CCEE
Incontro a Lisbona dei comunicatori ecclesiali. Una sessione dedicata al Sinodo sulla famiglia
Sin dalla sua elezione, Papa Francesco “è stato molto presente nei mezzi di comunicazione sociale”. Non passa giorno nel quale Jorge Mario Bergoglio “non appaia nei quotidiani di tutto il mondo, non riempia le pagine facebook o sia oggetto di tweet”. La sua comunicazione non è, però, “frutto di una strategia mediatica; è fatta di parole e di gesti semplici, sempre significativi, che hanno saputo eliminare le distanze con la gente, mostrando la prossimità di un Papa” con tutti e con ciascuno. L’incontro dei portavoce e addetti stampa delle Conferenze episcopali d’Europa quest’anno si è svolto a Lisbona, dall’11 al 14 giugno, promosso dal Ccee (Consiglio delle conferenze episcopali europee). Nella nota di conclusione dei lavori sono esposti i temi principali affrontati – la comunicazione di Papa Francesco e il Sinodo sulla famiglia – da una cinquantina di partecipanti, provenienti da tutta Europa. Nel corso dell’incontro, i portavoce hanno ascoltato testimonianze sulla difficile situazione delle popolazioni in Ucraina e in Bosnia-Erzegovina; hanno ascoltato relazioni sull’attività del Ccee, della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea) e del Secam (Simposio delle Conferenze episcopali di Africa e Madagascar).
Parole, gesti, segni. “L’Habemus Papam è stato un evento globale con share da primato. In Austria è stata la trasmissione televisiva più seguita di tutto il 2013”. Paul Wuthe, portavoce della Conferenza episcopale austriaca, proponendo alcuni spunti per la discussione attorno al tema del “Papa comunicatore”, ha presentato tre aspetti: Bergoglio come “fenomeno mediatico”, rischi e opportunità legati a questo elemento e le “conseguenze” per i comunicatori ecclesiali. “Il Santo Padre sa trasmettere il messaggio cristiano con un linguaggio quotidiano, comprensibile da chiunque, essenziale. Un messaggio che per questo diventa coinvolgente”. Non solo: “Il Papa comunica anche con i gesti, i segni, con immagini che non hanno necessità – ha aggiunto il giornalista austriaco – di essere tradotti”. Ma ciò che rende ancora più “comunicativo” Papa Francesco è, secondo Wuthe, “la sua credibilità personale. Per questo la sua testimonianza è immediata, diretta, mai astratta”. Il suo “stile narrativo” è fatto di parole e comportamenti, compresi “il modo di vestire, l’andare in pullman con i cardinali oppure il fatto di risiedere a Santa Marta”. Wuthe ha quindi ricordato che “prima o poi, naturalmente, l’interesse mediatico andrà calando” ed è possibile che “taluni suoi messaggi siano fraintesi” o “strumentalizzati”. I comunicatori ecclesiali dovranno perciò “essere esaustivi”, “cercando di raccontare con puntualità ciò che dice il Papa, e come lo dice”, “contestualizzando sempre il suo messaggio”.
Focus sulla famiglia. Nella capitale portoghese i comunicatori ecclesiali si sono anche preparati, insieme al cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, e a padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa vaticana, per comunicare la prossima Assemblea straordinaria sulla famiglia. “L’annuncio di un Sinodo è sempre un evento particolare. L’annuncio di un’assemblea straordinaria, che coinvolgerà un gran numero di presidenti delle Conferenze episcopali in Europa e nel mondo, diventa un evento speciale che richiede ancor di più la nostra attenzione”, ha affermato, introducendo la discussione, Thierry Bonaventura, incaricato stampa Ccee. “Se poi quest’assemblea tratta della famiglia, istituzione che nelle sue forme tradizionali è sempre più messa in questione in molti Paesi e che per altri aspetti non riceve un’adeguata riflessione o sostegno da parte di molti governi, allora questo evento diventa un’urgenza per tutti noi”. Da qui la scelta di assegnare ampio spazio all’argomento nel corso dei lavori.
Puntare sulla trasparenza. Il sinodo sulla famiglia – s’è detto a Lisbona – è in realtà un processo in diverse tappe che “ha messo in motto le varie componenti” della comunità cristiana. “È iniziato con la grande diffusione di un questionario, non da intendere come un sondaggio della Chiesa sulla famiglia, ma una raccolta d’informazioni circa i modelli pastorali e le sfide poste alla famiglia dall’odierna società, segnate da un individualismo imperante”. L’iter del Sinodo sulla famiglia prevede l’elaborazione di un documento di lavoro (Instrumentum laboris) di prossima pubblicazione da parte del Sinodo, che sarà alla base della riflessione dei partecipanti all’Assemblea straordinaria di ottobre (5-19). Sarà invece il Sinodo dei Vescovi sulla famiglia, nel 2015, a costituire l’assemblea conclusiva di questo processo biennale. Dal dibattito tra i presenti è emersa fra l’altro “l’immagine di una Chiesa che anche in questo ambito punta sulla trasparenza del suo agire, che non teme il confronto, pronta ad ascoltare le sfide poste dalla storia”, riproponendo la “Buona notizia di Cristo alla famiglia cristiana, come vera sorgente di speranza e vita nuova”.