CHIESE IN BREVE" "

Portogallo, Spagna, Inghilterra-Galles

  Portogallo: la voce dei vescovi sul mondo del lavoroI vescovi portoghesi hanno annunciato che durante la loro prossima Assemblea plenaria, che si riunirà a Fatima dall’11 al 14 novembre, presenteranno un documento sul mondo del lavoro, con l’intento di “analizzare il contesto della disoccupazione e della grave crisi socioeconomica in cui si trova il Paese”. Al termine del recente Consiglio permanente della Conferenza episcopale portoghese (Cep), padre Manuel Morujão ha affermato che “il lavoro costituisce un vettore fondamentale nella generazione di circuiti virtuosi che consentano di superare l’attuale congiuntura negativa”, rivelando che durante l’incontro consigliare “i vescovi hanno già cominciato a elaborare un messaggio sul lavoro umano, considerato come elemento essenziale per la risoluzione della crisi”. Rispondendo, inoltre, ad alcune domande dei giornalisti circa la possibilità di ulteriori tagli riguardanti le pensioni dei dipendenti statali, il portavoce Cep ha detto che i responsabili cattolici stanno accompagnando con attenta preoccupazione la situazione di tutti i lavoratori: “La Chiesa si sente vicina a tutti quelli che stanno sperimentando più duramente le conseguenze dell’impoverimento generale, ma considera una priorità difendere coloro che si trovano in condizioni di povertà e di miseria, i quali dovrebbero essere aiutati a superare i limiti di una mera sussistenza”. “Appoggiare i più bisognosi è una missione che spetta particolarmente a chi governa, ma concerne tutte le forze sociali: nessuno può sostenere che questo problema non lo riguardi”, ha concluso padre Morujão, sottolineando l’importanza della promozione di una sincera cultura di solidarietà sociale. Spagna, corso on line su dialogo scienza-fedeLa facoltà di Teologia di Catalogna, con il patrocinio del Pontificio Consiglio della cultura del Vaticano, avvia, a partire del mese di ottobre, “Scienza e fede”, il primo corso on line sul dialogo tra la scienza e la fede. Il corso ha come obiettivo la comprensione della teologia, facilitando nel contempo i riferimenti etici presenti nella scienza per fare di essa un servizio alla gente. In particolare, attraverso il corso si cerca – secondo i promotori – di “affrontare le questioni più delicate del dialogo teologia e scienza, fornendo le basi filosofiche, teologiche e scientifiche per realizzare un dialogo costruttivo e serio”. Nel primo anno di corso si parlerà di Galileo, del metodo scientifico, di teologia e verità, dell’evoluzione cosmologica del nostro universo, delle teorie sull’evoluzione biologica, della teologia della creazione, di Gesù e l’evoluzione cosmica, del nuovo concetto di “creazione evolutiva”. Il corso si rivolge soprattutto alle persone che hanno un ruolo formativo dentro la Chiesa come docenti di scuole cattoliche, sacerdoti, religiosi o catechisti, sebbene sia aperto a tutti quelli che desiderano partecipare. La maggior parte dei professori esercitano come docenti nella facoltà di Teologia e in quella di Filosofia della Catalogna, nell’Università autonoma di Barcellona, e presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Per maggiori informazioni: www.scienceandfaithbcn.com. In Inghilterra il Forum per la giustizia criminaleErano oltre venti le charities e i progetti di comunità presenti la scorsa settimana nella cattedrale di St. George, nel sud di Londra, al lancio del nuovo “Forum per la giustizia criminale”. Parlando ai cattolici impegnati nelle prigioni, che si riuniranno quattro volte all’anno nel nuovo organismo, il vescovo Richard Moth, responsabile per le prigioni, ha parlato dell’importanza di “mettere in pratica la dottrina sociale della chiesa così che coloro che sono stati toccati dal crimine possano trovare un posto di redenzione”. In Inghilterra e Galles la chiesa cattolica è impegnata per aiutare le vittime del crimine e i responsabili operano attraverso charities come San Vincenzo, “Pact”, “Comitato irlandese per i prigionieri fuori dalla Gran Bretagna”, Associazione cattolica per la giustizia razziale. La chiesa stessa si batte da sempre per migliori condizioni di vita nelle celle sempre molto affollate. Ricordando l’appello dei vescovi di dieci anni fa affinché il sistema penitenziario dia una opportunità a chi è carcerato di trasformare la propria vita, Helen O’Brien, direttrice generale del “Caritas Social Action Network”, l’organizzazione che raccoglie le diverse charities, ha detto che “associazioni e cappellani vedono gli stessi problemi e danno voce alle medesime preoccupazioni”. “La chiesa non soltanto riduce la criminalità alimentando la responsabilità morale e costruendo un senso di comunità”, ha detto ancora O’Brien, ma “aiuta anche le vittime sostenendo le loro famiglie e raggiungendo i responsabili dei crimini”.