CHIESE IN BREVE" "
Spagna: progetto Caritas in Costa Rica contro la tratta
La Caritas spagnola rafforza il suo impegno nella lotta contro la tratta delle persone con la recente approvazione di un progetto in Costa Rica, diretto a prevenire i drammatici effetti di questo fenomeno. Il progetto, dotato di un budget di 217.706 euro, ha l’obiettivo di sviluppare azioni di formazione, sensibilizzazione e denuncia della tratta di persone nei territori dell’arcidiocesi di San José e delle diocesi di Puntarenas, Tilarán-Liberia, Ciudad Quesada e Limón. Le iniziative saranno guidate dalla Caritas del Costa Rica. Come primo passo si impartirà una formazione specifica sulla dimensione del problema a 200 agenti, scelti tra persone impegnate in attività di sviluppo umano solidale nell’ambito locale – ecclesiale e comunale – e in altre attività a favore di gruppi vulnerabili. Dopo la formazione, gli agenti lavoreranno nella sensibilizzazione del rispetto dei diritti umani, in campagne di prevenzione e denuncia della tratta di persone. Il progetto svilupperà una strategia globale di comunicazione sociale a tutti i livelli. L’iniziativa, che inizierà il prossimo agosto e durerà fino a giugno 2016, nasce con l’obiettivo di trovare una risposta effettiva al problema della tratta. Le Caritas di Spagna e Costa Rica ritengono che si debbano adottare soluzioni strutturali e di ampio respiro: perciò gli agenti ecclesiali e sociali devono essere capaci di sensibilizzare sulla violenza legata alla tratta. Allo stesso tempo, il progetto mira a rendere i gruppi più vulnerabili protagonisti del proprio sviluppo, ora e nel futuro.
Ucraina: i bambini riflettono su fede e Paradiso
Nelle prime settimane di luglio si sono svolti a Liuch, nella regione Ivano-Frankivsk, campi estivi per bambini organizzati da religiosi e religiose della Congregazione del Verbo Incarnato della Chiesa greco-cattolica ucraina. Oltre 200 bambini provenienti da diverse parrocchie hanno partecipato all’iniziativa, che aveva come motto “La fede – una chiave per il paradiso”, ispirata all’Anno della Fede. Lo scopo dei campi era approfondire la fede dei bambini. I partecipanti sono stati divisi in quattro gruppi: “I portatori Dio” – quelli che dovrebbero avere e coltivare la fede in Dio; “Gli apostoli” – chiamati a stare con Cristo per imparare la fede e predicarla agli altri; “I testimoni” – coloro che seguendo l’esempio dei martiri hanno testimoniato la loro fede senza alcun timore; “I guardiani” – coloro che conservano immutato il “bagaglio” di fede che ci è stato dato da Gesù, ci dice uno degli organizzatori, P. Andriy Karpinets. Il gioco principale del campo era basato sul pellegrinaggio a Kiev per il 1025° anniversario del Battesimo della Rus-Ucraina. Ai bambini veniva consegnata una mappa dell’Ucraina con i vari percorsi con destinazione Kiev, e ogni squadra aveva la possibilità di guadagnare punti fornendo le risposte corrette. Alla fine del campo, tutti i partecipanti hanno ricevuto dei libri sulla vita dei santi per migliorare la loro vita spirituale.
Polonia: più fedeli si accostano alla comunione
Sempre più polacchi si accostano al sacramento della comunione (16,2%) mentre rimane immutato rispetto all’anno scorso il numero di partecipanti alle messe domenicali (40%). Lo ha reso noto l’Istituto di statistica della Chiesa cattolica in Polonia. Le principali ragioni di partecipazione alla messa domenicale hanno carattere spirituale e sono l’imperativo della coscienza e il desiderio di vivere l’esperienza religiosa. Padre Edward Jarmoch, docente dell’Università di Siedlce, rileva che le motivazioni non sono cambiate nell’arco degli ultimi vent’anni. Nel 2012, uno su due fra gli intervistati alla fine delle analisi statistiche può essere annoverato tra i praticanti in maniera sistematica che partecipano alla liturgia quasi tutte le settimane, mentre il 71,3% partecipa alla messa almeno una volta al mese. Uno su cinque poi si dedica alle pratiche religiose solo occasionalmente mentre circa un quarto non è praticante. “Sembra che in futuro la religiosità dei polacchi dipenderà dall’adeguamento della pastorale ai segni dei tempi”, osserva Janusz Marianski, docente dell’Università cattolica di Lublino. Lo testimonia il dato che indica come nel 2012 uno su cinque polacchi interrogati abbia rinunciato alla preghiera individuale, mentre solo uno su due preghi ancora in modo regolare. Negli anni 1991-2012 è calato di quasi il 9% il numero delle persone che pregano quotidianamente ma al contempo è cresciuto del 9,6% il numero di coloro che pregano nelle particolari situazioni di vita.
Bielorussia: campi cristiani per i disabili
Un campo estivo cristiano per disabili si tiene da oggi al 21 luglio nella parrocchia greco-cattolica di S. Giosafat a Polotsk, Bielorussia, gestito da giovani appartenenti al movimento cristiano di volontariato di San Nicola, che aiutano regolarmente in istituti a Minsk, Ivantschevichi, Osipovichi e altre città. Il programma comprende attività estive in riva al fiume, trattamenti sanitari, gite, incontri serali davanti al fuoco, ecc. Il campo avrà anche una dimensione spirituale. “La vita dei disabili è limitata in molti modi e noi vogliamo che si godano questa estate, senza alcuna limitazione, consentendo loro di incontrarsi, condividere la fede, godere della reciproca compagnia e magari trovare nuovi amici con un percorso simile al proprio”, spiegano gli organizzatori.