GERMANIA" "
La cancelliera uscente in pole position per le elezioni del 22 settembre
Dopo la netta vittoria del 15 settembre – sfiorando la maggioranza assoluta dei consensi – nelle elezioni in Baviera del governatore uscente Horst Seehofer dell’Unione cristiano sociale (Csu), partito gemello dei Cristiano democratici (Cdu) della cancelliera Angela Merkel, e la pesante sconfitta del Partito socialdemocratico (Spd) all’opposizione nel Land, si prefigurano scenari nuovi per le elezioni del parlamento nazionale tedesco – Bundestag – di domenica 22 settembre. Infatti il Partito liberale (Fdp), alleato della Merkel a livello federale, non entrerà nel parlamento regionale bavarese, e se si ripetesse il risultato anche al Bundestag di Berlino, un’eventuale riconferma della attuale coalizione moderata Cdu-Csu-Fdp non si potrebbe realizzare, aprendo forse nuove vie per il governo della Germania. Massimo Lavena per Sir Europa ha sentito in proposito Christa Langen-Peduto, giornalista della “Augsburger Allgemeine Zeitung”, nota vaticanista, sulle prospettive elettorali in Germania e sulla partecipazione cattolica alla vita politica tedesca. Quali possono essere le prospettive di un’eventuale riconferma della cancelliera Merkel?”La maggioranza degli elettori tedeschi è molto favorevole ad Angela Merkel, e le elezioni in Baviera hanno fatto vedere che proprio la Cdu, come la Csu bavarese, stanno vincendo. Il problema della Merkel è che il suo partner a Berlino, i liberali della Fdp, potrebbe non arrivare al 5% dell’elettorato: non superando lo sbarramento previsto essi rimarrebbero fuori dal Bundestag. Alla Merkel viene prospettato il 40% dei voti, quindi non è escluso che dovrà cercare un nuovo partner di governo. La Cdu, se i liberali non dovessero farcela, tenterebbe dunque la ‘grande coalizione’ con i socialdemocratici”. I cattolici tedeschi e il governo federale hanno avuto diversi punti di confronto su vari temi etici e morali in questi ultimi anni. Quali possono essere le domande dell’elettorato cattolico al futuro governo?”Dal punto di vista etico, la Cdu e la Fdp non sono molto diversi: i temi cari alla Chiesa cattolica, come la difesa del matrimonio e della vita, la non contraccezione, non sono ‘abbracciati’ dai partiti. In Germania c’è sempre stata una distinzione tra religione e Stato, tra fede e politica. In Baviera la situazione è differente, perché la popolazione è in gran parte cattolica e quindi i cristiano-sociali si sentono molto più vicini alla Chiesa, e la stessa Csu accetta mal volentieri una certa ‘tolleranza’ diffusa nel partito Cdu sui temi eticamente sensibili”. Quale spinta sociale arriva oggi dalla Chiesa e dai fedeli tedeschi alla vita nazionale?”La Chiesa è stimata, anche da parte dello Stato, per il suo grande impegno sociale in asili, scuole, ospedali. Ci si rende conto che senza l’appoggio della Chiesa per lo Stato sarebbe ben difficile mantenere il livello sociale che si riscontra nel Paese”. Nel Paese sono presenti sia la chiesa cattolica che quella evangelica. E si ravvisa un dialogo tra le due confessioni su varie tematiche, anche in vista del cinquecentenario della Riforma di Lutero, nel 2017. Qual è la situazione su questo versante?”Io non vedo particolari difficoltà nel cammino delle chiese cristiane in vista di questo avvenimento, perché è un Giubileo della Chiesa evangelica, ugualmente ricordato dai cattolici. E non vi saranno, credo, problemi: anzi il cinquecentenario, dal punto di vista delle due chiese, è considerato un avvenimento importante nell’ambito dell’ecumenismo. Le due grandi chiese cristiane tedesche hanno molti progetti insieme, collaborano e continueranno su questa via. In Germania l’ecumenismo è molto forte a livello ‘popolare’, parrocchiale, e ha successo proprio per questo”. Torniamo ai temi più squisitamente politici. Parlamento e governo uscenti hanno affrontato di recente il dibattito sulle decisioni verso i profughi delle crisi medio orientali, in particolare della Siria. Quale potrà essere l’evoluzione del ruolo della Germania anche in riferimento ai richiedenti asilo?”Sicuramente i liberali erano fino ad ora meno disposti ad accogliere profughi, mentre i socialdemocratici hanno sempre promosso l’accettazione dei profughi in Germania. Se, dopo le elezioni del 22 settembre, dovesse crearsi una ‘grande coalizione’ tra cristiano democratici e socialdemocratici, si riscontrerebbe un’evoluzione positiva per quanto riguarda l’accoglienza dei profughi e dei richiedenti asilo”.