LUMEN FIDEI" "
Francia: un’enciclica luminosa
“L’enciclica ‘Lumen Fidei’ è provvidenziale. È un luminoso ‘quattro mani’, reso prezioso da due successori di Pietro, che confortano, uno dopo l’altro, i loro fratelli nella fede”. È il commento a caldo di monsignor Bernard Podvin portavoce dei vescovi di Francia. “La fede – aggiunge mons. Podvin – a il carattere singolare, di essere capace di illuminare tutta l’esistenza dell’uomo. Essa è “la luce che viene dal futuro” . In questi quattro bellissimi capitoli, il lettore percorre il cammino della fede per infine comprenderla. Guidato da Papa Francesco, egli raccoglie gli elementi che riassumono il tesoro della memoria. Tutto ciò che la Chiesa è, tutto ciò che essa crede, si ricostituisce in maniera uniforme: Confessione di fede, celebrazione dei sacramenti, Decalogo e preghiera. Passo dopo passo, si tratta di esplorare sempre di più l’orizzonte che la fede illumina”. Il portavoce dei vescovi francesi annota infine che “certamente questo testo non è stato concepito in una torre d’avorio. Esso non esclude la sofferenza umana. Il servizio della fede al bene comune è sempre un servizio di speranza. Possiamo comprendere perché, senza essere una concezione individualista, la fede ci permetta di raggiungere il fondo del nostro essere. Noi siamo, attraverso l’atto del credere, in relazione originaria a Cristo e ai fratelli”.
Italia: come in uno specchio
“A me pare – afferma monsignor Marcello Semeraro, vescovo di Albano e presidente della Commissione Cei per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi – che nelle quattro tappe l’enciclica ‘Lumen Fidei’ ci permette di osservare la fede in quattro distinte, convergenti e inseparabili prospettive”. Anzitutto “quella che in teologia è chiamata la ‘fides qua’: quel dinamismo vitale per cui credere vuol dire muoversi camminando verso Dio”. Il secondo aspetto è “quello veritativo della fede, diremmo, ossia il suo intimo rapporto con la verità – così ripetutamente richiamato da Benedetto XVI”. Il terzo aspetto “riguarda la trasmissione della fede e, per ora, mi limiterei a portare l’attenzione sul rimando implicito all’esordio della costituzione ‘Lumen Gentium'”. Nell’enciclica Francesco scrive: “La luce di Gesù brilla, come in uno specchio, sul volto dei cristiani e così si diffonde, così arriva fino a noi, perché anche noi possiamo partecipare a questa visione e riflettere ad altri la sua luce. La fede si trasmette, per così dire, nella forma del contatto, da persona a persona, come una fiamma si accende da un’altra fiamma…”. Per mons. Semeraro, “è davvero molto bello. C’è, poi, l’ultimo capitolo, che esordisce col tema molto suggestivo del ‘Dio affidabile’. Scrive il Papa: ‘Il Dio affidabile dona agli uomini una città affidabile’. Il quarto capitolo indica alcuni luoghi specifici per una città degli uomini che sia davvero affidabile: il bene comune, la famiglia, la vita sociale, la forza consolante nella sofferenza”.
Germania: nel segno di Benedetto XVI
“È un segno di grande rilievo che Papa Francesco, pur con tutte le diversità personali e di carisma, abbia generosamente assunto dal suo predecessore ciò che di sostanziale era nell’elaborazione del testo, cosa che dice molto della continuità della dottrina della Chiesa e della sua stretta unità. In questo modo i due pontificati si congiungono bene insieme”. Così ha scritto l’arcivescovo Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca, nel salutare l’uscita dell’enciclica Lumen Fidei di Papa Francesco. “L’enciclica completa un ciclo ancora in stretta relazione con Papa Benedetto XVI”, che aveva pubblicato nel 2005 “Deus caritas est”, nel 2007 “Spe salvi” e nel 2009 “Caritas in veritate”. Scrive mons. Zollitsch: “È facile vedere come la nuova lettera al mondo, ora sotto l’autorità di Papa Francesco, completa con il tema della fede la serie delle tre virtù teologali fondamentali fede, speranza e carità”. “Tutte queste dichiarazioni portano quindi in un certo senso a una sintesi nella riflessione sulla fede”. Mons. Zollitsch indica quindi come Papa Francesco abbia voluto inserire l’enciclica nell’Anno della Fede e l’abbia posta anche in stretta relazione con il 50° anniversario del Concilio Vaticano II. “È inconfondibile, proprio nel testo tedesco, il tono di Papa Benedetto XVI. Ma si riconosce anche molto il linguaggio e la spiritualità di Papa Francesco”, nota l’arcivescovo. Prima di proporre una sintesi dettagliata del testo, mons. Zollitsch scrive ancora: “Questa enciclica con la sua forza intellettuale e spirituale, a cui appartengono anche la contemplazione e il silenzio, può condurci a una fede vigile e pacata, nella agitazione spesso stridula e nell’amara crisi dei nostri giorni. Ringraziamo Papa Francesco per questa prima enciclica, che ci dà la possibilità anche di esprimere, ancora una volta, il nostro sentito ‘Dio ti benedica’ per Papa Benedetto XVI”.