CHIESE IN BREVE" "

Austria, Kek, Bielorussia, Slovacchia

Austria: 35mila volontari a favore degli ultimi
Circa 35mila persone impegnate nel lungo periodo come volontari nella Caritas per realizzare oltre mille progetti a favore di persone bisognose e svantaggiate: questo il dato saliente diffuso da Caritas Austria nel rapporto sull’attività dell’organizzazione nel 2012. In un’intervista pubblicata l’8 luglio dall’agenzia di stampa cattolica austriaca Kathpress, Sonja Jöchtl, direttrice del settore per la comunicazione della Caritas, ha riferito che “l’attività dei volontari è stata concentrata primariamente nell’assistenza agli anziani”. “La gran parte dei 35mila volontari” è “organizzata su base parrocchiale e opera a livello locale presso le parrocchie di appartenenza”, ha proseguito. “Il settore-cardine del servizio di volontariato è basato sul lavoro di relazione”, ha spiegato, un’attività “che non sarebbe finanziariamente possibile in questa misura. Non si tratta di fornire cose materiali”, ha puntualizzato, “bensì di donare attenzione e tempo”. Dal rapporto per il 2012 emerge che la Caritas ha devoluto un totale di 630 milioni di euro, di cui 80 ricevuti sotto forma di offerte, per la realizzazione di progetti sociali. “Il nostro compito è riconoscere a ciascuna persona la sua dignità e di difendere in questo modo i valori cristiani”, afferma il presidente di Caritas Austria, Franz Küberl, nella prefazione del rapporto. “In concreto, ciò significa rispettare e proteggere la vita umana dall’inizio alla fine, aiutando le persone in stato di necessità a prescindere dalla loro origine, dalla religione o dal sesso”.
Kek: stop a violenze in Egitto
“L’Assemblea della Kek esprime simpatia e solidarietà ai cittadini egiziani che lottano per portare il loro Paese a una stabile ed efficace democrazia e a condizioni economiche più eque. Deploriamo l’escalation di violenza in Egitto e facciamo appello a tutti gli attori ad astenersi dalla violenza”: così scrivono i delegati Kek nel “Rapporto sulle questioni d’interesse pubblico”. “Ci sentiamo legati alla Chiesa copta ortodossa e alle altre chiese cristiane, ai nostri fratelli e sorelle cristiani che vivono in Egitto e ci impegniamo a rimanere in stretto contatto e comunicazione con loro. Appoggiamo i loro sforzi per la cooperazione cristiano-musulmana in questo momento”. Il Rapporto parla anche di crisi economica, di giovani (con un invito alle Chiese a sostenerli e a dedicare risorse per iniziative lavorative), della situazione di esclusione sociale in cui sono tenuti i rom e i sinti in Europa, delle politiche di protezione dei rifugiati, delle insidie alla libertà di espressione e di religione (con particolare riferimento alla violazione dei diritti religiosi nelle aree di Cipro occupate dai turchi), al dramma della guerra in Siria. Si legge ancora nel Rapporto: “Facciamo appello a chi detiene i metropoliti Yohanna Ibrahim e Boulos Yazigi di liberarli immediatamente. In quanto sacerdoti sono messaggeri di pace e lottano per il bene di ogni essere umano. Tenerli lontani dal loro popolo è un peccato contro l’umanità”.
Bielorussia: Lukashenko incontra il card. Tauran
Il 4 luglio a Minsk il presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, ha incontrato il legato pontificio per le celebrazioni del Giubileo dell’icona miracolosa della Madre di Dio di Budslau e presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, il cardinale Jean-Louis Tauran. Il presidente Lukashenko ha manifestato la sua soddisfazione per il fatto che i rappresentanti della Chiesa cattolica e della Chiesa ortodossa abbiano “trovato il modo di cooperare” e descritto le loro relazioni reciproche “costruttive” e “utili per lo Stato”, affermando che più di venti confessioni presenti nel Paese coesistono in pace e stabilità. A questo proposito, Lukashenko ha citato la decisione di istituire un centro di spiritualità e educazione cattolica in Bielorussia. Il cardinale Tauran ha assicurato che la Chiesa cattolica occuperà una “posizione discreta” nel paese e che i suoi fedeli avranno la possibilità di soddisfare le loro esigenze religiose anche in futuro. Il legato pontificio ha apprezzato il fatto che le diverse religioni abbiano trovato la loro “casa” in Bielorussia, coabitando in armonia, nello sviluppo del dialogo reciproco e della cooperazione.
Slovacchia: Ong scrivono al ministro della Salute
I rappresentanti di 26 organizzazioni non governative hanno scritto una lettera a Zuzana Zvolenská, ministro della Salute della Repubblica Slovacca, chiedendole di intraprendere i passi necessari per annullare la registrazione dei prodotti abortivi chimici Mifegyne e Medabon nel paese, in quanto “l’uso di questi preparati abortivi è in contraddizione con varie leggi attualmente in vigore”, ed esortando il ministro Zvolenská a non “cedere alle pressioni per accettare tutte le normative che sarebbero in contrasto con l’attuale sistema legale in Slovacchia”. Allo stesso tempo, i rappresentanti delle Ong rivolgono un appello per dar vita a un ampio dibattito pubblico su questo tema con la partecipazione di esperti di bioetica, questioni pro-vita e medicina, per rendere il dibattito “equilibrato e aperto sotto ogni aspetto”. Nella lettera datata 2 luglio si esprime la speranza che il governo “modifichi la sua decisione in merito alla registrazione dei prodotti abortivi dello scorso anno ed eviti errori simili in futuro”.