ECONOMIA " "

Meno finanza, più Europa sociale” “

Un seminario internazionale dedicato ad agricoltura, solidarietà e integrazione

Foto Siciliani-Gennari/SIR

“Più attenzione all’uomo e all’ambiente, meno finanza”: questa dovrà essere la nuova prospettiva europea secondo Riccardo Milano, docente di Economia etica e dirigente di Banca Etica, intervenuto al seminario internazionale “Europa 2020 e crisi economico-finanziaria, problemi e prospettive”. L’evento, svoltosi a Roma il 13 e 14 novembre, è stato promosso dall’Associazione rurale cattolica internazionale (Icra), con il sostegno dell’Ente formazione europea dei lavoratori (Eza). “L’umanità deve collaborare di più e riportare la competizione al suo significato originario, ossia ‘competere con'”, ha sottolineato Milano. “Coraggio e sobrietà” i valori invocati da più parti e richiesti ai futuri legislatori delle istituzioni europee. Ripartire dal dialogo sociale. Lo strumento con il quale affrontare questo cambiamento economico e culturale, secondo i relatori intervenuti, dovrà essere il “dialogo sociale”, che, come ha ricordato Albino Gorini, (Fisba-Fat Fondazione), “favorisce la formazione del consenso e la partecipazione di tutti gli attori coinvolti”, divenendo “lo strumento che contribuisce a definire le norme sociali europee”. Proprio in questo contesto, le decisioni adottate recentemente dai governi europei “hanno creato alcune situazioni nazionali di delusione e di conflittualità”, ha sottolineato Gorini, ed è qui che entrano in gioco “le potenzialità del dialogo sociale”. Michel-Thierry Dupont, (Journées Paysannes, Francia) ha, quindi, portato l’esempio dei cittadini bretoni che, fortemente provati dalla crisi economica, “sono riusciti, a prescindere dal partito politico di appartenenza, a far sospendere le écotaxe” che il Governo francese intendeva adottare sui trasporti stradali. Paura e incertezza. A un risultato positivo fanno eco, però, situazioni di forte crisi, come per esempio in Romania dove “i prezzi dei servizi e delle materie prime sono aumentati, la disoccupazione è in crescita, l’esodo dei giovani è spaventoso, e si aspetta con ansia il 1° gennaio 2014 per poter entrare regolarmente sul mercato di lavoro inglese”, rileva padre Gavril Buboi (Associazione rurale greco-cattolica, Romania). Pensiero condiviso anche da Aimilios Dasyras (Federazione cattolici greci) che invoca un “dialogo pubblico e politico” per il suo Paese. “In Grecia – ha rilevato Dasyras – il dialogo sociale riguardante il lavoro fa sì dei passi, ma invece che in avanti li fa indietro, perché i continui cambiamenti generano paura e insicurezza e sono in molti a ricorrere a un pre-pensionamento”. Il ruolo dell’agricoltura. Può “il dialogo sociale contribuire anche alla crescita dell’Europa fondata sul lavoro e a risolvere le criticità del mondo rurale in un periodo di profonda crisi?”. Secondo Pietrangelo Giordano (Uci-Tecnici), la risposta è “sì”, e “siamo convinti che attraverso la concertazione e una nuova idea di mercato solidale si debba giungere a un’equa ridistribuzione del reddito e a limitare i fenomeni speculativi”. Concetti, questi, ribaditi anche nel convegno di studi Icra che si è tenuto ad Avezzano, il 16 novembre, a conclusione del seminario internazionale. L’iniziativa, dal titolo “Agricoltura, alimentazione e ambiente: ecologia umana e sviluppo sostenibile nella Piana del Fucino”, è stata realizzata in collaborazione con il Comune di Avezzano e con il patrocinio del Consiglio regionale dell’Abruzzo e della Provincia dell’Aquila. “Agricoltura come sinonimo di accoglienza, solidarietà e integrazione” questa l’auspicio di mons. Pietro Santoro, vescovo di Avezzano. “La crisi globale ci sta rivelando quanto la nostra società abbia bisogno dell’agricoltura”, ma al riguardo il vescovo ha esortato a lottare contro “le elusioni contributive” e a investire nella “formazione qualificata e continua della manodopera”, in prevalenza straniera, e garantire “una giusta retribuzione al lavoro agricolo”. Quale futuro. “Agricoltura, alimentazione e ambiente sono tre aspetti imprescindibili, senza i quali non si potrà parlare di sviluppo sostenibile” ha rilevato, infine, Vincenzo Conso, segretario generale Icra. Per far questo “è importante costruire reti e ponti, per riportare la persona al centro di ogni azione”, anche per quanto riguarda le “future scelte economiche e politiche”. “Senza un’ecologia umana non si potrà raggiungere uno sviluppo sostenibile” ha continuato mons. Franco Appi, assistente ecclesiastico Icra, “occorre lottare contro una società individualista che porta alla frammentazione a favore di una società solidale e cooperativa, che vede nella famiglia il suo punto di forza”.