EDITORIALE" "
Cittadini europei: responsabilità e prospettive a 20 anni da Maastricht
Il rapporto dei cittadini con l’Unione europea resta problematico, anche 20 anni dopo l’introduzione della cittadinanza dell’Unione con il trattato di Maastricht. I diritti legati alla cittadinanza – il diritto alla libertà di movimento e di libera scelta della residenza all’interno dell’Ue, di studiare in un altro Paese Ue e di prendere lì parte alle elezioni a livello locale o anche il diritto all’assistenza consolare in nazioni al di fuori dell’Ue da parte dei rappresentanti degli altri Stati membri… – non sono ancora fissati saldamente nella consapevolezza dei cittadini.La lontananza, l’originalità e la complessità del sistema di governo comunitario, la diffusa mancanza di familiarità con le persone che se ne occupano, il resoconto inadeguato e selettivo da parte dei mezzi di comunicazione di quanto avviene a Bruxelles e Strasburgo, l’internazionalità e altri fattori ancora che incidono sulla psicologia dei cittadini pongono quasi delle barriere tra le persone, le istituzioni e gli organismi dell’Unione.Queste barriere possono essere superate soltanto attraverso una migliore conoscenza del funzionamento delle istituzioni europee e una migliore comprensione del loro lavoro. Ciò richiede un costante flusso d’informazioni e la comunicazione tra il cittadino e le istituzioni. A ciò servirà anche l’Anno europeo dei cittadini proclamato dal Parlamento europeo per questo 2013 ma che va oltre un tempo di 12 mesi.Naturalmente, i cittadini possono avere la pretesa verso le istituzioni europee (e anche verso le autorità pubbliche competenti degli Stati membri) di essere informati su progetti e decisioni che sono per loro importanti. Gli stessi cittadini devono però cercare da sé le informazioni importanti per loro. Sui mass media tradizionali e soprattutto su internet si possono trovare tutte le informazioni utili, a condizione che vi sia un interesse adeguato. Il più necessario degli sforzi è di imparare a capire il ruolo e la funzione svolta dalle diverse istituzioni, in quale relazione stanno fra loro e come interagiscono con gli Stati Ue per modellare la vita dell’Unione.Il sistema politico dell’Ue è una costruzione originale, che differisce in modo significativo dai sistemi di governo degli Stati nazionali che formano l’Unione, anche se alcune sue istituzioni sono simili a quelle degli Stati membri. Questo è particolarmente vero per il Parlamento europeo, che è il frutto della libera scelta dei cittadini. Composto da delegati provenienti da tutti gli Stati membri e tutte le regioni e da rappresentanti di tutti gli orientamenti politici, il Parlamento, in quanto rappresentante dei popoli d’Europa, contribuisce in modo significativo alla legittimità dell’Unione. Attraverso la sua costante ricerca di un consenso praticabile esso è anche un importante fattore d’integrazione. Inoltre, il Parlamento europeo è legislatore: insieme al Consiglio dei ministri europeo, composto dai rappresentanti dei governi degli Stati membri, egli ne rappresenta gli interessi. Per varare una legge, il Consiglio dei ministri e il Parlamento devono essere d’accordo.Questa caratteristica esprime il fatto che l’Ue non è solo un’unione di Stati, ma è anche un’unione di cittadini. Questa doppia natura è messa in evidenza dalla regola della doppia maggioranza in seno al Consiglio dei ministri: per prendere una decisione è necessaria la maggioranza degli Stati membri, ma anche la maggioranza dei suoi abitanti, cioè dei cittadini.Il Parlamento e il Consiglio dei ministri sono incaricati di legiferare sulla base delle proposte che la Commissione europea formula. La Commissione ha il “monopolio” della proposta legislativa, dal momento che rappresenta l’interesse di tutti, cioè l’interesse della Comunità.Inoltre, attraverso il Comitato economico e sociale europeo, in cui sono raccolte le forze vive in campo economico e sociale, cioè i rappresentanti di organizzazioni della società civile, e attraverso il Comitato delle regioni, che riunisce i rappresentanti delle autorità territoriali, cioè le autorità locali e regionali, le idee, le esperienze, gli interessi e le preoccupazioni dei cittadini vengono trasferiti nelle normative.Un compito particolare nell’interesse dei cittadini è affidato al Mediatore, eletto dal Parlamento europeo, che si occupa delle denunce riguardanti casi di cattiva amministrazione nell’operato delle istituzioni ed organi dell’Unione e garantisce che le irregolarità vengano eliminate.La consapevolezza del ruolo dei cittadini nel processo d’integrazione europea e, di conseguenza, la consapevolezza che questo ruolo meriti un’espressione adeguata nel sistema istituzionale dell’Unione europea, è andato crescendo negli ultimi venti anni. Il Trattato di Lisbona (2009), con l’Iniziativa dei cittadini europei, ha finalmente creato uno strumento importante per la partecipazione attiva dei cittadini.Nell’ambito dell’integrazione politica, economica e sociale in atto all’interno dell’Unione europea, i cittadini sono progressivamente coinvolti in questo processo. Sta quindi a loro di approfittare delle opportunità esistenti e di partecipare a plasmare il futuro.