L’Ue in breve

Commissione: come ridurre lo spreco di alimenti?
Ogni anno nei 28 Paesi dell’Ue quasi 90 milioni di tonnellate di alimenti finiscono nella spazzatura. Un danno diretto per lo spreco di cibo, soprattutto se si considera il difficile momento che attraversa ampia parte della popolazione a causa della crisi; ma anche un enorme danno indiretto, tenuto conto delle risorse necessarie per produrre quegli alimenti. La produzione di cibo riguarda infatti diversi settore della vita comunitaria: l’economia e i posti di lavoro, lo sfruttamento del suolo, delle risorse naturali e dell’energia, l’inquinamento legato ai processi produttivi (industrie alimentari). Per questa ragione la Commissione ha lanciato una consultazione pubblica – diretta alle istituzioni politiche, agli operatori privati, agli esperti, ai singoli cittadini, alle ong – per comprendere quali vie sono possibili per una produzione alimentare sostenibile e adeguata alle reali esigenze dei consumatori del mercato interno, senza trascurare le esportazioni. “Da un punto di vista morale, oltre che economico, è inaccettabile questa situazione di spreco – ha spiegato il commissario Janez Potočnik -. Tale sistema non funziona e occorre agire” a livello Ue. La consultazione – che si concentra sia sulle possibili misure immediate da adottare sia su una programmazione a medio-lungo termine del sistema produttivo e commerciale, resterà aperta fino al 1° ottobre; quindi l’Esecutivo Ue avanzerà delle proposte, probabilmente entro questo stesso anno.
Turismo e internet: verso vacanze più facili
“Negli anni ’90 la maggior parte dei cittadini europei in partenza per le vacanze sceglieva da un catalogo un servizio preconfezionato ‘tutto compreso’ e lo prenotava presso la propria agenzia di viaggio. I tempi però sono cambiati e occorre aggiornare le norme per tenere il passo con le evoluzioni del mercato”. Viviane Reding, commissaria Ue per la giustizia, chiarisce i termini di un intervento sulla legislazione comunitaria volto a “rafforzare i diritti di 120 milioni di vacanzieri”. In realtà un pacchetto legislativo in questo campo esiste dal 1990; ma oggi oltre la metà delle persone che decide un periodo di ferie, anche oltre i confini nazionali, non fa più ricorso alle agenzie di viaggio, prenotando direttamente mediante internet e risultando spesso non tutelata di fronte ai diversi tipi di disagio che si possono venire a creare. Così – spiega la commissaria – l’Unione interviene “per garantire sicurezza e tranquillità ai vacanzieri”. La direttiva Ue sui viaggi “tutto compreso”, varata 23 anni or sono, garantisce “una tutela completa ai consumatori che prenotano vacanze preconfezionate, caratterizzate da una combinazione di servizi, quali il volo, l’albergo o l’autonoleggio”. La protezione comprende il diritto di ricevere tutte le informazioni necessarie prima della firma del contratto, assicurando così “che una parte sia responsabile dell’esecuzione di tutti i servizi inclusi nel pacchetto. L’attuale riforma risponde invece “a una radicale trasformazione del mercato del turismo: i cittadini hanno un ruolo sempre più attivo nell’adattare le vacanze alle proprie esigenze specifiche” utilizzando internet per combinare vari servizi di viaggio. La riforma prevede dunque vantaggi per i turisti che acquistano pacchetti tradizionali oppure che usano servizi prenotati on line (controlli sui prezzi, diritti di annullamento e di rimborso, maggiori informazioni sulle responsabilità, diritti di ricorso rafforzati, diritto di rimpatrio) e per le imprese (condizioni paritarie tra i vari operatori, minor burocrazia).
“Europa creativa”: fondi per cultura e audiovisivi
Il Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper I) presso l’Ue ha approvato il 16 luglio il testo di compromesso del regolamento che istituisce il programma “Europa creativa” al fine di consentire alla presidenza di turno lituana di finalizzare un accordo con il Parlamento europeo, come ha sottolineato il presidente Arunas Vinciunas. “Europa creativa” è uno strumento diretto a promuovere iniziative culturali e audiovisivi nell’Ue28 e comprende tre programmi: Cultura, Media e Media mondo. La ragione principale che ha portato alla creazione di questo programma è stata quella di creare maggiori opportunità per gli operatori che operano nel settore e per facilitare l’attuazione del programma nei diversi contesti nazionali e culturali. “Tale iniziativa – spiega la Commissione – si concentra sulle piccole e medie imprese del settore cultura e audiovisivo per rendere possibile lo sviluppo di nuove idee”. Il Fondo di garanzia, che dovrebbe essere gestito dal Fondo europeo per gli investimenti, fornirà garanzie alle banche che si occupano di piccole e medie imprese operanti nel settore, consentendo in tal modo alle Pmi un più facile accesso al credito.