CCEE" "
Un quadro delle Chiese del continente sul periodico “Litterae communionis”
È dedicato all’esortazione apostolica “Ecclesia in Europa” di Giovanni Paolo II l’editoriale che apre l’ultimo numero di “Litterae communionis”, il report curato dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) con fatti e notizie che hanno costellato la vita delle chiese europee negli ultimi mesi. “Il nostro – si legge nell’editoriale – è un tempo pieno di promesse, ma spesso anche d’illusioni che portano alla delusione. Manca una speranza solida. Tutta l’esortazione apostolica del Papa è stata centrata sulla speranza e il bisogno di speranza del nostro continente. Non una qualunque speranza, ma sulla speranza cristiana che ha un nome: Gesù Cristo”. “Litterae communionis” nasce con questo spirito, come “segno” di uno “scambio di doni”. “La vita della Chiesa in Europa non è sicuramente limitata a quello che le Conferenze episcopali fanno. Tante realtà vive, tante diocesi, parrocchie, movimenti, comunità, gruppi sono testimoni reali della presenza di Gesù. Persone e comunità cristiane che sono protagonisti della fede e della vita fanno vedere che anche in un ambiente avverso lo Spirito Santo soffia”. Prossimi appuntamenti. Come sempre fitta l’agenda degli appuntamenti e delle iniziative in cui sono impegnati i vescovi europei. L’Assemblea plenaria del Ccee – organismo che raccoglie i presidenti delle 33 Conferenze episcopali in Europa, gli arcivescovi di Lussemburgo, Principato di Monaco, di Cipro dei Maroniti, l’eparca di Mukachevo (Ucraina) e il vescovo di Chiºinãu (Moldova) – si terrà quest’anno a Bratislava dal 3 al 6 ottobre. Sempre in Slovacchia, a Kosice, si terrà l’incontro dei vescovi di rito orientale dal 17 al 20 ottobre. Negli ultimi mesi del 2013 si svolgeranno l’incontro dei vescovi responsabili per la pastorale della carità (Trieste dal 4 al 6 novembre) sul tema “Fede e testimonianza della carità” e l’incontro dei direttori nazionali della pastorale dei migranti (dal 2 al 4 dicembre a Malta), con il titolo: “La pastorale per i migranti e i rifugiati tra integrazione e inclusione”. Interessante anche l’agenda ecumenica: la prossima joint committee Ccee-Cec sarà ad Hannover dal 17 al 19 febbraio 2014 mentre il IV Forum cattolico ortodosso si terrà a Minsk dal 2 al 6 giugno 2014 intorno al tema “Essere cristiani in Europa nel tempo del secolarismo”. Incontro dei consiglieri giuridici. Il lavoro del Consiglio d’Europa, in particolare nel campo giuridico, è stato al centro dell’incontro dei consiglieri giuridici delle Conferenze episcopali che si sono incontrati per la prima volta a Strasburgo dal 12 al 14 settembre per approfondire la loro conoscenza delle istituzioni europee, discutere e “condividere insieme ad alcuni funzionari di Strasburgo la comune preoccupazione per il vero bene, spirituale, politico e sociale delle persone del continente”. Oltre trenta delegati, rappresentanti ventidue Conferenze episcopali in Europa, hanno risposto all’invito del Ccee. Nell’anno in cui si sono svolte in varie parti dell’Europa numerose celebrazioni per ricordare i 1700 anni dell’Editto di Milano, un posto speciale nella riflessione di Strasburgo è stato assegnato anche al tema della libertà religiosa nelle sue varie sfaccettature (libertà di coscienza, libertà di espressione, libertà dell’educazione confessionale). In varie occasioni, i partecipanti hanno invitato il Consiglio a farsi sempre più promotore della tutela della libertà religiosa. Focus sulla Chiesa in Olanda. L’Olanda, come altri Paesi europei, si sta confrontando con la grande sfida dell’abbandono dei fedeli. Negli ultimi anni poi – si legge nel notiziario Ccee – la Chiesa è stata colpita da un’ondata di notizie negative, in modo particolare la pubblicazione della relazione finale della commissione Deetman riguardante l’abuso sessuale di minori nella Chiesa olandese. “Lo scandalo degli abusi sessuali – si legge nel report – richiede la ricerca della verità per ottenere la purificazione e il rinnovamento e la giustizia per le vittime. Solo in questo modo la fiducia può essere lentamente riacquistata”. “Ciò che conta ora è una fede vissuta personalmente. Ecco perché nelle parrocchie si rinnovano la comunicazione della fede e la catechesi. Le ricche sorgenti della nostra fede devono fluire di nuovo. I nostri vescovi invocano un cattolicesimo vivente: aperto a tutte le domande della cultura contemporanea, ma al tempo stesso con una chiara identità”.