CHIESE IN BREVE

Spagna, Italia, Repubblica Ceca

Spagna: prepararsi al matrimonio
Le diocesi della Galizia, in Spagna, promuovono insieme il corso di formazione in matrimonio e famiglia (Cfmf), iniziativa che partirà nei prossimi mesi e che vuole riflettere e approfondire la vocazione all’amore del matrimonio e alla sua sacramentalità cristiana. Il corso nasce per affrontare, da una visione integrale dell’uomo alla luce della fede, la questione dell’amore. Approfondire la verità dell’amore è, dunque, l’obiettivo di questo corso, rivolto a coppie, sacerdoti, famiglie e altri operatori di Pastorale familiare. Perciò, la vocazione all’amore sarà presente in ogni appuntamento, per aiutare a scoprire sempre più il significato di quanto afferma l’enciclica “Gaudium et Spes”: “L’uomo, la sola creatura che Iddio abbia voluto per se stesso, non può ritrovarsi pienamente se non attraverso un dono sincero di sé”. Il Cfmf è un progetto che nasce dalla Galizia ed è per la Galizia, spiegano gli organizzatori. Perciò, cerca di offrire alle famiglie e alle coppie che desiderano partecipare tutte le facilitazioni possibili per renderlo possibile: una periodicità e un orario che risultino accettabili, l’attenzione ai figli, la vicinanza geografica per tutte le diocesi della Galizia. Il contenuto del corso sarà, soprattutto, la testimonianza di un’esperienza, non un contenuto teorico. “Perché il Cfmf cerca di essere un aiuto al rinnovamento della Pastorale familiare nella Galizia, ma, soprattutto, per la vita delle famiglie. Renderle più forti nella loro vocazione, aiutarle a vivere la felicità che Dio desidera per ciascuno dei suoi membri, far in modo che possano superare con successo le sfide che devono affrontare per vivere la grandezza e la bellezza della vocazione alla quale sono stati chiamati, rappresenta il senso ultimo e la missione di questo corso”.

Italia: Settimana Sociale su famiglia e futuro
“La famiglia, speranza e futuro della società italiana” è il titolo della 47ª Settimana Sociale dei cattolici italiani (12-15 settembre), che si è aperta il 12 settembre a Torino con i saluti delle autorità e la prolusione del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei). “Superare ideologie e pregiudizi”, riconoscendo che “la famiglia non è un ‘problema’ cattolico, ma una risorsa per tutti”, è l’invito rivolto dal presidente del Comitato scientifico e organizzatore, l’arcivescovo di Cagliari Arrigo Miglio, il quale ha precisato che “riconoscere il primato della famiglia non significa ignorare, né calpestare diritti e doveri” propri di altre forme di convivenza. “Ascolto, confronto e proposta” sono i tre cardini della Settimana sociale, che si propone di “riscoprire l’architettura della famiglia”, come ha sottolineato il portavoce e sottosegretario della Cei, monsignor Domenico Pompili. Dapprima, ha chiarito, “ascoltare la famiglia e le sue trasformazioni”; quindi “confrontare, cioè tentare una lettura che non sia sezionata in tasselli che non s’incontrano, ma in grado di delineare il profilo della famiglia”; infine “proporre indicazioni operative sul piano sociale ed economico che si facciano carico della famiglia, poiché sarebbe indice di miopia sociale relegarla nella sfera del privato”. Ai lavori stanno partecipando oltre 1.300 iscritti, tra i quali un migliaio di laici e 90 vescovi. Fra i temi in discussione: missione educativa e alle alleanze educative, rapporto tra giovani e lavoro, questione fiscale, welfare, famiglie immigrate.

Repubblica Ceca: concordato Chiesa-Stato
L’ufficio stampa della Conferenza episcopale ceca ha pubblicato un elenco di risposte alle domande più frequenti riguardanti il concordato sulle proprietà tra Chiese e Stato, con l’obiettivo di evitare fraintendimenti e di presentare i fatti. All’inizio di settembre, il Presidente della Repubblica Ceca, Milos Zeman, ha menzionato la possibilità di una revisione della legge per un accordo sulle proprietà che è entrata in vigore quest’anno, soprattutto per quanto riguarda la compensazione finanziaria. Secondo il segretario generale della Conferenza episcopale, Tomás Holub, “la Chiesa cattolica può negoziare con la nuova rappresentanza politica che uscirà dalle prossime elezioni parlamentari anticipate sulla posizione della Chiesa nella nostra società. La base consiste nel capire e trovare un accordo sulla posizione della Chiesa in una società democratica liberale. Questo è il terreno sul quale tutte le misure concrete devono essere costruite. Al momento non siamo in grado di prevedere nulla”. Pertanto, la Chiesa cattolica continua a sviluppare la campagna informativa rivolta a tutti i cittadini, per spiegare le regole fondamentali e le conseguenze della legge che regola il concordato sulle proprietà e il finanziamento della Chiesa, che dovrebbe gradualmente portare a una sua indipendenza economica dallo Stato entro il 2043.