POLONIA" "

Missioni, vangelo che converte” “

Sono oltre 3mila i sacerdoti e i laici polacchi presenti in 97 Paesi

Sono veramente numerosi, 3.170 per la precisione, i polacchi impegnati nelle missioni all’estero, presenti in 97 Stati, ovvero in quasi tutto il mondo. Di recente il responsabile per le missioni dell’episcopato polacco, monsignor Jerzy Mazur, ha ricordato il senso delle missioni nell’ambito dell’Anno della fede, con alcuni polacchi presenti in Togo. Insieme sono stati ricevuti dal Presidente della Polonia, Bronislaw Komorowski, che si è congratulato per il loro servizio e ha ricordato: “Rappresentando la Chiesa, i missionari rappresentano nel mondo anche la Polonia e la sua cultura”.
Tra gli eschimesi. “Non parlo perfettamente la lingua inuktitut ma sono capace di comunicare. Questo basta per far vedere all’altro che lo si ama e che si può fare di tutto per lui. Ciò diventa possibile quando, nella vita, l’uomo diventa il primo valore dopo Dio” – afferma Wieslaw Antoni Krotki, appena nominato vescovo. Monsignor Krotki, della Congregazione dei Missionari oblati di Maria Immacolata, lavora in Canada dal 1990 e cioè da quando ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale. “Nessuno ci ha parlato della cultura degli eschimesi, nessuno ce l’ha insegnata poiché nessuno la conosceva”, racconta il nuovo pastore della diocesi Churchill-Baie d’Hudson, descrivendo la sua formazione nel seminario degli oblati non lontano da Cracovia. Secondo il presule “la chiave per abituarsi alle condizioni difficili di vita in missione è l’amore per la cultura del luogo”. “Se uno riesce ad amare quella nuova cultura non avrà problemi. E non bisogna aver paura del cambiamento”. La diocesi di Churchill-Baie d’Hudson ha una superficie di 2,3 milioni di chilometri quadrati. Gli abitanti arrivano a 33mila, un terzo dei quali è cattolico. Il servizio pastorale è assicurato da 16 sacerdoti religiosi e 3 diocesani.
Cultura, ricchezza africana. “Amo l’Africa con la sua ricchezza di culture che, però, hanno ancora un gran bisogno di essere decontaminate”, scrive dal Mali padre Pawel Hulecki, dei Padri Bianchi, raccontando la morte di un uomo colpito da un fulmine, che non venne aiutato da nessuno del villaggio africano poiché deceduto improvvisamente e quindi “per opera degli spiriti maligni”. Il missionario afferma: “Da quando ricordo, ho sempre desiderato andare in Africa per aiutare le persone che vi vivono e annunciare loro il Signore”. Sabina Gomet, una delle future missionarie polacche, dice: “Non conosciamo nemmeno la lingua, ma penso che con il linguaggio del corpo, i gesti e le espressioni del volto possiamo parlare di Gesù”. Il suo gruppo resterà in Africa per oltre un mese aiutando durante gli esercizi spirituali dei bambini sostenuti da famiglie polacche con la formula dell’adozione a distanza.
Festa missionaria. “L’impegno missionario rimane il servizio fondamentale che la Chiesa deve assicurare al mondo contemporaneo proprio per dare il senso e la dimensione evangelica ai cambiamenti culturali, sociali ed etici in atto, per offrire la salvezza di Cristo agli uomini del nostro tempo che oggi, in molte parti del mondo, soffrono l’umiliazione e la repressione a causa della povertà, della violenza e del mancato rispetto dei diritti”, ha detto, all’inizio di luglio, ai 200 giovani partecipanti alla quinta Festa missionaria dei giovani, il vicepresidente della Conferenza episcopale polacca, arcivescovo di Poznan, mons. Stanislaw Gadecki. “Lì dove mancano l’impegno missionario, la volontà di condividere la testimonianza di fede e di vita, non c’è una Chiesa viva”, ha rilevato Gadecki. Pochi giorni prima, il 28 giugno, il presule aveva presieduto la cerimonia di conferimento delle croci missionarie ai 34 giovani volontari che partecipano ai progetti estivi realizzati in diverse parti del mondo: Kazakistan, Ghana, Gerusalemme, Ucraina, Moldova. “È una grande gioia che sempre più persone pensano di impegnarsi per le missioni e che così numerosi siano i gruppi che organizzano i viaggi per acquisire l’esperienza missionaria”, sottolinea padre Szymon Stulkowski, coordinatore delle opere missionarie nell’arcidiocesi di Poznan.
Partenza per Capo Verde. Il 2 luglio a Krosno, nel sud della Polonia, cinque laici e un presbitero hanno ricevuto le croci missionarie dal presidente della Conferenza episcopale polacca, monsignor Jozef Michalik. Resteranno nelle Isole di Capo Verde quest’estate per oltre un mese. “L’anelito missionario è l’espressione della sollecitudine per promuovere la fede, l’amore universale, la volontà di aiutare gli affamati e coloro che si trovano in condizioni difficili. Il Vangelo dell’amore, della carità, di una mano tesa all’altro è il Vangelo che converte”, ha affermato il presule.