RASSEGNA DELLE IDEE" "

Sentinella e laboratorio” “

Chiesa in Europa: un libro-intervista con mons. Aldo Giordano

Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno più volte ricordato che la Chiesa cattolica è chiamata a offrire un “contributo specifico” alla crescita integrale dell’Europa. Pur essendo molto attenta alle questioni di carattere culturale, sociale e politico, la Chiesa è chiamata anzitutto ad annunciare il Vangelo, cioè ad annunciare una Presenza nella vita e nel pensiero degli europei: questo è il suo apporto specifico alla “casa comune”. Fra crisi e responsabilità. Mons. Aldo Giordano, dal 1995 al 2008 segretario generale del Ccee (Consiglio delle conferenze episcopali europee) e dal 2008 al 2013 Osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa, ribadisce in un libro-intervista a cura del giornalista Alberto Campoleoni che “un’altra Europa è possibile” proprio grazie al contributo specifico dei cristiani. Questa convinzione per mons. Giordano – che il 14 dicembre sarà consacrato vescovo e partirà per il Venezuela quale Nunzio apostolico – diventa il filo rosso che attraversa le duecento pagine del volume (“Un’altra Europa è possibile”, ed. San Paolo 2013), mettendo a confronto temi e problemi che stanno a cuore a chi riflette con onestà intellettuale sul compito e sul destino dell’Europa. “Siamo in un tempo di passaggio, di giudizio e di scelta, come indica l’etimologia greca della parola ‘crisi’. È un tempo affidato alla nostra responsabilità” e in questa situazione, afferma mons. Giordano, “la Chiesa è consapevole che la sua competenza non riguarda le soluzioni tecniche, politiche, economiche, sociali ma sa di avere il grave compito di essere ‘sentinella’, ‘coscienza sociale’, in quanto si sente ‘esperta’ di Dio e dell’uomo. Per questo la Chiesa richiede il diritto di stare nello spazio pubblico”. Ecco il richiamo al dibattito sulle radici cristiane dell’Europa, un confronto che nel suo cedimento alle ideologie ha rifiutato di considerare “i contenuti di fondo” della richiesta della Chiesa che non pretendeva certamente una “corsia preferenziale”. La vicenda ha posto in evidenza “l’ignoranza attuale del cristianesimo e la circolazione di troppe maschere del cristianesimo”. Così si è arrivati a minimizzare, se non a tollerare, la discriminazione nei confronti dei cristiani in Europa con la conseguente messa a rischio della libertà religiosa. Non smarrirsi nella storia. È più che mai necessario e urgente comprendere, ribadisce mons. Giordano, che il “primo compito come Chiesa in Europa è quello di indicare la stella per eccellenza: Gesù crocifisso e risorto. Da lui derivano anche le tracce per un cammino diritto, senza smarrimenti pericolosi a livello di storia”. La Chiesa, come la fede, non è un’astrattezza e neppure un fatto privato, ma una presenza nella storia e nella cronaca. Di conseguenza “un contributo importante della comunità dei credenti è proprio quello di creare nella società sempre nuovi laboratori di bene comune. In prima linea sono i laici cristiani chiamati a essere gli esperti della dottrina sociale della Chiesa e a essere protagonisti nella società con il loro competente impegno in politica, nel mondo del lavoro e nella società civile”. Per il laicato cattolico europeo un incoraggiamento e un appello che verranno ripresi l’anno prossimo con le Giornate sociale europee che seguono la prima Settimana sociale a livello continentale tenutasi a Danzica nel 2009. Progetto culturale e spiritualità. Per contribuire alla crescita dell’Europa, ad avviso di mons. Giordano, “ci sarebbe forse bisogno di un grande progetto culturale a livello europeo ispirato dal cristianesimo. Altrettanto urgente è il ritrovare l’unità tra i saperi contrastando la tendenza alla frammentazione”. L’impegno culturale, come qualsiasi altro impegno, non può però da solo rispondere alle domanda di identità e di futuro dell’Europa ed è per questo che Giordano sottolinea che per la Chiesa “la prima preoccupazione non deve tanto essere a livello di progetti o pianificazioni, quanto nel risvegliare nelle persone la nostalgia per l’infinito e la sua bellezza”. Il tempo della humilitas. Anche il pontificato di Francesco è nel cuore della riflessione di mons. Aldo Giordano che lo definisce “un fatto storico che invita l’Europa a pensarsi e a comprendersi da un altro punto di vista, da un’altra prospettiva”. Questo Papa sta dicendo all’Europa che “è giunto il tempo della humilitas, in cui deve ritrovare la sua grande tradizione ma anche riconoscere i propri tragici errori, il proprio smarrimento e interrogarsi seriamente sul contributo di cui ha bisogno da parte delle altre regioni del mondo”. Un’altra Europa è possibile? Certamente sì, conclude mons. Giordano, a patto che l’Europa non rimuova da se stessa il cristianesimo perché in esso sono “le radici dei nostri concetti più autentici di libertà, uguaglianza e fraternità” e “la nostra visione della dignità della persona umana”.