Ue: imprese e pubblica amministrazioneL’inefficienza della pubblica amministrazione “resta uno dei principali ostacoli alla competitività industriale e alla crescita economica”. Per questo “la Commissione ha fatto della riforma di questo settore una delle sue priorità in campo economico”. Sul tema si è svolto il 29 ottobre a Bruxelles un evento europeo, con un confronto tra politici, esperti, responsabili di amministrazioni pubbliche ed enti territoriali, inteso a “stimolare il dibattito su come rendere più efficienti e trasparenti le pubbliche amministrazioni in tutta Europa”. Alla conferenza è intervenuto lo stesso presidente della Commissione, José Manuel Barroso, con alcuni commissari. Sono stati posti in luce numerosi ostacoli a un contesto più favorevole al business e al miglioramento del rapporto tra imprese e “pubblico”. Dal lavoro svolto dalla Commissione per preparare l’incontro era emerso che in Europa “vi sono profondi squilibri strutturali” e “il divario di produttività rimane ampio, con Paesi gravati da fiscalità punitiva, limitata capacità d’innovazione, alti costi dell’energia, inadeguatezza del sistema infrastrutturale”; del resto “in molti Stati membri, l’inefficienza della pubblica amministrazione resta uno dei principali ostacoli alla competitività industriale e alla crescita”. Oltre a sottolineare i problemi concreti nei rapporti tra amministrazioni centrali o periferiche e imprese (piuttosto noti), sono state anche presentate delle esperienze e realizzazioni già in atto in taluni Stati. Ad esempio, per sfruttare al meglio i benefici dell’e-government, la Danimarca e il Regno Unito hanno adottato misure volte a fare della modalità online di erogazione di determinati servizi la procedura standard; per incrementare la prevedibilità e la certezza del diritto, Paesi Bassi, Slovacchia, Svezia e Regno Unito hanno attuato un sistema in base al quale tutte le modifiche normative entrano in vigore in un numero limitato di date prestabilite ogni anno; per ridurre il numero di nuove normative per le imprese, il governo del Regno Unito applica da gennaio 2013 la regola “una dentro, due fuori” (one-in, two-out), ossia per ogni nuova normativa che impone un nuovo onere quantificabile a carico delle imprese, una normativa esistente va abrogata o modificata per un risparmio pari al doppio del nuovo onere. Ancora: nel 2012 la Spagna ha avviato un regime di concessione “accelerata” delle licenze per i punti vendita al dettaglio. Premio “Carlo Magno”, l’Europa degli under30″Incoraggiare l’emergere di una coscienza europea fra i giovani e la loro partecipazione a progetti di integrazione europea”: è l’obiettivo del “Premio europeo Carlo Magno della gioventù”, bandito ogni anno dal Parlamento Ue e dalla Fondazione internazionale di Aquisgrana (Germania) che ne porta il nome. Le iscrizioni sono aperte per l’edizione 2014. Il concorso è rivolto ai giovani di età compresa tra i 16 e i 30 anni e il riconoscimento viene assegnato “a progetti, intrapresi da giovani, che favoriscano la comprensione, promuovano la costruzione di un sentimento comune dell’identità europea e diano esempi pratici di cittadini europei che vivono insieme come un’unica comunità”. I progetti premiati “non ottengono solo un riconoscimento internazionale” (premiazione ad Aquisgrana; invito al Parlamento europeo di Strasburgo), spiegano i promotori, ma anche un premio in denaro per finanziare i progetti presentati (tre assegni da 5mila, 3mila e 2mila euro). I vincitori di quest’anno sono stati “Europe on track”, progetto multimediale spagnolo; “Discover Europe”, concorso fotografico polacco; “The Story of my Life”, progetto di scambio in Estonia. Per informazioni e per partecipare al concorso: http://www.charlemagneyouthprize.eu. Giovani traduttori: concorso per le scuole”Un modo eccellente di promuovere l’apprendimento delle lingue e le opportunità professionali legate alla traduzione”, tenuto conto che “le competenze linguistiche sono un bagaglio importantissimo: ampliano la mente e possono accrescere l’occupabilità”. Androulla Vassiliou, commissaria per l’istruzione e la gioventù, ha presentato il 28 ottobre l’elenco delle 720 scuole presenti in tutti i Paesi Ue, che parteciperanno il 28 novembre al concorso “Juvenes Translatores”. Il concorso, riservato agli studenti della scuola secondaria (quest’anno partecipano gli alunni nati nel 1996), consiste in una prova che si svolge contemporaneamente nelle scuole selezionate di tutti gli Stati membri: “Oltre 3mila studenti metteranno alla prova la propria conoscenza delle lingue, calandosi nei panni di un traduttore professionista”, traducendo un testo da una delle 24 lingue ufficiali Ue verso una delle rimanenti 23 lingue. Le scuole partecipanti sono riportate nello spazio web http://ec.europa.eu/translatores.