CAMPAGNA ''UNO DI NOI''
Superato il milione di firme. Appuntamento europeo on line il 22 settembre
“Il traguardo minimo di un milione di firme è stato superato la scorsa settimana e siamo già arrivati a oltre un milione e 50mila firme, ma l’impegno continua. Non possiamo accontentarci di questo risultato. Abbiamo ora due obiettivi: andare molto oltre il milione e far sì che tutti i 28 Paesi europei raggiungano almeno il loro minimo” di sottoscrizioni. Così Carlo Casini, eurodeputato, presidente del Comitato italiano “Uno di Noi”, una delle “anime” europee dell’Iniziativa pro-life, sintetizza l’impegno per la tutela dell’embrione umano in atto con la raccolta di firme su scala continentale chiamata appunto “Uno di Noi”. Il ruolo dell’opinione pubblica. Della campagna si è parlato molto in Italia in occasione della “Settimana sociale dei cattolici italiani”, che si è tenuta a Torino dal 12 al 15 settembre con oltre 1.200 partecipanti in rappresentanza di clero, religiosi e laici, diocesi, associazioni e movimenti cattolici. Un apposito stand collocato nella piazza del Teatro Regio ha permesso la raccolta di firme sia tra i partecipanti al raduno cattolico, sia tra i cittadini torinesi che visitavano l’area espositiva all’aperto. È così emerso che, benché in corso da qualche mese, la campagna di raccolta firme non è molto conosciuta tra l’opinione pubblica, perché – ha notato Casini – “non tutti i mezzi di comunicazione sociale hanno risposto all’appello di far conoscere questa raccolta firme che vuole difendere la vita, tutelando l’embrione umano dal rischio di manipolazioni e distruzioni. Oltretutto il sostegno dei mass media sarebbe dovuto perché si tratta di una libera iniziativa di noi cittadini europei, trasversale e democratica, con la partecipazione di tutti coloro che hanno a cuore la vita umana fin dal suo inizio”. Cosa chiede “Uno di Noi”. Essenzialmente “Uno di Noi” chiede alla Commissione europea di farsi protagonista promuovendo una normativa comunitaria per la tutela del concepito e la ricerca scientifica a favore della vita, della salute pubblica e dello sviluppo. “Tutto ciò – prosegue Casini – senza sacrificare gli embrioni umani, anzi tutelandoli ancora di più in quanto sappiamo che sono già ‘uno di noi’, come dice il titolo che abbiamo scelto per la campagna”. Il presidente del Comitato italiano ricorda ancora che “la Corte europea di giustizia definisce l’embrione umano come l’inizio dello sviluppo dell’essere umano. Quindi a questo riconoscimento dovrebbe fare seguito un analogo disegno di tutela, specie di fronte a usi anomali degli embrioni per finalità economiche o di ricerca scientifica”. Un altro aspetto che fa da sostegno alla campagna europea è che una volta riconosciuto il valore dell’embrione umano, ne potrà venire di conseguenza anche la sua tutela giuridica ai più diversi livelli, delle diverse legislazioni nazionali e della cornice del diritto europeo condiviso a livello delle istituzioni comunitarie. Come firmare entro il 31 ottobre. I dati più significativi degli ultimi giorni per quanto riguarda la raccolta firme nei diversi Stati europei riguardano la Germania che ha superato nettamente il proprio minimo raccogliendo oltre 83mila firme. La Romania continua con un impegno considerevole (oltre 69 mila firme, al 278% rispetto al minimo). L’Italia mantiene il suo slancio avendo raggiunto i 370mila firmatari, un primato europeo, seguita dalla Polonia che ha toccato quota 165mila. Ora l’attenzione si concentra sulla scadenza del 31 ottobre per la raccolta firme mentre in ogni nazione si moltiplicano le iniziative più diverse: dai raduni associativi e di movimenti, agli incontri ecclesiali, dai pellegrinaggi a un evento che accomunerà tutte le nazioni, il “clic day” europeo di domenica 22 settembre, durante il quale si promuoverà una speciale raccolta di firme via internet sul sito www.oneofus.eu. Questa modalità di firma appare la più semplice, perché consente – in pochi passaggi – di compilare i campi indicati, compresi quelli essenziali del documento di identità valido, e così aggiungere il proprio “voto” a “Uno Di Noi”. I diversi comitati nazionali della campagna, i cui responsabili si sono riuniti nella giornata di martedì 17 a Bruxelles per fare il punto della situazione, sottolineano comunque la validità della raccolta firme per via cartacea, perché consente un contatto diretto tra gli animatori e le persone interessate, rendendo più consapevole la scelta di firmare grazie al coinvolgimento personale e diretto.