CHIESE IN BREVE" "
A Kosice i vescovi cattolici di rito orientale”Evangelizzare la cultura – inculturare il Vangelo”. È il tema scelto per l’incontro annuale dei vescovi cattolici di rito orientale in corso a Kosice, in Slovacchia (17-20 ottobre), capitale europea 2013 della cultura, in occasione dei 1150 anni dell’arrivo dei Santi Cirillo e Metodio in terra slava. “A Kosice – spiega una nota del Ccee che sostiene l’incontro -, i vescovi rappresentanti 14 Chiese cattoliche di rito orientale in Europa” si confrontano “sul tema dell’evangelizzazione della cultura, anche attraverso una rilettura della missione evangelizzatrice dei Santi Cirillo e Metodio, dal punto di vista storiografico e delle sfide che pongono alla Chiesa oggi”. Tra i relatori si segnalano il cardinale Jozef Tomko, prefetto emerito della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, monsignor Cyril Vasil’, arcivescovo segretario della Congregazione per le Chiese orientali, l’esarca apostolico per i cattolici di rito bizantino in Grecia, monsignor Dimitrios Salachas. “Scopo dell’incontro”, afferma monsignor Milan Chautur, eparca (vescovo eparchiale) di Kosice, è interrogarsi sul tema dell’evangelizzazione delle culture moderne e dell’inculturazione del Vangelo, perché “il messaggio di amore e di verità sull’uomo che Cristo porta, pur rimanendo sempre lo stesso, possa essere accolto dagli uomini e le donne” del terzo millennio. All’incontro partecipa anche il cardinale Péter Erdõ, presidente Ccee. In Irlanda e Gran Bretagna reliquie di S. Antonio In occasione del 750° anniversario del ritrovamento della lingua incorrotta di Sant’Antonio, due reliquie del Santo stanno percorrendo, fino al 4 novembre, un lungo pellegrinaggio da Dublino a Londra. Il pellegrinaggio è iniziato nella Church of the Visitation of the Blessed Virgin Mary a Dublino con una Messa presieduta dal nunzio apostolico in Irlanda, l’arcivescovo Charles Brown, e dall’arcivescovo di Dublino Diarmuid Martin, primate d’Irlanda. Il pellegrinaggio proseguirà quindi per varie città. In seguito le reliquie giungeranno (per la prima volta nella storia) nell’Irlanda del Nord a Belfast. Dall’Irlanda del Nord il pellegrinaggio passerà in Scozia, a Glasgow. Il giorno successivo le reliquie verranno portate ad Aberdeen. Il pellegrinaggio proseguirà per Newcastle, Manchester, Liverpool e Chester. Dal 1° al 4 novembre le reliquie saranno presenti a Londra. Il 2 novembre Messa nella Westminster Cathedral presieduta dall’arcivescovo Vincent Nichols, primate d’Inghilterra e Galles. Il 4 novembre una reliquia del Santo verrà portata nel penitenziario di Pentonville. Il pellegrinaggio è stato organizzato dal Messaggero di Sant’Antonio in collaborazione con i frati irlandesi e inglesi. Austria: religiose e Caritas accolgono le prostitute I problemi del traffico di esseri umani e della prostituzione sono al centro di due azioni di sensibilizzazione che sono state promosse a Vienna il 17 e il 21 ottobre presso la Donaucitykirche. Anche la Chiesa austriaca partecipa alle attività a sostegno delle donne costrette alla prostituzione, per offrire loro la possibilità di una nuova vita: da sei mesi, infatti, esiste l’organizzazione “Solwodi” Austria (“Solidarity with women in distress” – Solidarietà con le donne nell’emergenza), supportata dalla Caritas Socialis, dall’ordine delle Salvatoriane, dalla Congregatio Jesu, dall’Istituto delle Francescane Missionarie di Maria, dalla Congregazione delle Sorelle misericordiose di san Vincenzo di Paoli e dalla Congregazione missionaria delle Serve dello Spirito Santo. Le religiose dei diversi ordini gestiscono inoltre una casa protetta in cui accolgono le donne sfuggite alla prostituzione, che possono vivere con i loro figli e tentare di cambiare vita. Dall’esperienza degli istituti religiosi a favore delle prostitute emerge che il 90% di esse subisce costrizione. Molte provengono dall’Ucraina e dalla Moldavia, numerose le prostitute appartenenti a famiglie rom dell’Europa orientale. Tra l’85 e il 90% delle prostitute in Austria è costituito da immigrate, alle quali viene sottratto dalla malavita organizzata il passaporto all’arrivo nel Paese, cui seguono intimidazioni, minacce, l’asservimento e il divieto di avere contatti con la famiglia di origine. Le religiose di “Solwodi” non operano nelle strade ma collaborano con diverse organizzazioni che indirizzano le donne al centro per essere aiutate. Le donne vengono ospitate nella casa protetta in modo anonimo ma devono tenere segreto il luogo in cui sono alloggiate.