CHIESE IN BREVE
Russia: le priorità della diocesi di Mosca
“Il Cristianesimo è un evento che ci precede sempre, e che siamo chiamati a seguire se vogliamo portare al mondo non le nostre idee o i nostri progetti, ma il nostro incontro con Cristo”. Così scrive l’arcivescovo di Mosca, mons. Paolo Pezzi, nella lettera che indica le priorità della Chiesa cattolica per la diocesi moscovita nell’anno pastorale che si aprirà solennemente il 29 settembre prossimo. La lettera, pubblicata con la data del 15 agosto, nasce dai “risultati del terzo convegno pastorale diocesano, del maggio 2013, dedicato al ruolo dei laici nella Chiesa”, spiega l’arcivescovo. I risultati dei lavori avevano messo in luce “l’irresponsabilità e la passività dei laici”, che, spiega Pezzi, sono “un rifiuto della libertà” e una rinuncia “a rispondere alle domande che nascono dal confronto con la fede”. Per superarle, egli indica tre passi: “Accettare le circostanze attraverso cui Dio ci dà di passare come un’opportunità per la nostra crescita e maturazione nella fede”; non “vivere per fede soltanto entro le mura della nostra comunità”; creare una comunità cristiana “che nutra la fede” attraverso i sacramenti e “ponendo delle sfide al cuore dei nostri laici”. Questo significa per Pezzi creare iniziative di “formazione cristiana permanente” e di “lavoro caritativo”, “dimensione necessaria della vita di ogni credente”. Ucraina: capo Ugcc sui 22 anni di indipendenza
Gli ucraini cristiani devono assumersi le proprie responsabilità rispetto al destino dello Stato indipendente, ha affermato sua beatitudine Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica ucraina (Ugcc), in occasione del 22° anniversario della indipendenza dell’Ucraina, celebrato il 24 agosto. “Se insieme amiamo attivamente la nostra patria e viviamo e lavoriamo per essa ogni giorno, ne garantiremo l’indipendenza e ci assicureremo che occupi il suo giusto posto nella famiglia delle nazioni europee”, ha dichiarato l’arcivescovo maggiore di Kiev e Halych. Il quale ha anche richiamato l’attenzione sul fatto che oggi le persone spesso si pongono questa domanda retorica: “Cosa mi ha dato l’Ucraina?”. I cristiani, però, dovrebbero rovesciare la domanda e chiedersi: “Cosa ho fatto io per l’Ucraina, per renderla migliore, più forte e più potente?”. Sviatoslav ricorda le parole del poeta Taras Shevchenko, che invitava gli ucraini a pregare per il loro paese e ad amarlo, aggiungendo che questo appello suona “molto speciale per i figli e le figlie odierni” delle terre ucraine. “Non sto parlando soltanto di sentimenti. Si tratta di un amore attivo. Amare significa essere disposti a fare sacrifici”, conclude il primate. Repubblica Ceca: la Chiesa sulle tensioni etniche
Il Vescovo di Ostrava-Opava nella Repubblica Ceca, mons. Frantisek Václav Lobkowicz, ha rilasciato una dichiarazione a proposito delle crescenti tensioni tra la popolazione rom e la maggioranza dei cittadini, in cui scrive: “La Chiesa cattolica è inviata a tutti, indipendentemente dalla nazionalità, dal colore della pelle o dallo status sociale”. Il prelato si rivolge al popolo rom, apprezzando il loro senso dell’unità della famiglia, incoraggiandoli a sviluppare le loro tradizioni e la loro cultura e, in tal modo, ad aiutare i loro figli a “crescere in maturità umana e civile”. “Siate attivamente coinvolti nel cercare delle possibilità di dimostrare ai vostri concittadini che non tutti i rom sono persone violente, ladri e parassiti. Dimostrate di essere persone con grandi capacità, che sanno usare, se capita, l’occasione giusta”, esorta mons. Lobkowicz. Il suo messaggio si rivolge anche agli altri cittadini, esortandoli a dire un secco “no” a tutte le espressioni di razzismo. “Non generalizzate le esperienze negative di altre persone che vengono diffuse e sostenute dai mass media”, li incoraggia il vescovo, chiedendo a tutti gli abitanti di rifiutare qualsiasi “espressione di estremismo”, che rappresenta un ostacolo sul cammino della “pace e della buona convivenza”. Slovacchia: museo delle chiesette di legno
La seconda fase del progetto internazionale “Mini museo all’aperto delle chiese di legno” si è recentemente conclusa a Lutina, Slovacchia. Era stato ufficialmente presentato la settimana scorsa da mons. Ján Babjak, arcivescovo metropolita greco-cattolico di Presov, come parte del programma di cooperazione transfrontaliera tra la Polonia e la Repubblica Slovacca per il periodo 2007-2013. Le miniature delle 20 chiese di legno rappresentano un patrimonio religioso e culturale unico dei greco-cattolici in Slovacchia, nei pressi della Basilica della Dormizione della Madre di Dio (famoso luogo di pellegrinaggio associato con le apparizioni di San Nicola nel 1851). Il costo totale del progetto, che dovrebbe coprire le repliche di tutte le 41 chiese situate nei villaggi della parte orientale del Paese e nella zona di confine con la Polonia, costruite in scala 1:10, è di 52mila euro.