SLOVACCHIA
A Bratislava fervono i preparativi per accogliere la plenaria Ccee
Dal 3 al 6 ottobre Bratislava ospiterà l’Assemblea plenaria annuale dei presidenti delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee). Nella capitale slovacca sono in corso fervidi preparativi, mentre viene posto l’accento sul panel di relatori e sul loro atteso contributo al tema dell’importante incontro: “Dio e lo Stato: l’Europa fra laicità e laicismo”. Gli stessi preparativi sono contrassegnati dagli intensi sforzi del laicato locale nei confronti dello Stato e della società.
Sulle orme dei santi Cirillo e Metodio. “Per la Chiesa in Slovacchia questo incontro è un grande onore, consentendo di accogliere i rappresentanti dei fedeli di tutta Europa. Ci offre l’occasione per ringraziarli per il sostegno spirituale e materiale che hanno dato alla nostra Conferenza episcopale e a tutta la Chiesa cattolica in Slovacchia”, dichiara l’arcivescovo Stanislav Zvolenský, primate dei vescovi cattolici del Paese. Secondo il prelato, è simbolico che Bratislava ospiti l’evento affrontando il tema dell’evangelizzazione in un mondo secolarizzato nell’anno giubilare dei Ss. Cirillo e Metodio, i grandi evangelizzatori che, di fatto, 1150 anni fa hanno portato la fede cristiana alle nazioni slave. Come spiega a SirEuropa, il tema principale dell’assemblea plenaria “va a toccare in profondità il modo di pensare delle persone in Slovacchia”, dove – secondo i risultati dell’ultimo censimento del 2011 – il 71,7% degli abitanti afferma di appartenere a una confessione cristiana, fra cui 62% cattolici latini e 3,8% greco-cattolici. “La scelta del tema rappresenta una sfida fondamentale per i fedeli, che sono costantemente in contatto con le istituzioni secolari, essendo il sistema statale al primo posto per loro”, commenta mons. Zvolenský, sottolineando che da questo contatto nasce un invito ai laici cattolici a essere attivi nella vita pubblica e seguire la propria coscienza “per diffondere i valori del Vangelo e l’insegnamento della Chiesa”.
Una voce da ascoltare e considerare. Le parole del presidente della Conferenza episcopale sono oggi più attuali che mai in Slovacchia, spiegano i membri slovacchi dell’équipe organizzativa dell’assemblea plenaria, soprattutto per quanto riguarda la Strategia nazionale per la protezione e il sostegno dei diritti umani che è in fase di preparazione da parte del Consiglio del governo per i diritti umani, le minoranze etniche e l’uguaglianza di genere. La sua approvazione, prevista per il 4 settembre, è stata rinviata a giugno 2014, a causa di numerosi appelli depositati dai rappresentanti della Chiesa cattolica e di 69 organizzazioni non governative – prevalentemente cristiane – per chiedere alle autorità di prestare maggiore attenzione al “diritto del nascituro alla vita, al diritto all’obiezione di coscienza, ai diritti dei genitori, al diritto alla libertà religiosa e alla libertà di espressione”. Il dibattito si sta avviando a tutti i livelli della società e si potrebbe dire, con un po’ di enfasi, che la voce di Dio sta cominciando a essere ascoltata in mezzo al secolarismo.
I laici, missionari di valori. “Il ruolo del laicato cattolico è insostituibile nella società. Grazie a loro, i valori cristiani, soprattutto la necessità di proteggere la vita, la famiglia e il matrimonio, si fanno più visibili. Testimoniano nella loro vita di tutti i giorni che è possibile vivere in sintonia con il Vangelo in ogni ambiente, e questo è molto prezioso”. Così Anton Ziolkovský, segretario esecutivo della Conferenza episcopale della Slovacchia, commenta l’importanza dell’impegno del laicato cattolico. I membri dell’équipe organizzativa slovacca della Plenaria Ccee credono che questa sia una questione chiave per la Chiesa cattolica anche in altri Paesi europei, e auspicano che l’assemblea dei vescovi dell’Europa offra un incoraggiamento e nuovi impulsi per il lavoro in questo settore. Lo zelo dei cattolici è davvero visibile: il 22 settembre, 70mila fedeli hanno partecipato alla Marcia nazionale per la vita, a Koice, per dire il loro “sì” alla tutela della vita umana e della sua dignità, mostrando al resto della società che non intendono rimanere in silenzio sulle questioni cruciali dell’esistenza.
Incoraggiamento dalla Santa Sede. Parole di incoraggiamento in questa direzione sono venute anche dal rappresentante della Santa Sede, il nunzio apostolico mons. Mario Giordana, il quale sostiene che oggi la società in Europa e nel mondo, “imbevuta dello spirito del secolarismo, nella sua lotta contro la fede e il messaggio cristiano, sta perdendo il senso fondamentale dei valori umani naturali e si rifiuta di comprenderli come norme di comportamento”. Così, la Slovacchia si sta preparando per la plenaria del Ccee in tutte le direzioni, sperando di progredire su questo cammino difficile ma bello che – secondo Jozef Kováèik, portavoce della Conferenza episcopale – appare “inevitabile in futuro”, con un impatto sul cuore stesso dell’umanità.
a cura di Danka Jaceckova – Sir Europa (Bratislava)