere di pensiero e progetto che su questo tema si è aperto con la Settimana Sociale di Francia, il Festival della dottrina sociale in Italia, le iniziative della Chiesa di Moldova per la piccola impresa, la preparazione da parte del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee) delle “Giornate sociali europee” che si terranno in Spagna il prossimo anno. Sono segnali del riemergere della questione sociale nella coscienza della comunità cristiana a fronte della globalizzazione e dell’evoluzione delle tecnologie che hanno trasformato radicalmente il mondo del lavoro.”Queste trasformazioni – si chiede e chiede Jérôme Vignon, presidente delle Settimane Sociali di Francia – sono tutte negative? Non possono forse essere lette e vissute come un’occasione per il rinnovamento della cultura del lavoro? Le forze del mondo cristiano non potrebbero mettere nel paniere delle soluzioni possibili quelle che nascono dal pensiero sociale della Chiesa?”.E sulla stessa lunghezza d’onda nei giorni scorsi il cardinale Reinhard Marx, presidente della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece), aveva dichiarato che “né gli statisti, né i politici, né i funzionari sanno davvero come muoversi per uscire dalla crisi”. E aveva aggiunto: “C’è poco pensiero creativo che tiene conto dei principi etici che devono essere alla base di una libera, democratica e prospera società, che sia aperta e giusta. Dobbiamo riflettere se si tratta di un ambito in cui la Chiesa può offrire il suo contributo”.Ci sono già alcune risposte quali, ad esempio, l’economia sociale e solidale, una nuova relazione tra la formazione e l’impresa, un modo diverso di affrontare il percorso professionale dei giovani, nuove forme di cooperazione e solidarietà sul territorio, il cambiamento degli stili di vita…Forse sono risposte troppo piccole o parziali rispetto allo strapotere del mercato e della finanza ma, afferma Vignon, “possono generare un circolo virtuoso di cambiamento” in cui coinvolgere sempre più i protagonisti del mondo del lavoro, dell’imprenditoria, delle forze sociali, dei giovani.Insieme, per giungere a quel pensiero creativo e a quel reinventare il lavoro che nella dottrina sociale della Chiesa trova un’indicazione e uno stimolo a costruire fatti di solidarietà e di speranza. Gli annunciatori del Vangelo camminano anche su queste difficili strade d’Europa.