CHIESE IN BREVE
Polonia, religioni e architettura sacra a Cracovia
“La costruzione delle civiltà del dialogo sembra una delle necessità più pregnanti del mondo moderno”: lo afferma Agata Szuta, responsabile dell’Istituto del dialogo interculturale “Giovanni Paolo II” di Cracovia che fino al 18 giugno promuove una nuova iniziativa volta a una “migliore comprensione reciproca degli uomini di diverse culture”. Il progetto “I volti del dialogo” si prefigge di evidenziare le similitudini tra varie religioni e culture. Quest’anno in particolare è dedicato all’architettura sacra delle varie fedi attraverso i secoli. “L’architettura è una testimonianza durevole del carattere multiculturale delle religioni, delle influenze reciproche e degli scambi sia tra vari stili sia nei dettagli”, osserva Barbara Munk, una delle coautrici del progetto. Della lettura di vari simboli religiosi nelle opere architettoniche si parlerà a Cracovia il 16 giugno nell’ambito del convegno “Cristianesimo-ebraismo-islam: il dialogo nel magistero di Giovanni Paolo II”, durante la sessione intitolata “Sinagoga-Cattedrale-Moschea”. In occasione del convegno a Cracovia verrà inaugurata una mostra dedicata ad Assisi come “speranza del mondo”, all’architettura sacra contemporanea di Nowa Huta e una rassegna fotografica dell’architettura sacra in Europa e nel Medio Oriente. Il progetto prevede inoltre un concerto di musiche tradizionali ebraiche e workshop per bambini volti a suscitare la curiosità dei ragazzi per i materiali e le tecniche di costruzione degli edifici di culto.
Repubblica Ceca: storie di conversioni in tv
Sei giovani, cinque religioni e un anno del loro cammino spirituale. La televisione nazionale ceca presenta ogni mese documentari su persone che hanno vissuto una conversione. “Un’équipe di documentaristi ha seguito da vicino la vita di sei persone che hanno accettato di essere osservate dagli spettatori televisivi e di raccontare i momenti più toccanti della loro vita”, spiega l’addetta stampa Hana Orosová. La trasmissione è iniziata alla fine di maggio e durerà fino alla fine di giugno. “Non stiamo cercando l’essenza della fede, ma la sua concreta dimostrazione e il suo impatto sulle persone e la loro vita”, afferma Josef Fiser, autore della sceneggiatura, sottolineando la “potenza” delle storie del pianista Petr che ha deciso di convertirsi all’ebraismo e di Daniel che è diventato cattolico, mostrando come la conversione sia “un’esperienza diversa per ciascuno”, a volte una decisione basata su un’esperienza forte e altre volte un processo lento che si dispiega nel tempo. Secondo il produttore Patrick Divis, il documentario “in un certo senso offre uno spaccato della vita religiosa moderna nella Repubblica Ceca”.
Slovacchia: una ricerca su i sacerdoti e internet
Oltre l’85% dei sacerdoti in Slovacchia utilizza internet ogni giorno. Più della metà lo utilizza per cercare materiali quali le riflessioni di altri sacerdoti o autori su determinati argomenti ed eventi nel calendario liturgico, articoli e interviste che possono ispirare le loro omelie. Sono i risultati di un sondaggio condotto in marzo e aprile 2014 da Matús Demko dell’Università Cattolica di Ruzomberok e resi noti nei giorni scorsi. Circa il 16% di tutti i sacerdoti diocesani (380), provenienti soprattutto dalle diocesi di Nitra e Spis, ha partecipato a questo sondaggio ispirato al Progetto immagine della Pontificia università della Santa Croce di Roma. “Potrebbe sembrare che il loro tasso di partecipazione non sia stato molto alto, ma devo precisare che un’indagine analoga in Germania ha visto la partecipazione soltanto dello 0,6% dei sacerdoti e in Italia soltanto dell’1,7%”, ha commentato Matús Demko. Secondo i risultati che si riferiscono alla Slovacchia, circa l’85% degli intervistati considera internet utile o molto utile per fornire un aiuto spirituale, soprattutto come primo passo. Ci sono molti siti che contengono preghiere e le cosiddette “preghiere online”. www.breviar.sk è utilizzato da oltre il 28% dei sacerdoti. Quasi il 76% degli intervistati ritiene che “la tecnologia faciliti lo sviluppo della formazione sacerdotale”. Molti sacerdoti sono attivamente presenti su internet attraverso blog, profili e siti personali, oppure siti web parrocchiali (56,5% degli intervistati).