PARLAMENTO UE
Lanciata a Strasburgo la campagna istituzionale in vista delle elezioni 2014
Un contadino al lavoro, la nascita di un bambino, un gesto di solidarietà, la produzione di energia “pulita”, una ragazzina che fa sport, un matrimonio religioso, la ricerca in laboratorio, l’accostamento tra una scena di vita tradizionale e l’utilizzo di un macchinario innovativo… Scorrono le immagini di un video prodotto per la campagna istituzionale in vista delle elezioni per il nuovo Europarlamento. Vorrebbero raccontare l’Europa e gli europei, la vastità del continente, la diversità sociale e culturale dei suoi popoli e dei 28 Stati che ne fanno parte: eppure è una sola Europa. Le elezioni del 22-25 maggio 2014 non sono poi così lontane e, soprattutto, occorre convincere i 506 milioni di cittadini (400 milioni di elettori, 37 milioni dei quali per la prima volta al voto) a recarsi ai seggi per far risuonare la loro voce.
Cittadini vulnerabili. “Vorremmo inviare un messaggio forte ai cittadini europei: con il voto potete contribuire a determinare il futuro dell’Europa”, afferma Anni Podimata, eurodeputata greca, vice presidente dell’Euroassemblea, presentando a Strasburgo il 10 settembre la campagna per invitare i cittadini a votare per la prossima composizione dell’emiciclo (legislatura 2014-19). “Sono forse le elezioni più importanti che si sono finora tenute per il Parlamento europeo – osserva -. Questo è un momento davvero delicato sul piano economico e sociale, i cittadini si sentono vulnerabili. Ma l’Ue può affrontare i problemi concreti che gravano sui cittadini: dobbiamo dargliene la forza. Per questo al Parlamento di Strasburgo” – organo legislativo, di bilancio e di “controllo democratico” entro l’architettura Ue, unica istituzione comune eletta a suffragio universale – “occorre una legittimazione democratica più ampia possibile. Dobbiamo ristabilire la fiducia dei cittadini nell’Europa”.
Quattro fasi. Lo slogan della campagna, che accompagnerà gli elettori fino al prossimo anno, sarà “Act. React. Impact.” (agire, reagire, decidere). La campagna si svolgerà in quattro fasi. La prima, fra settembre e ottobre, servirà per “spiegare i nuovi poteri del Parlamento europeo” dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona “e le loro implicazioni per le persone che vivono nell’Unione”, spiega l’ufficio stampa del Parlamento, guidato dallo spagnolo Jaume Duch. “La fase due, da ottobre a febbraio 2014, metterà in evidenza cinque temi chiave – economia, lavoro, qualità della vita, denaro e Ue nel mondo – con una serie di eventi interattivi nelle città europee”. La terza fase, ossia la campagna elettorale vera e propria, inizierà a febbraio “e si concentrerà sulle date elettorali del 22-25 maggio, che saranno aggiunte al logo, con l’avvicinarsi delle elezioni”. Dopo le elezioni, “la fase finale si concentrerà sul neo-eletto Parlamento europeo che verrà chiamato a eleggere il prossimo presidente della Commissione europea”, sull’inizio della nuova legislatura e sul varo della futura Commissione Ue.
Media e social network. La campagna utilizzerà varie forme comunicative (slogan, video, materiale a stampa, internet, incontri ed eventi “dal vivo” nei Paesi membri…) e si concentrerà anche sui media sociali. Il costo complessivo della campagna istituzionale (neutrale rispetto ai partiti e agli schieramenti politici e tesa a informare sui risultati ottenuti dal Parlamento Ue e sui suoi poteri) sarà di 16 milioni di euro, pari a 3 centesimi di euro per cittadino. Jaume Duch specifica: “È una campagna che riguarderà 28 Paesi, in 24 lingue diverse. Un terzo del bilancio investito verrà indirizzato verso i social network”.
“Più competenze all’Ue”. Un altro slogan che sarà utilizzato nei prossimi mesi, anche con l’intento di contrastare il crescente antieuropeismo che certo non sfugge alle istituzioni di Strasburgo e Bruxelles, è “Questa volta è diverso”. Othmar Karas, austriaco, l’altro vice presidente responsabile per la comunicazione, chiarisce in proposito: “Senza l’Unione europea avremmo avuto effetti ben più devastanti dalla crisi economica. Occorre rendersi conto che maggiori competenze all’Ue e al Parlamento europeo possono favorire risposte più efficaci alle nostre sfide future in campo economico, educativo, ambientale, energetico, sociale… Per contrastare ad esempio la disoccupazione o tutelare i consumatori serve più Europa. In questo senso un ampio ricorso alle urne da parte dei cittadini contribuirà a sconfiggere gli euroscettici e a dar più forza all’Unione europea”.