CHIESE IN BREVE" "
Spagna: le “24 ore che muovono il mondo””Manos unidas”, l’associazione della Chiesa cattolica in Spagna per l’aiuto, la promozione e lo sviluppo del Terzo mondo, celebra, per la prima volta, il 21 novembre le “24 ore che muovono il mondo” (#24hManosUnidas), un’azione globale di sensibilizzazione solidale che si svilupperà da questa settimana al 13 dicembre in 24 città spagnole, attraverso oltre 40 eventi diversi; 24 di queste iniziative si terranno proprio il 21 novembre in 15 città e una di esse, “Accendi la fiamma”, durerà 24 ore di seguito, lungo tutto il pianeta. Le iniziative di “24 ore che muovono il mondo”, pur avendo carattere locale svolgendosi concretamente in città spagnole, avranno anche un “respiro mondiale” grazie all’uso delle nuove tecnologie, in particolare di internet. Attraverso lo slogan “Tu puoi muovere il mondo”, Manos unidas cerca “il coinvolgimento responsabile di ogni persona per il cambiamento della società in senso solidale, necessario per avere un mondo più giusto per tutti”. Soprattutto con “Accendi una fiamma”, Manos unidas vuole ricordare “in maniera simbolica” la necessità “di lavorare uniti per lo sviluppo integrale di tutte le persone”. “Dal 20 novembre – spiega una nota dell’Associazione – un mare di luce percorrerà il mondo da est ad ovest, per arrivare la sera del 21 novembre a Madrid”. Infatti, in tutti i luoghi dove opera l’associazione, nelle parrocchie, nelle scuole, nei parchi, negli stadi, nei teatri, in luoghi significativi, si accenderà, in diverse fasce orarie, una candela, come a voler creare una traccia luminosa che unisce tutto il mondo. Portogallo, messaggio su lavoro e sfide eticheDall’11 al 14 novembre scorsi, si è riunita a Fatima l’assemblea plenaria della Conferenza episcopale portoghese (Cep), che ha visto la presenza anche del Nunzio apostolico, mons. Rino Passigato. Nel corso dei lavori i vescovi hanno approvato un Messaggio sulle “Sfide etiche del lavoro umano”, nel quale il mondo del lavoro è analizzato come uno dei più gravi problemi del Paese: “Il lavoro, essendo un dovere, è anche un diritto che deve essere esercitato dalla persona umana nelle condizioni di maggiore dignità”, si legge nel documento. “L’attuale recessione ha una dimensione europea globale; tuttavia, la crisi non è soltanto economica, ma anche etica, spirituale e umana. Alla sua radice si trova il tradimento del bene comune; è perciò necessario togliere centralità alla legge del profitto e della rendita, dando, invece, la priorità alla persona e al bene comune”. L’assemblea ha inoltre emanato una lettera pastorale intitolata “A proposito dell’identità di genere”, nella quale si critica “la rivoluzione antropologica in atto, con cui si tenta di mettere in secondo piano l’identità sessuale, quale condizione naturale e biologica, e di sostituirla con la costruzione di un’identità che ciascuno crea per se stesso, indipendentemente dal sesso di nascita”. Austria: Landau, “Caritas dev’essere scomoda”La Caritas Austria ha un nuovo presidente: è stato infatti eletto nei giorni scorsi Michael Landau, per molti anni direttore della Caritas dell’arcidiocesi di Vienna. Landau succede a Franz Küberl che ha ricoperto la carica per 18 anni e che continuerà a essere direttore della Caritas della diocesi di Graz-Seckau. Il passaggio ufficiale degli incarichi avverrà il 29 novembre. Nel ringraziare per la fiducia mostrata con la sua elezione, Landau ha sottolineato che “anche in futuro bisognerà vivere la solidarietà e l’amore per il prossimo nel lavoro quotidiano della Caritas e stare vicino alle persone ai margini della società e ai margini della vita, evidenziando le loro emergenze”, indipendentemente dal fatto “che si tratti di senzatetto in Austria o delle numerose vittime nelle Filippine, colpite in questi giorni dal tifone Haiyan”. La Caritas “deve essere scomoda”, ha affermato, poiché “deve mettere il dito nelle piaghe della società” testimoniando “amore per il prossimo senza compromessi”. Landau ha inoltre chiamato direttamente in causa la politica per la “lotta alla povertà e la sua prevenzione” che devono avere priorità anche nel programma di governo. Le sfide future potranno essere affrontate solo “se rimaniamo coesi e non dimentichiamo i più deboli”. Occorre perciò “sviluppare visioni”, comprendere “se vogliamo una società in cui sempre più persone non sanno più come affrontare da soli la vita quotidiana, o se vogliamo una società in cui le persone si prendano la responsabilità gli uni per gli altri”.