CHIESE IN BREVE

Lussemburgo, Danimarca, Svizzera

Elezioni in Lussemburgo: documento dei cattolici
“Riflessioni sul rinnovamento della società”: è il titolo di un corposo documento contenente 11 proposte che il Consiglio diocesano dei cattolici e la Commissione “Justitia et Pax” del Lussemburgo hanno preparato “per contribuire al dibattito nel quadro delle elezioni legislative anticipate del 20 ottobre prossimo”. I cattolici chiedono innanzitutto ai partiti politici “di presentare adesso una visione globale” che risponda alle crisi economiche, politiche e sociali attuali. La logica che i cattolici propongono è quella del “fare meglio, senza distruggere le risorse e cercando un benessere per tutti” e “fare insieme, con gli altri, senza rassegnarsi al ciascuno per sé”. Gli 11 temi elencati fanno riferimento ai quattro pilastri della dottrina sociale della Chiesa cattolica, e su ognuno il documento avanza richieste precise. Si parte dal rispetto incondizionato della dignità umana, per cui si chiede ad esempio che le questioni ad essa legate non siano in alcun caso subordinate a interessi economici; si parla di diritto alla libertà religiosa e al suo esercizio (“la nostra società deve sviluppare una nuova cultura della tolleranza e della diversità, che si traduce in particolare con l’accesso all’insegnamento religioso”). Riguardo alla famiglia si chiede “una fiscalità adatta alle nuove situazioni familiari monoparentali o ricomposte che tuteli il bene dei bambini”; si toccano poi l’equilibrio tra tempi sociali e professionali, l’accesso ai beni di prima necessità e all’alloggio, le politiche energetiche, la giustizia sociale e ambientale, la finanza etica, con la richiesta ad esempio che venga istituita la tassa sulle transazioni finanziarie. E poi ancora si chiede che la coesione sociale sia elemento trasversale delle politiche, che si “continui e approfondisca” l’avventura europea “re-immaginando un progetto comune federatore”.

Danimarca, una “missione” tra i senzatetto
“Negli ultimi anni è diventato chiaro che vi è un numero crescente di senzatetto cittadini Ue per le strade di Copenaghen”, denuncia Missionen blandt Hjemløse (Missione tra i senzatetto) un’organizzazione sociale religiosa che lavora a Copenaghen dal 1893. “Sono persone altamente vulnerabili” perché spesso piegate da problemi di dipendenza o malattia psichica, oltre che dalla povertà. Il problema è che “i migranti europei senza casa, senza lavoro e la possibilità di guadagnarsi da vivere non sono coperti dalla legislazione danese”, spiega l’associazione, perché non hanno un numero di assicurazione sanitaria. Mentre l’autunno avanza, sono stati contati circa 200 senzatetto a Copenhagen provenienti da Romania, Bulgaria, Polonia e Lituania e Lituania. “Crediamo che sia assolutamente necessario avere una strategia e una migliore professionalità e attenzione per affrontare i più vulnerabili migranti dell’Ue, permettendo loro di ottenere le cure di base in Danimarca”, fa appello Gitte Frydensbjerg, responsabile della Missionen blandt Hjemløse. A questa richiesta si aggiunge anche quella di Udenfors, una ong danese impegnata nel sociale, che il 12 settembre ha incontrato la Commissione parlamentare per l’immigrazione. Il responsabile per il progetto dei senzatetto, Bibi Agger, ha invitato ad approfondire la “conoscenza dei migranti senza casa, fondamentale per qualificare l’azione futura in un settore dominato da miti e stereotipi: avere un approccio più mirato evita di mantenere migranti dell’Ue senzatetto per le strade con gravi conseguenze sociali, psicologiche e di salute”.

Svizzera: attenzione dei vescovi agli ultra 85enni
“Un tempo per tutti” è il titolo della campagna svizzera di sensibilizzazione sull’importanza delle persone “molto anziane” (85-100 anni), partita con la recente Giornata internazionale dell’anziano. Promotori sono le Chiese svizzere e l’associazione Pro Senectute. “Nella nostra società, le persone che hanno raggiunto un’età cosiddetta ‘fragile’ sono in gran parte invisibili e spesso associate a tematiche negative: il degrado fisico, l’aumento dei costi di assistenza sanitaria o finanziamenti pensionistici sempre più difficili”, ricordano i vescovi. La campagna vuole invece presentare “altri aspetti della ‘grande anzianità’, facendo parlare persone oltre gli 85 anni: come le persone nella quarta età vivono il quotidiano? Quali difficoltà devono affrontare? Di che aiuto hanno bisogno? Quali esperienze possono trasmettere ai più giovani?”, spiegano gli organizzatori. “La campagna mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che la senilità è parte della vita, come l’infanzia, la gioventù e la vita professionale attiva”, scrivono ancora i vescovi.