PARLAMENTO UE

Ok al bilancio, nonostante tutto

In emiciclo a Strasburgo questioni interne ed emergenze internazionali

Un occhio ai problemi interni e l’altro ai fatti internazionali. La sessione plenaria dell’Europarlamento, svoltasi dall’1 al 4 luglio, si è concentrata sui risultati dell’ultimo Consiglio europeo e sul bilancio pluriennale; al contempo ha accolto in emiciclo gli eurodeputati croati, si è confrontata con la presidenza di turno lituana del Consiglio, ha valutato il rispetto dei valori fondamentali dell’Unione nelle riforme in atto in Ungheria, così come la delicata situazione politica in Bulgaria e in Grecia. Allo stesso tempo l’aula ha seguito, con apprensione, gli accadimenti in Egitto, non ha distolto lo sguardo dalla Turchia, ha mandato un messaggio agli Stati Uniti sulle presunte attività di spionaggio condotte da Washington ai danni delle istituzioni Ue e degli Stati membri.

Mff con due clausole. Una settimana “calda”, dunque, per l’Euroassemblea, che aveva tra i punti salienti dell’agenda il voto sul Quadro finanziario pluriennale (Multiannual Financial Framework, Mff), approvato con 474 sì, 193 contrari e 42 astensioni. “L’accordo sul bilancio pluriennale è il miglior risultato possibile nelle circostanze attuali”, è stato il commento rilasciato dal presidente dell’Europarlamento, il tedesco Martin Schulz. L’intesa raggiunta con il Consiglio “è ben lungi dall’essere perfetta”, ma il risultato della votazione indica che il Parlamento ritiene di aver ottenuto “miglioramenti significativi”. Nonostante le diffuse perplessità, gli eurodeputati hanno infine approvato la proposta di bilancio 2014-2020. In realtà il Parlamento aveva giudicato insufficienti gli stanziamenti complessivi per le politiche comunitarie per i prossimi sette anni da parte degli Stati membri (i cui trasferimenti in sostanza costituiscono il bilancio Ue); infine si è giunti a un accordo interistituzionale al ribasso, che ha però accontentato quegli Stati, a partire da Germania e Regno Unito, che da tempo spingevano per un ridimensionamento dei conti di Bruxelles. Due acquisizioni si possono peraltro ascrivere al prossimo Mff: la clausola di flessibilità, per poter spostare fondi da un anno all’altro e da una voce di bilancio all’altra a seconda delle necessità che interverranno negli anni a venire; e una clausola di revisione, con l’obiettivo di dare al nuovo Parlamento e alla prossima Commissione la possibilità di intervenire su un bilancio che altrimenti non sarebbe modificabile fino al termine del loro mandato. Nessun passo concreto, invece, è stato compiuto per fare in modo che nel bilancio comunitario fosse inserito un sistema di risorse proprie per sostituire i trasferimenti nazionali.

Diverse decisioni. Nel corso della plenaria – dopo un serrato dibattito con il premier di Budapest, Viktor Orban – è stato quindi votato un documento che richiama le autorità ungheresi a porre rimedio “alle violazioni dei valori fondamentali dell’Ue” che sarebbero state prodotte dalle riforme introdotte dall’attuale governo. “Le modifiche costituzionali in Ungheria sono sistemiche e, in generale, si allontanano dai valori europei sanciti” dai trattati, ha affermato il relatore, Rui Tavares, deputato portoghese. Altri documenti di rilievo approvati nel corso della plenaria riguardano: il ruolo delle aziende cooperative nel quadro dell’economia continentale; la tassa sulle transazioni finanziarie; la capacità di risposta comune alle epidemie; l’organizzazione delle elezioni dello stesso Europarlamento del 2014, valorizzando il ruolo dei partiti europei, il dibattito transnazionale sui programmi, l’indicazione sulla scheda del candidato alla carica di presidente della Commissione.

Prima donna Mediatore. L’Assemblea ha provveduto anche alla scelta del nuovo Mediatore (difensore civico o ombudsman) europeo: su sei candidati, è stata votata ad ampia maggioranza Emily O’Reilly, attuale difensore civico irlandese. O’Reilly – che entrerà in carica il 1° ottobre sostituendo il giurista greco Nikiforos Diamandouos -, ex giornalista politico, è la prima donna a diventare Mediatore europeo, il cui compito è di “indagare sui casi di cattiva amministrazione da parte delle istituzioni dell’Unione europea” a tutela dei diritti dei cittadini. “I cittadini dei Paesi Ue sono governati in misura crescente da decisioni assunte in sede comunitaria – ha spiegato appena eletta -. Per questo occorre che tali decisioni siano orientate agli interessi” degli europei. Il nuovo Mediatore ha riconosciuto che il suo ruolo “è stato rafforzato dal Trattato di Lisbona e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione”, e ha aggiunto: “La trasparenza delle istituzioni è tanto più necessaria oggi, in presenza di una crisi di fiducia da parte dei cittadini” verso il processo di integrazione.